Covid-19 – Fondo Sanilog: estese le misure gratuite per i lavoratori della logistica

Il Fondo Sanitario Sanilog informa con circolare m. 8 del 14/9/2020, l’estensione delle garanzie straordinarie Covid 19 a sostegno dei lavoratori del settore della logistica

Sanilog, il Fondo di assistenza sanitaria integrativa per il settore della logistica, trasporto merci e spedizione, comunica ai lavoratori iscritti che le garanzie gratuite straordinarie Covid 19, anziché scadere come previsto il 15 settembre p.v. sono estese fino al 31 dicembre 2020, in considerazione del perdurare della situazione sanitaria emergenziale causata dal diffondersi del virus Covid-19, sempre nell’intento di offrire un valido supporto sanitario ed economico ai lavoratori iscritti.
Questo vale sia per le garanzie a sostegno degli iscritti riscontrati positivi al virus Covid 19 (Indennità giornaliera per ricovero, diaria post ricovero a seguito di terapia intensiva e diaria da isolamento) che per quelle messe in campo al fine di agevolare il monitoraggio sanitario degli iscritti attraverso i test sierologici e i tamponi (Ulteriori risorse destinate a test sierologici, tamponi e proroga validità garanzie straordinarie per Covid 19).
Le modalità per l’accesso alle suddette prestazioni restano invariate ad eccezione di una doverosa precisazione sui test sierologici: questi ultimi si potranno effettuare senza prescrizione del medico a meno che non ci siano diverse disposizioni regionali che invece la prevedano obbligatoriamente.

Una tantum a settembre per il CCNL Guardie ai Fuochi

Erogata, nel mese di settembre, la seconda quota una tantum per i dipendenti del per i dipendenti ed i soci delle Società e/o Cooperative di vigilanza antincendio

Il rinnovo contrattuale, che decorre dal 1/1/2018 al prossimo 31/12/2020, prevede, in aggiunta ai 120,00€ già erogati per il periodo gennaio 2015/dicembre 2017, un riconoscimento una-tantum pari ad € 400,00 a copertura del periodo 1/1/2018 -31/12/2019, pari a  €200,00 con le competenze del mese di Febbraio 2020 ed €200,00 con le competenze di Settembre 2020.

Indennità mensile aggiuntiva per i lavoratori autonomi nei comuni ex zona rossa: istruzioni Inps

Con circolare n. 104/2020, l’Inps fornisce istruzioni amministrative in materia di indennità aggiuntiva COVID-19 prevista dall’art. 44-bis del DL n. 18/2020 a favore di alcune categorie di lavoratori autonomi e collaboratori coordinati e continuativi che alla data del 23 febbraio 2020 svolgevano la loro attività lavorativa nei comuni individuati dall’all. 1 del D.P.C.M. del 1° marzo 2020 o erano, alla medesima data, negli stessi residenti o domiciliati. L’indennità mensile aggiuntiva è pari a 500 euro per un massimo di tre mesi, parametrata all’effettivo periodo di sospensione dell’attività ed è erogata dall’INPS, previa domanda telematica attraverso i consueti canali messi a disposizione per i cittadini e per gli Enti di Patronato nel sito istituzionale.

Indennità mensile aggiuntiva
L’art. 44-bis, co. 1, del DL n. 182020, convertito, con modificazioni, dalla L. n. 27/2020, prevede l’erogazione di una indennità aggiuntiva, rispetto alle eventuali indennità fruite ai sensi degli articoli 27 e 28 del medesimo decreto legge, dell’articolo 84, co. 1, 2, 3, 4 e 8, lett. c) e d), del DL n. 34/2020, convertito, con modificazioni, dalla L. n. 77/2020, nonché del decreto interministeriale 30 aprile 2020, n. 10, a favore di alcune categorie di lavoratori autonomi e collaboratori coordinati e continuativi in ragione della sospensione delle loro attività lavorative.
In particolare, l’indennità aggiuntiva è rivolta ai collaboratori coordinati e continuativi con rapporto attivo alla data del 23 febbraio 2020 e iscritti alla Gestione separata di cui all’art. 2, co. 26, L. n. 335/1995 e ai liberi professionisti, titolari di partita IVA attiva alla data del 23 febbraio 2020, compresi i partecipanti agli studi associati o società semplici con attività di lavoro autonomo, iscritti alla Gestione separata. Tale indennità aggiuntiva spetta anche ai liberi professionisti iscritti alle Casse autonome professionali.
Sono destinatari dell’indennità anche i lavoratori che alla data del 23 febbraio 2020 erano in attività lavorativa e iscritti alle Gestioni speciali dei lavoratori autonomi artigiani, commercianti, coltivatori diretti, mezzadri e coloni. Nell’ambito di applicazione sono ricompresse le figure degli imprenditori agricoli professionali iscritti alla gestione autonoma agricola, nonché i coadiuvanti e coadiutori artigiani, commercianti e lavoratori agricoli iscritti nelle rispettive gestioni autonome.
Necessario, ai fini dell’accesso all’indennità aggiuntiva, è lo svolgimento della relativa attività lavorativa alla data del 23 febbraio 2020 nei comuni individuati nell’allegato 1 al DPCM dei Ministri 1° marzo 2020, oppure la residenza o il domicilio negli stessi alla medesima data.
Ai lavoratori come sopra individuati è riconosciuta un’indennità mensile aggiuntiva pari a 500 euro per un massimo di tre mesi, parametrata all’effettivo periodo di sospensione dell’attività.
Detta indennità aggiuntiva è erogata dall’INPS nel limite di spesa complessivo di 5,8 milioni di euro per l’anno 2020, previa domanda, per le mensilità spettanti e non concorre alla formazione del reddito ai sensi del TUIR. Per il periodo di fruizione dell’indennità in questione non è riconosciuto l’accredito di contribuzione figurativa, né il diritto all’assegno per il nucleo familiare.

Presentazione della domanda
I lavoratori potenziali destinatari dell’indennità aggiuntiva, al fine di ricevere la prestazione di interesse, dovranno presentare domanda all’INPS esclusivamente in via telematica, utilizzando i consueti canali messi a disposizione per i cittadini e per gli Enti di Patronato nel sito internet dell’INPS. Le credenziali di accesso al servizio per la nuova prestazione sopra descritta sono, in sintesi, attualmente le seguenti: PIN rilasciato dall’INPS (si ricorda che l’INPS non rilascerà più nuovi PIN a decorrere dal 1° ottobre 2020); SPID di livello 2 o superiore; Carta di identità elettronica 3.0 (CIE); Carta nazionale dei servizi (CNS).
In alternativa al portale web, l’indennità aggiuntiva può essere richiesta tramite il servizio di Contact Center integrato, telefonando al numero verde 803 164 da rete fissa (gratuitamente) oppure al numero 06 164164 da rete mobile (a pagamento, in base alla tariffa applicata dai diversi gestori).
Il rilascio del nuovo servizio verrà reso noto con apposita comunicazione sul sito internet dell’INPS.

Compatibilità ed incompatibilità/incumulabilità
La suddetta indennità aggiuntiva è cumulabile e compatibile con l’Assegno ordinario di invalidità, nonché con il Reddito di Cittadinanza. E’ altresì compatibile e cumulabile con l’indennità di disoccupazione NASpI, con l’indennità di disoccupazione DIS-COLL e con l’indennità di disoccupazione agricola.
Infine, in analogia a quanto previsto per le indennità COVID-19, l’indennità aggiuntiva è compatibile e cumulabile con le erogazioni monetarie derivanti da borse lavoro, stage e tirocini professionali, nonché con i premi o sussidi per fini di studio o di addestramento professionale, con i premi ed i compensi conseguiti per lo svolgimento di attività sportiva dilettantistica e con le prestazioni di lavoro occasionale, nei limiti di compensi di importo non superiore a 5.000 euro per anno civile.
Si precisa che l’indennità in esame è incompatibile con le pensioni dirette a carico, anche pro quota, dell’Assicurazione generale obbligatoria (AGO) e delle forme esclusive, sostitutive, esonerative ed integrative della stessa, delle forme previdenziali compatibili con l’AGO, della Gestione separata, degli enti di previdenza di cui al D.Lgs. 30 giugno 1994, n. 509, ed al D.Lgs. 10 febbraio 1996, n. 103, nonché la c.d. Ape sociale.
Avverso i provvedimenti adottati dall’Inps in materia di indennità aggiuntiva COVID-19, non è ammesso ricorso amministrativo. L’assicurato può tuttavia – avverso i suddetti provvedimenti – proporre azione giudiziaria.

Insolvenza del datore e intervento del Fondo di garanzia nei casi di sequestro/confisca dei beni

Nel caso di lavoratori che chiedano l’intervento del Fondo di garanzia Inps in relazione ad un rapporto intercorso con un datore di lavoro non assoggettabile alla disciplina delle procedure concorsuali, quando tutti i beni aziendali siano stati sottoposti a sequestro/confisca, i lavoratori non possono iniziare o proseguire azioni esecutive individuali e l’accertamento dei crediti anteriori al sequestro deve essere compiuto dal giudice delegato con l’ausilio dell’amministratore giudiziario (Inps, circolare 17 settembre 2020, n. 103)

Come noto, l’intervento del Fondo di Garanzia Inps è subordinato allo stato di insolvenza del datore di lavoro, che si ritiene sussistente con l’apertura di una delle procedure concorsuali (fallimento, concordato preventivo, liquidazione coatta amministrativa, procedura dell’amministrazione straordinaria) oppure, per i datori di lavoro non soggetti alle disposizioni della Legge Fallimentare, con l’esperimento di azioni esecutive individuali idonee a provare l’incapienza dei beni del datore di lavoro.
Tuttavia, in caso di applicazione di misure di prevenzione c.d. “antimafia” e, nello specifico, delle misure patrimoniali del sequestro e della susseguente confisca, vige una particolare disciplina di compatibilità/concorrenzialità tra la procedura concorsuale e le misure patrimoniali antimafia.
In particolare, è prevista la possibilità che il fallimento sia dichiarato anche dopo il sequestro, sia su iniziativa dei creditori che su iniziativa del pubblico ministero, al quale l’amministratore giudiziario deve chiedere di attivarsi se ne rileva i presupposti (artt. 63 e 64, D.Lgs. n. 159/2011). Difatti, non costituisce ostacolo all’apertura della procedura concorsuale che l’intero compendio aziendale o pacchetto azionario siano stati posti sotto sequestro e, quindi, siano da escludere dall’attivo fallimentare (Corte di Cassazione, sentenza n. 608/2017).
In relazione, poi, alla diversa ipotesi di crediti sussistenti prima del sequestro, va evidenziato che la eventuale confisca non pregiudica tali diritti di credito risultanti da atti aventi data certa anteriore al sequestro (art. 52, D.Lgs. n. 159/2011). In tal caso, però, l’accertamento dei crediti viene condotto dal giudice delegato in sede penale, nell’ambito di una speciale procedura (artt. 57 e ss., D.Lgs. n. 159/2011), e culmina con la redazione di uno stato passivo che viene depositato in cancelleria e dichiarato esecutivo. Tali crediti, quindi, sono soddisfatti dallo Stato nel limite massimo del 60% del valore dei beni sequestrati o confiscati, oppure della minore somma ricavata dalla vendita. In ogni caso, sempre con riferimento ai crediti anteriori al sequestro, non possono essere iniziate o proseguite azioni esecutive sui beni oggetto del sequestro medesimo (art. 55, D.Lgs. n. 159/2011). Infine, per i crediti prededucibili, ovvero quelli sorti nel corso del procedimento di prevenzione, i quali, su autorizzazione del giudice delegato, possono essere pagati anche al di fuori dello speciale procedimento di accertamento (artt. 57 e ss., D.Lgs. n. 159/2011), se l’attivo non è sufficiente, il pagamento è anticipato dallo Stato (art. 54, co. 2, D.Lgs. n. 159/2011).
Ciò premesso, l’intervento del Fondo di Garanzia in favore dei lavoratori di un’azienda sottoposta a sequestro o confisca non può ugualmente prescindere dalla verifica dei seguenti requisiti essenziali, quali: cessazione del rapporto di lavoro, insolvenza del datore di lavoro, accertamento dell’esistenza e della misura del credito vantato. Nel caso, poi, di lavoratori che chiedano l’intervento del Fondo in relazione ad un rapporto intercorso con un datore di lavoro nei cui confronti non è stata aperta una procedura concorsuale, essi devono poi dimostrare anche la non assoggettabilità dello stesso datore di lavoro alla disciplina delle procedure concorsuali. A tale riguardo, quando tutti i beni del datore di lavoro siano stati sottoposti a sequestro/confisca, i lavoratori non possono iniziare o proseguire azioni esecutive individuali e l’accertamento dei crediti anteriori al sequestro deve essere comunque compiuto dal giudice delegato con l’ausilio dell’amministratore giudiziario, con la formazione di uno stato passivo. In altri termini, i lavoratori possono richiedere l’intervento del Fondo di Garanzia solo dopo che il loro credito sia stato ammesso allo stato passivo esecutivo accertato dal giudice delegato (artt. 57 e ss., D.Lgs. n. 159/2011). Il credito, nei 30 giorni successivi al deposito, non deve essere stato oggetto di azioni di opposizione o impugnazione. Peraltro, qualora l’amministratore giudiziario, cui spetta il compito di segnalare al pubblico ministero la sussistenza dei presupposti per la declaratoria del fallimento, rappresenti che l’azienda versa in stato di insolvenza ma non sussistono i requisiti per la dichiarazione di fallimento (artt. 1 e 15, ultimo comma, Legge Fallimentare), ai fini della prova della non assoggettabilità del datore di lavoro alle procedure concorsuali, non è necessario presentare il decreto di reiezione dell’istanza di fallimento.
Nel diverso caso in cui, invece, l’azienda sottoposta a sequestro sia già stata dichiarata fallita, i lavoratori possono richiedere l’intervento del Fondo di Garanzia secondo quanto previsto in via ordinaria (art. 2, L. n. 297/1982; artt. 1 e 2, D.Lgs. n. 80/1992). Tuttavia, laddove il fallimento già aperto nei confronti dell’azienda sottoposta a misura di prevenzione, venga chiuso in quanto la misura applicata riguarda l’intera massa fallimentare (art. 64, co. 7, D.Lgs n. 159/2011), se non si sono già verificate le condizioni per richiedere l’intervento del Fondo, i lavoratori possono avere accesso alla tutela secondo quanto previsto per le aziende non assoggettabili a procedura concorsuale.

Chiusura portale welfare per le BCC Toscane

18 sett 2020 Entro il 30 settembre 2020 verrà chiuso il portale per la gestione delle prestazioni welfare relative all’erogazione del premio di risultato 2019, a favore dei dipendento delle Banche di Credito Cooperativo Toscane.

Con accordo siglato lo scorso anno è stato individuato il Premio di Risultato 2019 (esercizio 2018) ai dipendenti delle BCC aderenti alla FTBCC, nonché ai dipendenti della FTBCC medesima, di Assicooper Toscana Srl e Cassa Mutua Toscana BCC.
Le Parti firmatarie riconoscono ai dipendenti destinatari del PDR – titolari di reddito da lavoro dipendente non superiore a euro 80.000 nell’anno precedente a quello di percezione e per un importo fino a 3.000 euro al netto delle trattenute previdenziali obbligatorie – la possibilità di optare per una delle forme di welfare riportate nella tabella “prestazioni welfare” (cd. flexible benefits), in coda al presente articolo, in sostituzione, in tutto o in parte, del PDR. Le spese rimborsate mediante il piano di welfare sono quelle sostenute dal dipendente per sé o per i familiari. I dipendenti interessati hanno esercitato l’opzione in parola entro il 17/11/2019, manifestando la volontà di avvalersi delle prestazioni di welfare indicate nella tabella “prestazioni welfare”, specificando la casistica e l’entità della quota del PDR da destinarvi, mediante l’utilizzo dell’apposita procedura informatica.. Il portale, per quest’ultimo adempimento, sarà aperto per l’utilizzo dei servizi contenuti fino al giorno 30/9/2020.
In caso di mancata consegna dei giustificativi entro il 30/9/2020, il residuo sarà versato sulla posizione del lavoratore presso il Fondo Pensione Nazionale (FPN), con applicazione della relativa disciplina fiscale tempo per tempo vigente.