Chiarimenti sul premio #Cura Italia ai lavoratori dipendenti

Con la Circolare n 8/E del 3 aprile 2020, l’Agenzia delle Entrate risponde ai dubbi sulle numerose disposizioni di natura fiscale contenute nel Decreto #Cura Italia. Tra l’altro, fornisce importanti chiarimenti sul premio in favore dei lavoratori dipendenti, pubblici e privati, che nel mese di marzo hanno continuato a svolgere il proprio lavoro nella sede dell’attività.

Il paragrafo 4 della Circolare n. 8/E/2020 è interamente dedicato alle misure specifiche a sostegno dei lavoratori, e più precisamente al premio riconosciuto ai lavoratori dipendenti che nel mese di marzo hanno svolto il proprio lavoro nella sede dell’attività. Il decreto “Cura Italia” stabilisce infatti che ai lavoratori dipendenti spetta un premio, per il mese di marzo 2020, che non concorre alla formazione del reddito, pari a 100 euro da rapportare al numero di giorni di lavoro svolti nella propria sede di lavoro nel predetto mese. Il beneficio è riconosciuto a condizione che il lavoratori abbia un reddito complessivo da lavoro dipendente dell’anno precedente di importo non superiore a 40.000 euro.
Il premio è riconosciuto, in via automatica, dal datore di lavoro, a partire dalla retribuzione corrisposta nel mese di aprile, il quale recupera l’incentivo erogato mediante utilizzo in compensazione con modello F24 di una somma a credito equivalente.

QUESITO

RISPOSTA

Per il calcolo dei giorni per l’attribuzione del premio, devono essere conteggiati giorni da calendario o da contratto (cioè in 26.esimi o in 30.esimi)? In assenza di precisazioni risultanti dalla lettera della norma e/o dalla relazione illustrativa, si ritiene che al fine del calcolo complessivo dei giorni rilevanti ai fini della determinazione dell’importo del premio spettante, rilevi il rapporto tra le ore effettive lavorate nel mese e le ore lavorabili come previsto contrattualmente.
In caso di cessazione del rapporto di lavoro nel mese di marzo 2020 l’attribuzione del premio come deve essere effettuata? Considerato che l’importo del premio è rapportato al numero di giorni di lavoro svolti, nel mese di marzo 2020, nella propria sede di lavoro, ai dipendenti licenziati nel predetto mese spetterà il bonus in proporzione ai giorni di lavoro svolti presso la predetta sede calcolati come illustrato alla risposta precedente.
I lavoratori che sono in servizio esterno presso clienti o in missione o presso altre sedi dell’impresa o del gruppo diverse dalla propria hanno diritto alla percezione del premio? Tenuto conto che la ratio del premio persegue l’obiettivo di dare ristoro ai dipendenti che hanno continuato a lavorare nel mese di marzo senza poter adottare, quale misura di prevenzione, quella del lavoro agile o da remoto, si ritiene che lo stesso debba essere riconosciuto anche a coloro che hanno prestato la loro attività lavorativa in trasferta presso clienti o in missioni o presso sedi secondarie dell’impresa.
Restano esclusi i dipendenti che hanno prestato la loro attività lavorativa in modalità di lavoro agile (“smart working”).
Per i lavoratori in part-time, il premio deve essere proporzionato alla percentuale di occupazione? Oppure si dovrà usare la proporzione tra giorni lavorati “in sede” e giorni lavorabili secondo l’orario di lavoro previsto? Inoltre, come vanno considerate le giornate di ferie, malattia, congedo? Indipendentemente dalla tipologia di contratto, full time e part-time, l’importo del bonus erogabile dovrà essere determinato in ragione del periodo di lavoro durante il quale il dipendente presta effettivamente l’attività lavorativa presso la propria sede.
Inoltre, in considerazione della finalità della norma che vuole premiare i dipendenti che hanno continuato a prestare la propria attività lavorativa presso la sede di lavoro non devono considerarsi nel rapporto – né al numeratore né al denominatore – le giornate di ferie o di malattia.
In base alla medesima ratio, sono escluse dal calcolo le giornate di assenza per aspettativa senza corresponsione di assegni.
I giorni lavorati in “smart working”devono essere esclusi dal calcolo del bonus di 100 euro ai lavoratori dipendenti e, in caso affermativo, in che modo? Non possono rientrare nel computo dei giorni di lavoro rilevanti ai fini della determinazione dell’importo del premio, il periodo di lavoro svolto a distanza, ovvero al di fuori dell’ordinaria sede di lavoro e/o degli ordinari luoghi in cui tradizionalmente viene prestata l’attività lavorativa, anche se funzionalmente e strutturalmente collegati ad essi attraverso l’ausilio di strumenti di comunicazione informatici e telematici.
Ai fini del calcolo del reddito di lavoro dipendente, che non deve superare l’importo di 40.000 euro rispetto all’anno precedente, devono essere considerati anche i premi di risultato soggetti a tassazione sostitutiva al 10% e/o le somme soggette a tassazione separata? Ai fini della verifica del rispetto del limite di 40 mila euro, deve considerarsi esclusivamente il reddito di lavoro dipendente assoggettato a tassazione progressiva IRPEF e non anche quello assoggettato a tassazione separata o ad imposta sostitutiva. Tanto in coerenza con i chiarimenti già forniti nella Circolare n. 28/E del 15 giugno 2016.
Considerato che l’erogazione del premio spetta per il mese di marzo e che l’elaborazione dei cedolini è già in corso, si chiedono indicazioni operative alle quali allineare il comportamento (anche in ragione dell’urgenza di garantire la continuità dei servizi paga e la riduzione del personale legata all’emergenza). I sostituti d’imposta riconoscono, in via automatica, l’incentivo a partire dalla retribuzione corrisposta nel mese di aprile e comunque entro il termine di effettuazione delle operazioni di conguaglio di fine anno. Conseguentemente, il premio non dovrà essere erogato necessariamente con le competenze stipendiali del mese di aprile 2020.
In relazione all’attestazione dei redditi del dipendente, ai fini dell’erogazione del premio ai lavoratori assunti nel corso del 2020 è il datore di lavoro che deve chiedere al precedente datore i dati reddituali del dipendente? Qualora il datore di lavoro tenuto all’erogazione del premio non sia lo stesso che abbia rilasciato la certificazione unica dei redditi per l’anno precedente, il dipendente, al fine di ottenere il premio, dovrà rilasciare al sostituto di imposta una autodichiarazione ai sensi degli artt. 46 e 47 del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, in cui attestare l’importo del reddito di lavoro dipendente conseguito nell’anno precedente.
Il recupero in compensazione del credito di imposta riconosciuto al sostituto di imposta per il premio di 100 euro anticipato al dipendente è soggetto ai limiti di utilizzo dei crediti di imposta? Il recupero in compensazione orizzontale del premio anticipato al dipendente deve avvenire mediante l’utilizzo dei servizi telematici dell’Agenzia, come chiarito con la risoluzione n. 110/E del 31 dicembre 2019 e non è soggetto agli altri limiti o vincoli previsti per l’utilizzo in compensazione dei crediti di imposta.
Al fine di consentire il recupero in compensazione del premio erogato ai dipendenti, con la risoluzione n. 17/E del 31 marzo 2020, sono stati istituiti, per il modello F24, il codice tributo “1699” e per il modello F24 “enti pubblici” (F24 EP), il codice, “169E”, denominati “Recupero da parte dei sostituti d’imposta del premio erogato ai sensi dell’articolo 63 del decreto-legge n. 18 del 2020”.

Bonus baby-sitting: invio delle domande e fruizione mediante Libretto Famiglia

 

In linea la procedura di compilazione e invio on line delle domande di bonus baby-sitting, previsto dagli articoli 23 e 25 del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, volto al sostegno in favore delle famiglie a fronte dei provvedimenti di sospensione dei servizi educativi per l’infanzia e delle attività didattiche nelle scuole di ogni ordine e grado a decorrere dal 5 marzo 2020. L’Inps fornisce ulteriori indicazioni per l’inoltro della domanda e la fruizione del bonus (Messaggio Inps n. 1465/2020).

Il bonus baby-sitting può essere richiesto, come oramai noto, in alternativa al congedo COVID-19 dalle seguenti categorie di lavoratori:
– dipendenti di aziende private, lavoratori iscritti alle Gestioni speciali degli autonomi e alle Casse professionali, nonché lavoratori iscritti alla Gestione separata dell’Inps (entro il limite massimo di 600 euro);
– lavoratori dipendenti del settore sanitario (pubblico o privato accreditato), nonché personale del comparto sicurezza, difesa e soccorso pubblico impiegato per esigenze connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19 (entro il limite massimo di 1000 euro).

ACCESSO ALLA DOMANDA
Considerata la rilevanza emergenziale della misura, l’accesso alla domanda on line di bonus baby-sitting è disponibile direttamente nella homepage del sito www.inps.it. Le possibili credenziali di accesso alla prestazione in oggetto sono attualmente le seguenti: PIN rilasciato dall’INPS; SPID di livello 2 o superiore; Carta di identità elettronica 3.0 (CIE); Carta nazionale dei servizi (CNS).
Per coloro che non sono in possesso di nessuna delle anzidette credenziali, la domanda di bonus baby-sitting può essere comunque effettuata avvalendosi della modalità semplificata di cui al messaggio n. 1381/2020, che consente ai cittadini la compilazione e l’invio on line della domanda previo inserimento della sola prima parte del PIN dell’Inps, che si riceve via SMS o e-mail subito dopo la richiesta di un nuovo PIN. Fatta salva la possibilità di inviare la domanda di bonus baby-sitting con modalità semplificata, per la successiva fase dei pagamenti tramite libretto di famiglia, il cittadino dovrà essere in possesso del PIN dispositivo.
In alternativa al portale web dell’Istituto, la domanda può essere inoltrata tramite il servizio di Contact Center integrato, telefonando al numero verde 803 164 da rete fissa (gratuitamente) oppure al numero 06 164164 da rete mobile (a pagamento, in base alla tariffa applicata dai diversi gestori). Anche in questo caso, il cittadino può avvalersi del servizio in modalità semplificata, comunicando all’operatore del Contact center la sola prima parte del PIN.
Infine, si ricorda che la prestazione in commento può essere richiesta anche avvalendosi dei servizi gratuiti degli Enti di Patronato.

Per coloro che non sono in possesso di nessuna delle anzidette credenziali, la domanda di bonus baby-sitting può essere comunque effettuata avvalendosi della modalità semplificata di cui al messaggio n. 1381/2020. Fatta salva la possibilità di inviare la domanda di bonus baby-sitting con modalità semplificata, per la successiva fase dei pagamenti tramite libretto di famiglia, il cittadino dovrà essere in possesso del PIN dispositivo.
In alternativa al portale web dell’Istituto, la stessa domanda di bonus baby-sitting può essere inoltrata tramite il servizio di Contact Center integrato. Anche in questo caso, il cittadino può avvalersi del servizio in modalità semplificata, comunicando all’operatore del Contact center la sola prima parte del PIN o avvalendosi dei servizi gratuiti degli Enti di Patronato.

COMPILAZIONE DELLA DOMANDA
In fase di presentazione della domanda on line, occorre procedere alla compilazione della sezione anagrafica del richiedente, della medesima sezione riferita ai dati del minore, nonché della sezione relativa all’altro genitore.
Il richiedente dovrà specificare la categoria lavorativa di appartenenza e dovrà dichiarare sotto la propria responsabilità di trovarsi nelle condizioni previste dal D.L. n. 18/2020, relativamente alla situazione lavorativa personale e dell’altro genitore. Ultimata la fase di compilazione della domanda, il riepilogo dei dati inseriti può essere visualizzato in consultazione. L’invio della domanda potrà essere effettuato, attraverso il tasto “salva e invia”, solo dopo l’apposizione del flag relativo all’accettazione della sezione privacy. Oltre alla funzione “nuova domanda”, disponibile sul portale, è possibile accedere altresì alla sezione “consultazione”, per visualizzare lo stato della domanda presentata e prelevare la relativa ricevuta, disponibile nei giorni successivi. In caso di esito positivo dell’istruttoria, la somma riconosciuta verrà erogata in automatico sul Libretto Famiglia. Si fa presente che per la definizione dell’istruttoria della domanda è necessario che il soggetto abbia convertito il proprio PIN semplificato in PIN dispositivo.

FRUIZIONE
La fruizione del bonus per servizi di baby-sitting, di cui al D.L. n. 18/2020, avviene mediante Libretto Famiglia. Il soggetto beneficiario (utilizzatore) e il prestatore sono tenuti, pertanto, alla preliminare registrazione sulla piattaforma delle prestazioni occasionali, accessibile dal sito www.inps.it utilizzando il PIN dispositivo direttamente sul portale web, sulla piattaforma dedicata alle prestazioni occasionali >Libretto Famiglia; avvalendosi del servizio di Contact Center INPS, che gestirà, per conto dell’utente (utilizzatore/prestatore), lo svolgimento delle attività di registrazione e/o degli adempimenti di comunicazione della prestazione lavorativa. Anche in tal caso è necessario il possesso delle credenziali personali; tramite intermediari di cui alla legge 11 gennaio 1979, n. 12, o Enti di patronato di cui alla legge 30 marzo 2001, n. 152, e ss.mm.ii.
Il soggetto beneficiario, entro e non oltre 15 giorni solari dalla comunicazione di accoglimento della domanda tramite i canali telematici indicati nella domanda stessa (sms, indirizzo mail o PEC), dovrà procedere alla c.d. appropriazione telematica del bonus per l’acquisto dei servizi di baby-sitting, in mancanza della quale rinuncia in maniera tacita al beneficio stesso. Anche per poter esercitare l’appropriazione del bonus nella piattaforma dedicata alle prestazioni occasionali Libretto famiglia, si ricorda che è necessario il PIN dispositivo.
Le prestazioni inserite entro il 3 del mese successivo a quello in cui si sono svolte andranno in pagamento il 15 del mese stesso, tramite accredito delle somme sullo strumento di pagamento (IBAN, bonifico domiciliato ecc.) indicato dal prestatore all’atto della registrazione.
In conformità alle regole dettate per la fruizione dei servizi legati al Libretto Famiglia, si ricorda che le prestazioni vengono remunerate con titoli di valore pari a 10 euro l’ora (o suoi multipli), per cui l’importo richiesto a titolo di bonus deve essere necessariamente pari a 10 euro o multipli di 10 (fino ad un massimo rispettivamente di 600/1.000 euro, a seconda della categoria di appartenenza del genitore richiedente il bonus).
Al momento dell’inserimento della prestazione l’utilizzatore dovrà indicare l’intenzione di usufruire del “Bonus Covid 19” per il pagamento della prestazione e, inoltre, verificare che la procedura riporti correttamente i dati della domanda accolta e la tipologia di attività “Acquisto di servizi di baby-sitting (DL 18/2020 – Misure COVID 19)”.
Le prestazioni svolte nel periodo sopra indicato potranno essere rendicontate dal beneficiario sulla piattaforma delle prestazioni occasionali entro la data del 31 dicembre 2020.

Emergenza Covid-19: Sistema Impresa-Confsal – Avviso dell’Ente Bilaterale EBITEN

L’Ente Bilaterale Nazionale del Terziario, EBITEN, informa sulle misure a sostegno di lavoratori ed imprese nel momento dell’emergenza sanitaria del Covid-2

EBITEN (Ente Bilaterale Nazionale del Terziario), in armonia con l’orientamento sindacale di Sistema Impresa e di Confsal, che mira a sostenere imprese e lavoratori nella situazione socio-economico di emergenza al Covid-9, emana un avviso in collaborazione con FASS (Fondo di assistenza sanitaria integrativa) con l’obiettivo di finanziare il premio dell’assicurazione “#AndràTuttoBene”, stipulata con Unisalute.
La polizza prevede per gli addetti dell’azienda (in forma collettiva) la copertura per le infezioni COVID 19 diagnosticate successivamente alla decorrenza della copertura (quindi per i ricoveri iniziati dal giorno successivo a quello di decorrenza della copertura) fino al 31/12/2020.
Le coperture assicurative decorreranno dalle ore 24:00 del giorno 10 aprile p.v.
Nel caso in cui UniSalute dovesse ritirare il prodotto dal mercato verrà comunicato il giorno da cui decorrerà la copertura assicurativa che sarà contestuale al giorno stesso del ritiro.
Possono essere assicurate tutte le persone (con il limite massimo di età di 70 anni) che fanno parte dell’azienda a qualsiasi titolo:
– Imprenditori (titolari, soci lavoratori);
– amministratori di società ed enti;
– dirigenti;
– quadri;
– impiegati;
– operai;
– apprendisti
– collaboratori coordinati e continuativi.
Possono beneficiare delle prestazioni garantite dalla polizza anche i componenti del nucleo familiare (coniuge e i figli – che fan parte dello stato di famiglia) dell’addetto dell’azienda che verserà a proprio carico al F.AS.S. un contributo simbolico di:
– 26,00 € (se il coniuge ed i figli non sono fiscalmente a carico);
– 21,00 € (se il coniuge non è fiscalmente a carico ed i figli sono fiscalmente a carico);
– 15,00 € (se il coniuge ed i figli sono fiscalmente a carico).
Le garanzie della polizza sono:
1) Diaria da ricovero:
– per ogni giorno di ricovero verrà corrisposta una diaria di 100 euro con una franchigia di 3 giorni. La diaria verrà corrisposta per un massimo di 10 giorni;
– diaria forfettaria di 3.000 euro a seguito di dimissioni dall’istituto di cura qualora l’assicurato sia stato ricoverato in terapia intensiva.
2) Assistenza H24:
– pareri medici;
– informazioni sanitarie telefoniche.
3) Assistenza H24 post ricovero (nei 30 giorni successivi allo stesso):
– prenotazione di prestazioni sanitarie;
– trasporto dall’ospedale al domicilio con un massimo di 1.000 euro;
– assistenza infermieristica specializzata domiciliare; consueling psicologico.
Possono chiedere il finanziamento le aziende e i dipendenti aderenti ad Ebiten da giugno 2019 e regolarmente versanti al 31/12/2019.
Le istanze dovranno essere presentate dal 27 marzo 2020 fino al 10 aprile 2020 alle ore 12.00 e saranno valutate a sportello. La data di scadenza potrà essere prorogata (previo consenso di UniSalute) o anticipata (nel caso in cui UniSalute chiudesse il prodotto).
Ogni azienda potrà essere beneficiaria di un finanziamento massimo di € 2.500.
Il versamento dell’integrazione del premio per nucleo famigliare (premio a carico dell’addetto) dovrà essere eseguito entro il giorno successivo a quello in cui verrà comunicata l’accettazione del finanziamento tramite la mail dalla quale si è ricevuta l’istanza; il versamento dovrà essere effettuato al seguente IBAN: IT37B0503411701000000040619 intestato al Fass con causale: premio nucleo famigliare “#AndràTuttoBene”.
Qualora il costo del premio complessivo per l’azienda fosse superiore a € 2.500 il nucleo di valutazione contatterà la stessa per chiedere la disponibilità a versare l’integrazione necessaria. L’azienda potrà chiedere di rimodulare l’istanza.

Le rispsote del Fisco sul decreto Cura Italia

Tra le tematiche affrontate, le proroghe e le sospensioni dei termini per i versamenti e gli adempimenti, le misure specifiche a sostegno delle imprese e dei lavoratori, la sospensione delle attività degli enti impositori, nonché quella dei versamenti relativi ai carichi affidati all’agente della riscossione e, le erogazioni liberali (Agenzia delle entrate – circolare 8/E del 3 aprile 2020)

Di seguito indichiamo alcuni dei chiarimenti contenuti nel documento di prassi:

Premio ai lavoratori dipendenti

Per quanto riguarda la determinazione del limite di 40mila euro di reddito da lavoro dipendente previsto per attribuire il bonus di 100 euro per il mese di marzo, bisogna considerare esclusivamente il reddito di lavoro dipendente assoggettato a tassazione progressiva Irpef e non anche quello assoggettato a tassazione separata o ad imposta sostitutiva. Inoltre, i sostituti d’imposta riconosceranno il premio ai lavoratori dipendenti in via automatica a partire dalla retribuzione corrisposta nel mese di aprile e comunque entro il termine di effettuazione delle operazioni di conguaglio di fine anno.

Erogazioni liberali e solidarietà alimentare

La deducibilità delle erogazioni liberali dal reddito d’impresa non è parametrata al reddito. Pertanto l’agevolazione spetta anche in presenza di una perdita fiscale realizzata nel periodo d’imposta in cui è stata effettuata l’erogazione liberale. Con riferimento alla solidarietà alimentare, le donazioni effettuate dalle persone fisiche, dagli enti non commerciali e dai soggetti titolari di reddito d’impresa aventi ad oggetto misure di solidarietà alimentare nell’ambito dell’emergenza da Covid-19 ed effettuate a favore dello Stato, delle regioni, degli enti locali territoriali, di enti o istituzioni pubbliche, di fondazioni e associazioni legalmente riconosciute senza scopo di lucro, rientrano tra le erogazioni liberali che beneficiano degli incentivi fiscali introdotti con il Dl n. 18/2020.

Sospensioni per aziende, professionisti e Fisco

Anche il pagamento della tassa annuale di vidimazione dei libri sociali, in scadenza il 16 marzo, rientra tra i versamenti prorogati al 20 marzo. Se i soggetti interessati hanno il domicilio fiscale, la sede legale o quella operativa negli 11 comuni della Lombardia e del Veneto – individuati dal Decreto del Ministro dell’economia e delle finanze del 24 febbraio 2020 – beneficiano di una sospensione più estesa con scadenza tra il 21 febbraio e il 31 marzo 2020. Inoltre, nel caso di più attività esercitate nell’ambito della stessa impresa, per beneficiare della sospensione delle ritenute e dei versamenti prevista dal Dl n. 9/2020 fino al 30 aprile per i settori maggiormente colpiti dall’emergenza epidemiologica, è necessario che le attività rientranti tra quelle oggetto di sospensione siano svolte in maniera prevalente rispetto alle altre esercitate dalla stessa impresa. Inoltre, possono rientrare nell’agevolazione anche i soggetti che svolgono un’attività con un codice Ateco diverso da quelli indicati precedentemente dall’Agenzia (risoluzioni nn. 12/E e 14/E del 2020) se l’attività svolta è riconducibile sostanzialmente a una delle categorie economiche indicate.

Gruppo Iva

La sospensione dei termini dei versamenti Iva in scadenza nel mese di marzo 2020 (prevista dall’articolo 61, comma 3, del Dl Cura Italia) si applica anche ai versamenti Iva dovuti dalla società controllante del Gruppo Iva.

Imposta di registro

Tra gli adempimenti tributari sospesi può rientrare anche l’assolvimento dell’obbligo di registrazione in termine fisso, previsto dall’articolo 5 del Testo Unico dell’imposta di Registro. Questa sospensione rileva a prescindere dalla circostanza che la registrazione degli atti pubblici, delle scritture private autenticate e di quelle prive dell’autentica avvenga in forma cartacea o secondo modalità telematiche.

Sdoganamento con svincolo diretto e celere, le faq delle Dogane

L’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ha risposto a diversi quesiti in materia di sdoganamento con svincolo diretto e con svincolo celere, in attuazione delle misure di contenimento e contrasto dell’emergenza epidemiologica COVID 19.

Nello specifico, ha chiarito quanto segue:
– le professioni legali e contabili sono previste dal codice ATECO 69 “attività legali e contabili” incluso nei servizi di pubblica utilità dall’allegato al DPCM, pubblicato sul sito dell’Agenzia. Pertanto il professionista potrà importare liberamente le mascherine per il suo studio senza rischio di requisizione utilizzando la procedura di SVINCOLO DIRETTO;
– le farmacie sono incluse nelle attività di pubblica utilità dall’art. 1 comma 1 lettera f) DPCM 22 marzo 2020 – pdf e successive modificazioni quindi possono importare prodotti DPI in regime di SVINCOLO DIRETTO non soggetto a requisizione. Essendo l’importazione finalizzata alla rivendita e non alla distribuzione gratuita, non potranno avvalersi del beneficio fiscale della sospensione delle imposte doganali;
– l’attività di riparazione di elettrodomestici è prevista dal codice ATECO 92.22.01 incluso nei servizi di pubblica utilità dall’allegato al DPCM, pubblicato sul sito dell’Agenzia. Pertanto l’esercente potrà importare liberamente le mascherine per il suo negozio senza rischio di requisizione utilizzando la procedura di SVINCOLO DIRETTO;
– l’attività di riparazione di elettrodomestici è prevista dal codice ATECO 92.22.01  incluso nei servizi di pubblica utilità dall’allegato al DPCM, pubblicato sul sito dell’Agenzia. Pertanto l’esercente può in linea teorica avvalersi della procedura di SVINCOLO DIRETTO, fatti salvi i controlli antifrode di ADM. In questo caso risultando la merce importata sproporzionata rispetto all’utilizzo effettivamente necessario per il piccolo esercizio, si presuppone che l’importazione sia illecita e finalizzata ad eludere i controlli antifrode di ADM, che pertanto procederà a sequestro, se ne ricorrano i presupposti e a segnalazione al Commissario Straordinario per requisizione;
– al fine di poter utilizzare la procedura di svincolo diretto rileva il destinatario finale che utilizzerà il prodotto.

 Il modello di autocertificazione SVINCOLO DIRETTO deve infatti essere compilato e sottoscritto dal destinatario finale, quando questo non corrisponda con l’importatore. In questo caso l’associazione di volontariato potrà utilizzare la procedura SVINCOLO DIRETTO in quanto il destinatario finale è un ospedale, incluso nella voce “struttura ospedaliera” di cui al modello. Per poter utilizzare la procedura di SVINCOLO DIRETTO l’amministratore dell’associazione di volontariato dovrà presentare in dogana il modello di autocertificazione SVINCOLO DIRETTO debitamente compilato e sottoscritto dal rappresentante dell’ospedale, in cui sia esattamente individuata la merce da sdoganare ed indirizzare all’ospedale. Resta salvo il potere di controllo di ADM in relazione all’effettivo indirizzo di tutta la merce descritta alla struttura ospedaliera al fine di evitare elusioni della normativa a fini speculativi.;
– lo SVINCOLO DIRETTO si rivolge solo a determinati soggetti che sono quelli che svolgono attualmente servizi di pubblica utilità, e con questa procedura si possono importare sia DPI che altri beni mobili utili al contrasto del COVID 19. Lo SVINCOLO CELERE si rivolge a tutti i soggetti (sia privati che imprese non ricomprese nei servizi di pubblica utilità) che intendano adibire la merce al contrasto COVID 19 ma con questa procedura non si possono importare DPI;
– potrà utilizzare la procedura di SVINCOLO CELERE compilando il modello e specificando che intende adibire il prodotto all’uso di igiene personale domestica per contrastare la diffusione del COVID 19;
– le mascherine saranno bloccate in dogana e segnalate per requisizione per due motivi:
 1. perché ai sensi dell’ordinanza n. 6 i privati non possono importare DPI né con SVINCOLO DIRETTO né con SVINCOLO CELERE,
 2. perché la motivazione addotta in autocertificazione è evidentemente elusiva del divieto di effettuare importazioni speculative ed è presumibile che la reale finalità sia quella di rivendita non autorizzata;
– l’attività di commercio all’ingrosso di prodotti per la casa non è prevista nei servizi di pubblica utilità dai provvedimenti governativi, pertanto il grossista potrà utilizzare la procedura di SVINCOLO DIRETTO solo dimostrando che i beni sono destinati a utilizzatori finali rientranti nelle predette liste e producendo le relative autocertificazioni, soggette a controllo e verifica dagli Uffici Doganali. Pertanto i DPI destinati ai clienti, in quantitativi congrui e che non palesino finalità speculative, saranno sdoganati senza segnalazione per requisizione. Mentre i dispositivi destinati al magazzino del grossista saranno segnalati al Commissario Straordinario ai fini della requisizione in quanto probabile oggetto di attività di accaparramento a fini speculativi;
– l’attività di commercio all’ingrosso di prodotti farmaceutici è espressamente prevista dal codice Ateco 46.46 come servizio di pubblica utilità. Il grossista potrà pertanto utilizzare, in linea teorica, lo SVINCOLO DIRETTO sia per la merce destinata al fabbisogno immediato delle 100 farmacie sue clienti sia per la merce che intende destinare al suo magazzino per rivenderla in un secondo momento. Però in questo secondo caso l’istanza di SVINCOLO DIRETTO prodotta con l’apposito modello, non supererà il controllo antifrode in quanto risulterà evidente che il grossista intende porre in essere una operazione di accaparramento a fini speculativi, non consentita durante l’emergenza COVID 19, per i seguenti motivi:
   * La merce destinata ad essere immagazzinata è di molto superiore a quella importata per essere utilizzata subito.
   * La scorta fatta dal grossista è evidentemente ed eccessivamente superiore a quella di cui avrebbe bisogno per soddisfare le esigenze dei propri clienti nell’immediato periodo di crisi.
   * Il grossista non ha fornito evidenze che la merce da immagazzinare servirà a rifornire i propri clienti per le esigenze immediate di contrasto alla diffusione del COVID 19.
Per tali ragioni gli Uffici Doganali competenti, una volta svincolata la merce destinata direttamente ai clienti del grossista, effettuerà la segnalazione al Commissario Straordinario affinché valuti, viste le circostanze emergenziali, una eventuale requisizione dei DPI:
– l’attività di trasporto marittimo è espressamente prevista dal codice Ateco 50 come servizio di pubblica utilità. L’armatore potrà pertanto utilizzare, in linea teorica, lo SVINCOLO DIRETTO per la merce destinata al fabbisogno del suo equipaggio.L’ OCDPC n.639/2020 prevede il divieto di esportazione di mascherine e DPI senza autorizzazione del Dipartimento di protezione civile per esportazioni unionali, e del MAECI per quelle extraunionali.In questo caso però il predetto divieto non si applica perché non si tratta di esportazione di DPI in senso tecnico. Difatti, in ipotesi, le mascherine saranno consegnate all’equipaggio prima della partenza della nave e saranno destinate all’uso personale e di prevenzione della diffusione del COVID 19 durante il viaggio. L’importatore dovrà indicare nel modello svincolo diretto tali modalità e gli uffici doganali consentiranno lo svincolo diretto dopo aver effettuato i controlli antifrode ed in particolar modo accertato la congruità tra il numero di mascherine importate, il numero di membri dell’equipaggio e la durata del servizio degli stessi, al fine di evitare possibili elusioni della normativa vigente.