Decreto flussi: 30.850 gli ingressi di lavoratori non comunitari consentiti

In attesa della pubblicazione in GU, del DPCM del 7 luglio 2020, registrato dalla Corte dei Conti e concernente la programmazione transitoria dei flussi d’ingresso dei lavoratori non comunitari per lavoro stagionale e non stagionale nel territorio dello Stato per l’anno 2020, con circolare congiunta del Ministero dell’interno, del Ministero del lavoro, e del Ministero delle politiche agricole – datata 12 ottobre 2020 – si adottano le seguenti disposizioni attuative.

LAVORO NON STAGIONALE E AUTONOMO
A titolo di programmazione transitoria dei flussi d’ingresso dei lavoratori non comunitari per l’anno 2020, sono ammessi in Italia, per motivi di lavoro subordinato stagionale e non stagionale e di lavoro autonomo, i cittadini non comunitari entro una quota massima di 30.850 unità.
Nell’ambito della quota massima, sono ammessi in Italia, per motivi di lavoro non stagionale e di lavoro autonomo, i cittadini non comunitari entro una quota di 12.850 unità, comprese le quote da riservare alla conversione in permessi di soggiorno per lavoro subordinato e per lavoro autonomo di permessi di soggiorno rilasciati ad altro titolo, di cui una quota di 6.000 ingressi per lavoro subordinato non stagionale nei settori dell’autotrasporto, dell’edilizia e turistico-alberghiero per cittadini dei Paesi che hanno sottoscritto o stanno per sottoscrivere accordi di cooperazione in materia migratoria.
La quota di 12.850 è così ripartita:
– nell’ambito della quota indicata, sono ammessi in Italia 100 cittadini stranieri non comunitari residenti all’estero, che abbiano completato programmi di formazione ed istruzione nei Paesi d’origine;
– nell’ambito della quota indicata, è consentito l’ingresso in Italia nell’anno 2020, per motivi di lavoro subordinato non stagionale e di lavoro autonomo, di 100 lavoratori di origine italiana per parte di almeno uno dei genitori fino al terzo grado in linea diretta di ascendenza, residenti in Venezuela;
– nell’ambito della quota indicata, sono ammessi in Italia per motivi di lavoro subordinato non stagionale nei settori dell’autotrasporto merci per conto terzi, dell’edilizia e turistico alberghiero, 6.000 cittadini di Paesi che hanno sottoscritto o stanno per sottoscrivere specifici accordi di cooperazione in materia migratoria.
Nell’ambito della quota prevista, è altresì autorizzata la conversione in permessi di soggiorno per lavoro subordinato di: 4.060 permessi di soggiorno per lavoro stagionale; 1.500 permessi di soggiorno per studio, tirocinio e/o formazione professionale; 200 permessi di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo rilasciati ai cittadini di Paesi terzi da altro Stato membro dell’Unione europea.
E’ inoltre autorizzata la conversione in permessi di soggiorno per lavoro autonomo di: 370 permessi di soggiorno per studio, tirocinio e/o formazione professionale; 20 permessi di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo, rilasciati ai cittadini di Paesi terzi da altro Stato membro dell’Unione europea.
Le quote destinate alle conversioni (6.150 unità) in permessi di soggiorno per lavoro subordinato e autonomo, previste dal DPCM, saranno ripartite a livello territoriale dalla Direzione Generale dell’Immigrazione e delle Politiche di Integrazione del Ministero del Lavoro – tramite il sistema informatizzato SILEN – sulla base delle effettive domande che perverranno agli Sportelli Unici per l’immigrazione.
E’ consentito inoltre l’ingresso in Italia per motivi di lavoro autonomo, nell’ambito della quota prestabilita, di 500 cittadini non comunitari residenti all’estero, appartenenti alle seguenti categorie:
– imprenditori che intendono attuare un piano di investimento di interesse per l’economia italiana, che preveda l’impiego di risorse proprie non inferiori a 500.000 euro e provenienti da fonti lecite, nonché la creazione almeno di tre nuovi posti di lavoro;
– liberi professionisti che intendono esercitare professioni regolamentate o vigilate, oppure non regolamentate ma rappresentate a livello nazionale da associazioni iscritte in elenchi tenuti da pubbliche amministrazioni;
– titolari di cariche societarie di amministrazione e di controllo espressamente previsti dal decreto interministeriale 11 maggio 2011, n. 850;
– artisti di chiara fama o di alta e nota qualificazione professionale, ingaggiati da enti pubblici o privati, in presenza dei requisiti espressamente previsti dal decreto interministeriale 11 maggio 2011, n. 850;
– cittadini stranieri che intendono costituire imprese «start-up innovative» ai sensi della legge 17 dicembre 2012 n. 221, in presenza dei requisiti previsti dalla stessa legge e che sono titolari di un rapporto di lavoro di natura autonoma con l’impresa.

Istanze e modulistica
A partire dalle ore 9,00 del 13 ottobre 2020 sarà disponibile l’applicativo per la precompilazione dei moduli di domanda all’indirizzo https://nullaostalavoro.dlci.interno.it, che saranno trasmessi, esclusivamente con le consuete modalità telematiche, per le categorie dei lavoratori non comunitari per lavoro non stagionale ed autonomo, compresi nelle quote indicate e all’art. 4 del DPCM 7 luglio 2020, dalle ore 9,00 del 22 ottobre 2020.
Per le categorie dei lavoratori di cui all’art. 3, comma 1, lett.b) – cittadini di Paesi con i quali, nel corso dell’anno 2020, entrino in vigore accordi di cooperazione in materia migratoria – le istanze potranno essere trasmesse a partire dal quindicesimo giorno successivo alla pubblicazione dell’accordo di cooperazione sulla Gazzetta Ufficiale.
Tutte le domande potranno essere presentate fino al 31 dicembre 2020.
Si rammenta che la procedura concernente le modalità di accesso al sistema dello Sportello Unico richiede il possesso di un’identità SPID.

LAVORO STAGIONALE
Sono inoltre ammessi in Italia, in via di programmazione transitoria dei flussi d’ingresso dei lavoratori non comunitari per l’anno 2020, per motivi di lavoro subordinato stagionale, i cittadini non comunitari residenti all’estero entro una quota di 18.000 unità, da ripartire tra le regioni e le province autonome a cura del Ministero del Lavoro.
La quota, riguarda i lavoratori subordinati stagionali non comunitari cittadini di Albania, Algeria, Bangladesh, Bosnia-Herzegovina, Corea (Repubblica di Corea), Costa d’Avorio, Egitto, El Salvador, Etiopia, Filippine, Gambia, Ghana, Giappone, India, Kosovo, Mali, Marocco, Mauritius, Moldova, Montenegro, Niger, Nigeria, Pakistan, Repubblica di Macedonia del Nord, Senegal, Serbia, Sri Lanka, Sudan, Tunisia, Ucraina.
Nell’ambito della quota indicata, è riservata una quota di 1.000 unità per i lavoratori non comunitari, cittadini dei Paesi indicati, che abbiano fatto ingresso in Italia per prestare lavoro subordinato stagionale almeno una volta nei cinque anni precedenti e per i quali il datore di lavoro presenti richiesta di nulla osta pluriennale per lavoro subordinato stagionale.
Nell’ambito della medesima quota per lavoro subordinato stagionale, per il solo settore agricolo, è riservata – a titolo di sperimentazione ed al fine di prevenire forme d’intermediazione illecita – una quota di 6.000 unità ai lavoratori non comunitari dei Paesi di cui all’art. 3, comma 1, lett. a), le cui istanze di nulla osta siano presentate, in nome e per conto dei datori di lavoro, dalle seguenti organizzazioni professionali dei datori di lavoro: Cia; Coldiretti; Confagricoltura; Copagri; Alleanza delle cooperative (comprende Lega cooperative e Confcooperative).
Le istanze che perverranno dalle Associazioni datoriali, per conto ed in nome dei datori di lavoro, saranno identificate sul sistema SPI e riconoscibili dagli Ispettorati Territoriali del Lavoro.
La quota di 6.000 unità sarà ripartita a cura del Ministero del Lavoro agli Ispettorati Territoriali del Lavoro, sulla base dei dati che il Ministero dell’Interno fornirà, relativi alle istanze inviate in ordine cronologico dalle sei associazioni. Con apposita direttiva del Ministro del Lavoro all’Ispettorato Nazionale del Lavoro saranno date indicazioni sull’istruttoria di tali istanze. In capo a tale associazioni c’è l’impegno di sovraintendere alla conclusione del procedimento, fino alla sottoscrizione del contratto di soggiorno e alla comunicazione di assunzione agli Enti competenti.
La restante quota di 12.000 unità (di cui 1.000 riservate per richieste di nulla osta stagionale pluriennale) sarà ripartita sempre a cura del Ministero del Lavoro agli Ispettorati Territoriali del Lavoro con apposita circolare, sulla base del fabbisogno scaturito dalle consultazioni effettuate a livello locale anche con le Regioni, parti sociali e organizzazioni sindacali.
Al riguardo si precisa che, nell’ambito delle medesime quote, è confermata la possibilità di presentazione di domande a favore di lavoratori che siano già entrati in Italia per lavoro stagionale almeno una volta nei cinque anni precedenti.

Istanze e modulistica
A partire dalle ore 9,00 del 13 ottobre 2020 sarà disponibile l’applicativo per la precompilazione dei moduli di domanda all’indirizzo https://nullaostalavoro.dlci.interno.it (mod. C–STAG) e saranno trasmesse, esclusivamente con le consuete modalità telematiche e previo accesso al sistema con identità SPID, come sopra descritto, per i lavoratori non comunitari stagionali, compresi nella quota complessiva indicata all’articolo 4, dalle ore 9,00 del 27 ottobre 2020. Le domande potranno essere presentate fino al 31 dicembre 2020.
Le procedure riguardanti l’accesso degli utenti, l’invio delle domande e la verifica dello stato di avanzamento della pratica sono rinvenibili sul sito internet del Ministero dell’Interno (www.interno.gov.it).

CCNL Centro elaborazione dati: nuove retribuzioni da ottobre

 

 

Dal mese di ottobre decorrono le nuove retribuzioni per i lavoratori dipendenti dei Centri Elaborazione Dati (CED), imprese ICT, professioni digitali e S.T.P.

Le parti hanno previsto quattro trances di aumenti retributivi.

La terza trances decorre dall’1/10/2020 ed è la seguente

 

 

Queste le nuove retribuzioni

LIVELLO

PAGA BASE LORDA

CONTRATTUAL AL 1/10/2020

Quadri di direzione 2.732,08
Quadri 2.483,15
I 2.131,76
II 1.908,51
IIIS 1.829,84
III 1.713,02
IV 1.593,90
V 1.517,57
VI 1.281,59

Cassa Edile di Ancona: nuova contribuzione a decorrere dall’1/10/2020

La Cassa Edile di Ancona pubblica la nuova tabella contributiva in vigore dall’1/1/02020 rimodulata per effetto della variazione dell’aliquota del Fondo Sanitario Nazionale

– PERCENTUALI DI VERSAMENTO ALLA CASSA EDILE DI ANCONA – IMPRESE EDILI  (decorrenza 1° ottobre 2020)
Descrizione ripartizione dei contributi tra datore di lavoro e lavoratore:

 

A carico azienda (mensile)

Operaio

Versamento

Contributo Cassa Edile 1,875% 0,375% 2,25%
Contributo Scuola Edile 0,650%   0,65%
Contributo CPT 0,150%   0,15%
Anzianità Professionale Edile Ordinaria 3,650%   3,65%
Quote sindacali naz. e prov. 0,815% 0,815% 1,63%
Fondo sanitario (minimo 120 ore) 0,60%   0,60%
Fondo nazionale prepensionamento 0,20%   0,20%
Fondo incentivo all’occupazione 0,10%   0,10%
TOTALE 8,04% 1,190% 9,23%

Per gli impiegati, la contribuzione al Fondo Sanitario Nazionale sarà dell’0,26%. Le imprese potranno a loro discrezione versare tale contribuzione tramite Cassa Edile o direttamente al Fondo Sanitario.

– PERCENTUALI DI VERSAMENTO ALLA CASSA EDILE DI ANCONA – AGENZIE INTERINALI (decorrenza 1° ottobre 2020 )
Descrizione ripartizione dei contributi tra datore di lavoro e lavoratore:

A carico azienda (mensile)

Operaio

Versamento

Contributo Cassa Edile 1,875% 0,375% 2,250%
Anzianità Professionale Edile Ordinaria 3,650%   3,650%
Quote sindacali naz. e prov. 0,815% 0,815% 1,630%
Fondo CIG 0,300%   0,300%
Formazione Professionale 3,868%   3,868%
Fondo sanitario (minimo 120 ore) 0,60%   0,60%
Fondo nazionale prepensionamento 0,20%   0,20%
Fondo incentivo all’occupazione 0,10%   0,10%
TOTALE 11,408% 1,190% 12,598%

Per gli impiegati, la contribuzione al Fondo Sanitario Nazionale sarà dell’0,26%. Le imprese potranno a loro discrezione versare tale contribuzione tramite Cassa Edile o direttamente al Fondo Sanitario.

Ok all’applicazione del contratto della Sanità privata

Approvato, l’8/10/2020, tra l’AIOP, l’ARIS e la FP CGIL, la CISL FP, la UIL FPL, il CCNL 2016-2018, per i lavoratori dipendenti che operano negli IRCCS e nelle strutture sanitarie ospedaliere, per acuti, per riabilitazione ospedaliera e lungodegenza

Il contratto si applica, anche, ai Centri di Riabilitazione che alla data di sottoscrizione della pre-intesa ancora adottavano il previgente CCNL per il personale non medico dipendente delle strutture sanitarie private.
Il contratto si riferisce – sia per la parte normativa, sia per la parte economica – al periodo dall’1/1/2016 al 31/12/2018, tuttavia gli effetti decorrono dal giorno successivo alla data di stipula, salvo che nel testo contrattuale non siano previste decorrenza diverse.
Con decorrenza dall’1/7/2020, i nuovi stipendi base annui a regime, comprensivi dell’EADR (conglobata) , sono determinati negli importi di cui alla seguente tabella

Posizione

A

Tabellare annuo in vigore + EADR

B

Aumento mensile a regime

C

Nuovi tabellari annui (x 13 mensilità)

D

Nuovi tabellari mensili

A 16.691,30 183,51 19.076,87 1.467,45
A1 17.523,13 158,51 19.583,77 1.506,44
A2 17.963,82 162,52 20.076,61 1.544,35
A3 18.421,95 149,60 20.366,74 1.566,67
A4 18.986,67 131,68 20.698,45 1.592,19
B 18.918,99 124,56 20.538,24 1.579,86
B1 19.576,80 118,63 21.119,03 1.624,54
B2 19.883,07 139,89 21.701,69 1.669,36
B3 20.164,97 146,61 22.070,85 1.697,76
B4 20.771,27 135,75 22.535,97 1.733,54
C 21.694,98 134,76 23.446,87 1.803,61
C1 22.495,44 126,72 24.142,86 1.857,14
C2 23.093,57 144,82 24.976,26 1.921,25
C3 23.869,02 148,02 25.793,28 1.984,10
C4 24.714,10 175,30 26.992,95 2.076,38
D 23.401,70 153,73 25.400,25 1.953,87
D1 24.247,86 157,72 26.298,28 2.022,94
D2 25.089,07 154,84 27.101,99 2.084,77
D3 26.366,03 118,96 27.912,57 2.147,12
D4 27.569,39 89,26 28.729,73 2.209,98
DS 24.117,84 245,86 27.314,09 2.101,08
DS1 25.094,21 249,93 28.343,32 2.180,26
DS2 26.096,93 254,11 29.400,32 2.261,56
DS3 27.128,19 258,59 30.489,88 2.345,38
DS4 27.988,57 265,08 31.434,60 2.418,05
E 27.666,35 282,04 31.332,86 2.410,22
E1 33.705,42 343,60 38.172,27 2.936,33
E2 40.799,99 415,93 46.207,05 3.554,39

Assegni ad personam professioni sanitarie e tecniche
Gli assegni ad personam spettanti al solo personale appartenente alle professioni sanitarie e tecniche transitate dalla posizione C alla posizione D con il CCNL 2000-2001, in servizio alla data di sottoscrizione del CCNL stesso spetta in caso di passaggio a posizione economica superiore, quello previsto per la nuova posizione economica.

Posizioni Economiche

Assegno annuo ad personam

(EURO)

C àD  
C1 àD 619,23
C2 àD1 350,16
C3 àD2 350,16
C4 àD3 39,77

 

Una tantum riparatoria
Al personale assunto prima dell’1/1/2020 ed ancora in servizio alla data di sottoscrizione del presente CCNL, sarà riconosciuto, un importo a titolo di una tantum pari ad euro 1000,00 (mille/00), che ha la finalità di riparare il disagio dei lavoratori derivante dalla ritardata sottoscrizione del presente CCNL.
L’importo di cui sopra verrà corrisposto in due tranches,
– la prima, di valore pari al 55%, con la retribuzione di competenza del mese di luglio 2020;
– la seconda, di valore pari al 45%, con la retribuzione di competenza del mese di ottobre 2020.

Indennità di turno
1) Agli ausiliari specializzati, nonché al personale dei ruoli sanitario e tecnico appartenente alle categorie B, C, D e DS, purché destinati esclusivamente ai servizi di diagnosi e cura e di riabilitazione, operante su tre turni, compete un’indennità, per le giornate di effettivo servizio prestato, di euro 4,50.
Detta indennità è corrisposta purché vi sia una effettiva rotazione del personale nei tre turni, tale che nell’arco del mese si evidenzi una stabile alternanza dei turni di servizio (mattina, pomeriggio e notte) in relazione al modello di turni adottato nella Struttura, e indipendentemente dalla frequenza della presenza del lavoratore in quello notturno.
2) Agli ausiliari specializzati ed al personale dei ruoli sanitario e tecnico appartenente alle categorie B, C, D e DS, compete una indennità giornaliera di euro 4,13 per ogni giornata di effettivo servizio prestato nelle terapie intensive, sub-intensive, nelle sale operatorie e nei servizi di nefrologia e dialisi.
3) Al personale di seguito indicato, compete, per ogni giornata di effettivo servizio prestato nei servizi di malattie infettive, un’indennità giornaliera di importo pari a:
– 5,16 euro per il solo personale sanitario;
– 1,03 euro per il personale ausiliario specializzato, OTA ed OSS.
4) Agli operatori di tutti i ruoli appartenenti alle categorie da A a DS, addetti a tutti i servizi attivati in base alla programmazione della Struttura ed operanti su almeno due turni (antimeridiano e pomeridiano) per l’ottimale utilizzazione degli impianti stessi, compete un’indennità giornaliera legata all’effettuazione dei turni di servizio programmati pari a euro 2,06.
Tale indennità non è cumulabile con l’indennità prevista dalla presente lettera c) al precedente punto 1. Detta indennità è corrisposta purché vi sia una effettiva rotazione del personale sui due turni, tale che nell’arco del mese si evidenzi una stabile alternanza del turno di servizio, in relazione al modello adottato nella Struttura sanitaria.

Indennità per l’assistenza domiciliare.
a) Personale con qualifica di primo inquadramento nella categoria A e nella posizione iniziale della categoria B, e in tutte le conseguenti posizioni economiche: euro 2,58 lordi;
b) Personale appartenente alla categoria B (dalla posizione iniziale B2) ed alle categorie C, D, DS: euro 5,16 lordi .

Progressioni orizzontali livello B3 e D1,D2 e D3
1) i lavoratori con qualifica di Operatore Socio Sanitario vengono inquadrati nella posizione economica B3 a far data dal mese successivo al compimento di una anzianità di tre anni di servizio nella qualifica di Operatore Socio Sanitario nella stessa Struttura o Gruppo, con decorrenza comunque non precedente all’1/4/2020 e senza riconoscimento di differenze retributive o arretrati per i periodi antecedenti;
2) con decorrenza dall’1/4/2020, e senza riconoscimento di differenze retributive o arretrati per periodi antecedenti, le anzianità prescritte dall’art. 52 per l’inquadramento del personale nelle posizioni economiche D1, D2 e D3, per le qualifiche per cui ciò è previsto e ferme restando le modalità di computo di cui al medesimo articolo, sono ridotte di cinque anni e vengono pertanto così rideterminate:
D1 – 15 anni nella stessa qualifica e nello stesso Ente o Gruppo;
D2 – 20 anni nella stessa qualifica e nello stesso Ente o Gruppo;
D3 – 25 anni nella stessa qualifica e nello stesso Ente o Gruppo.
Quanto previsto ha carattere sperimentale per tutta la vigenza del presente CCNL.

Periodo di prova In caso di assunzione a tempo determinato
– un mese di calendario per le categorie A e B;
– tre mesi di calendario per le altre categorie.

Lavoro straordinario
Il lavoro straordinario, oltre il tetto annuo di 120 e fino a un massimo di 180 ore, sarà compensato da una quota oraria della retribuzione in atto, diviso il divisore mensile, con una maggiorazione del 20%. Per il lavoro straordinario prestato in orario notturno o nei giorni considerati festivi per legge, la quota di retribuzione oraria è maggiorata del 30%.

Lavoro supplementare
Nel caso di tempo parziale orizzontale è ammessa la prestazione di lavoro oltre l’orario concordato nel limite massimo individuale di due ore giornaliere e di 120 ore annue. Le ore supplementari saranno retribuite con una maggiorazione pari al 15% della retribuzione oraria globale dovuta

Indennità mese di maggio a favore dei pescatori autonomi: istruzioni Inps

Ai pescatori autonomi, compresi i soci di cooperative, che esercitano professionalmente la pesca in acque marittime, interne e lagunari, non titolari di pensione e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie, ad esclusione della gestione separata, il DL Rilancio riconosce un’indennità di 950 euro per il mese di maggio 2020 (art. 222, co. 8, DL n. 34/2020). L’indennità è erogata con le modalità previste dall’art. 28, co. 2, DL 17 marzo 2020, n. 18, conv., con mod., dalla L. 24 aprile 2020, n. 27. Pertanto, in ragione del predetto richiamo, l’indennità è erogata dall’INPS, previa domanda e nel limite di spesa previsto (Circolare Inps n. 118/2020).

Stante il dettato normativo, che individua quali destinatari dell’indennità di cui trattasi i pescatori autonomi, i soci di cooperative destinatari dell’indennità – come precisato dalla circolare in argomento – sono esclusivamente i soci che operano quali lavoratori autonomi e non anche quelli con rapporto di lavoro subordinato.
L’Indennità non concorre alla formazione del reddito. Per il periodo di fruizione dell’indennità in questione non è riconosciuto l’accredito di contribuzione figurativa, né il diritto all’assegno per il nucleo familiare.

Domanda
L’indennità è erogata con le modalità previste dall’art. 28, co. 2, DL 17 marzo 2020, n. 18, conv., con mod., dalla L. 24 aprile 2020, n. 27. Pertanto, in ragione del predetto richiamo, l’indennità è erogata dall’INPS, previa domanda e nel limite di spesa previsto.
I lavoratori potenziali destinatari dell’indennità, al fine di ricevere la prestazione di interesse, dovranno presentare domanda all’INPS esclusivamente in via telematica, utilizzando i consueti canali messi a disposizione per i cittadini e per gli Enti di Patronato nel sito internet dell’Istituto.

Incumulabilità e incompatibilità
L’indennità in esame è incompatibile con le pensioni dirette a carico, anche pro quota, dell’Assicurazione generale obbligatoria (AGO) e delle forme esclusive, sostitutive, esonerative ed integrative della stessa, delle forme previdenziali compatibili con l’AGO, della Gestione separata, degli enti di previdenza di cui al D.Lgs. 30 giugno 1994, n. 509, e al D.Lgs. 10 febbraio 1996, n. 103, nonché con la c.d. Ape sociale.
Si precisa, altresì, che l’indennità a favore dei pescatori autonomi e soci di cooperative non è cumulabile con l’indennità a favore dei lavoratori domestici, con le indennità di cui all’art. 44 del D.L. n. 18 del 2020, e con le indennità a favore dei lavoratori sportivi.
Inoltre, sempre per effetto del predetto richiamo all’art. 28 del decreto Cura Italia, l’indennità in argomento è incompatibile con le indennità COVID-19 di cui agli articoli 27, 28, 29, 30 e 38 del decreto Cura Italia, con le indennità di cui all’art. 84 del decreto Rilancio Italia, nonché con il Reddito di emergenza (circolare Inps n. 118/2020).

Compatibilità
L’indennità in argomento, in analogia a quanto disposto per l’indennità COVID-19 di cui all’art. 28 del decreto Cura Italia, è cumulabile con l’assegno ordinario di invalidità, ed è altresì compatibile e cumulabile con l’indennità di disoccupazione NASpI, con l’indennità di disoccupazione DIS-COLL e con l’indennità di disoccupazione agricola.
Infine, è compatibile e cumulabile con le erogazioni monetarie derivanti da borse lavoro, stage e tirocini professionali, nonché con i premi o i sussidi per fini di studio o di addestramento professionale, con i premi ed i compensi conseguiti per lo svolgimento di attività sportiva dilettantistica e con le prestazioni di lavoro occasionale, nei limiti di compensi di importo non superiore a 5.000 euro per anno civile.
Per quanto concerne la compatibilità dell’indennità con il Reddito di Cittadinanza, essa non è compatibile con un beneficio del Reddito di Cittadinanza in godimento pari o superiore a quello dell’indennità. Ai beneficiari dell’indennità, qualora fossero titolari di un Reddito di Cittadinanza di importo inferiore a 950 euro, non verrà erogata l’indennità COVID-19, ma verrà riconosciuto un incremento del Reddito di Cittadinanza di cui sono titolari fino all’ammontare di 950 euro (co. 13, art. 84, DL Rilancio).

Strumenti di tutela
Avverso i provvedimenti adottati dall’Inps in materia di indennità COVID-19 in oggetto, l’assicurato può proporre azione giudiziaria.