Detrazioni di ristrutturazione per immobili F/4

L’unità immobiliare inserita in un fabbricato accatastato come F/4, originariamente albergo censito in Catasto nella categoria D/2, frazionato in più appartamenti dall’impresa venditrice, può fruire delle agevolazione di cui all’art. 16-bis del TUIR, a condizione che, alla fine dei lavori, sia distintamente accatastata in A/2 (Agenzia Entrate – risposta 13 aprile 2021, n. 241).

Per le spese sostenute per gli interventi di manutenzione straordinaria, di restauro e risanamento conservativo nonché di ristrutturazione edilizia, effettuati sulle singole unità immobiliari residenziali di qualsiasi categoria catastale, anche rurali, e sulle loro pertinenze, è prevista una detrazione dall’imposta lorda delle persone fisiche. I suddetti interventi devono essere eseguiti su edifici esistenti e non devono realizzare una nuova costruzione; unica eccezione è rappresentata dalla realizzazione di autorimesse o posti auto pertinenziali.

Con riferimento alle spese sostenute per gli interventi realizzati su immobili classificati nella categoria catastale F/2 (unità collabenti), l’Agenzia delle Entrate ha precisato che spettano le suddette detrazioni in quanto, pur trattandosi di una categoria riferita a fabbricati totalmente o parzialmente inagibili e non produttivi di reddito, gli stessi possono essere considerati come edifici esistenti, trattandosi di manufatti già costruiti e individuati catastalmente.

Alla stessa conclusione si perviene anche con riferimento all’ipotesi del caso di specie in cui, prima degli interventi, l’immobile esistente, è frazionato in più unità immobiliari provvisoriamente accatastate in categoria F/4 (categorie fittizie senza rendita catastale), destinate ad abitazioni.

Pertanto, nel presupposto che siano rispettati tutti i requisiti previsti dalla norma, è possibile fruire delle agevolazioni nel limite di detrazione di 96.000 euro, riferito all’unità immobiliare censita al catasto all’inizio degli interventi di ristrutturazione. Considerato che l’unità è censita, a seguito del frazionamento dell’unità alberghiera, nella categoria catastale F/4, l’agevolazione potrà essere fruita a condizione che, alla fine dei lavori, sia distintamente accatastata in A/2.

Edilizia Industria Gorizia: prestazione a sostegno del reddito

Firmato il 31/3/2021, tra ANCE Alto Adriatico e FENEAL-UIL di Gorizia, FILCA-CISL, FILLEA-CGIL l’accordo per l’istituzione di un trattamento di sostegno al reddito dei lavoratori edili licenziati nel 2021

L’accordo sottoscritto il 31/3/2021, attua quanto previsto dall’art. 8 della Legge Regionale n. 26 del 30/12/2020, che conferisce a ciascuna Cassa Edile del Friuli Venezia Giulia un contributo economico finalizzato al cofinanziamento di una prestazione una tantum per garantire ai lavoratori operai edili, che siano stati licenziati nel 2021 e che abbiano maturato almeno 3 mesi continuativi di disoccupazione, un trattamento di sostegno ai reddito integrativo e complementare rispetto al sistema degli ammortizzatori sociali previsto dalla vigente normativa nazionale.
Pertanto, le parti firmatarie del settore dell’edilizia industria della provincia di Gorizia, hanno disposto quanto segue:

– viene istituita a carico della Cassa Edile di Gorizia una prestazione eccezionale ed una tantum di sostegno al reddito degli operai edili licenziati nel 2021, che al momento della presentazione della richiesta risultino disoccupati da almeno 3 mesi, già dipendenti di imprese iscritte alla Cassa Edile di Gorizia al momento del licenziamento e che, nei 12 mesi precedenti la cessazione del rapporto di lavoro, abbiano maturato almeno 600 ore denunciate e versate presso le Casse Edili del Friuli Venezia Giulia;

– che, ai fini della maturazione del diritto stia prestazione, i lavoratori dimessisi per giusta causa per mancato pagamento della retribuzione per almeno tre mensilità si considerano equiparati ai lavoratori licenziati per giustificato motivo oggettivo;

– per il raggiungimento delle 600 ore verranno considerate valide le ore ordinarie di lavoro, le ore oggetto di integrazione salariale, malattia, infortunio, ferie e festività;

– l’importo della prestazione sarà pari a 800,00 € per lavoratore, al lordo delle ritenute di legge e verrà erogata una sola volta; non ha carattere continuativo ed è legata alla disponibilità economica dei fondi relativi;

Per ottenere la prestazione una tantum si dovrà:

1. compilare l’apposito modulo di richiesta disponibile sul sito della Cassa Edile di Gorizia;
2. allegare alla richiesta il certificato di disoccupazione storico e copia della dichiarazione di immediata disponibilità allo svolgimento di attività lavorativa rilasciati dal competente Centro per l’Impiego, ovvero, in sostituzione di quest’ultima, altra idonea documentazione del Centro per l’impiego comprovante il fatto che il lavoratore ha rilasciato la dichiarazione di immediata disponibilità allo svolgimento di attività lavorativa;
3. consegnare la domanda con tutti gli allegati richiesti dopo che siano compiutamente trascorsi 3 mesi continuativi di disoccupazione e comunque entro e non oltre il 30 aprile 2022.

La Cassa Edite si riserva la facoltà di richiedere ulteriore documentazione ove quella presentata non venisse ritenuta sufficiente/Eventuali integrazioni dovranno essere presentate entro 30 giorni dal ricevimento della richiesta da parte della Cassa, pena II rigetto della richiesta di prestazione del lavoratore.
Nel rispetto del limite di spesa che la Cassa ha destinato per tale prestazione, le richieste pervenute verranno liquidate, previa verifica della sussistenza dei requisiti, in ordine cronologico di arrivo.
Per la definizione dell’ordine cronologico verrà considerata la data di arrivo della richiesta qualora questa sia stata compilata in modo corretto e abbia in allegato tutta la documentazione necessaria, viceversa sarà tenuta in considerazione la data di perfezionamento della pratica qualora la richiesta risulti incompleta o priva degli allegati richiesti.
La prestazione verrà erogata entro 60,giorni dalla fine del mese di presentazione della domanda. Quest’ultimo termine decorre dalla data di perfezionamento della pratica.

Esonero occupazione giovanile stabile, prime istruzioni per il biennio 2021-2022

Con circolare n. 56 del 12 aprile 2021, l’Inps fornisce le prime indicazioni per la gestione degli adempimenti previdenziali connessi alla misura dell’esonero contributivo per l’assunzione, nel biennio 2021-2022, di soggetti che non abbiano compiuto il trentaseiesimo anno di età.

L’esonero è riconosciuto a tutti i datori di lavoro privati, a prescindere dalla circostanza che assumano o meno la natura di imprenditore, ivi compresi i datori di lavoro del settore agricolo. Pertanto, la misura non si applica nei confronti della Pubblica Amministrazione.
Altresì, l’incentivo non può essere riconosciuto nei riguardi delle imprese del settore finanziario; le imprese escluse sono quelle che svolgono le attività indicate nella classificazione NACE al settore “K” – Financial and insurance activities.
L’incentivo spetta per le nuove assunzioni a tempo indeterminato e per le trasformazioni dei contratti a tempo determinato in contratti a tempo indeterminato, effettuate nel biennio 2021-2022, di soggetti che, alla data dell’evento incentivato, non abbiano compiuto il 36 anno di età e non siano stati occupati a tempo indeterminato con il medesimo o con altro datore di lavoro nel corso dell’intera vita lavorativa. Il lavoratore, nel corso della sua vita lavorativa, non deve essere stato occupato, presso il medesimo o qualsiasi altro datore di lavoro, in forza di un contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato, anche se a scopo di somministrazione. Non si ha diritto alla fruizione dell’esonero anche laddove il precedente rapporto di lavoro a tempo indeterminato si sia risolto per mancato superamento del periodo di prova ovvero per dimissioni del lavoratore. Non sono, invece, ostativi al riconoscimento dell’agevolazione:
– i periodi di apprendistato;
– uno o più rapporti di lavoro intermittente a tempo indeterminato;
– i rapporti di lavoro domestico a tempo indeterminato.
 L’esonero contributivo è applicabile anche:
– ai rapporti di lavoro subordinato a tempo indeterminato instaurati in attuazione del vincolo associativo stretto con una cooperativa di lavoro (L. 3 aprile 2001, n. 142);
– alle assunzioni a tempo indeterminato a scopo di somministrazione, ancorché la prestazione lavorativa sia resa verso l’utilizzatore nella forma a tempo determinato.
Restano, invece, esclusi dal beneficio:
– il contratto di apprendistato;
– il contratto di lavoro domestico;
– il contratto di lavoro intermittente, ancorché sia stipulato a tempo indeterminato o preveda la corresponsione di un compenso continuativo in termini di indennità di disponibilità;
– il rapporto di lavoro a tempo indeterminato di personale con qualifica dirigenziale, essendo il campo di applicazione limitato alle assunzioni di lavoratori che rivestono la qualifica di operai, impiegati o quadri;
– le prestazioni di lavoro occasionale (art. 54-bis, D.L. 24 aprile 2017, n. 50).
Per le diverse fattispecie di mantenimento in servizio del lavoratore al termine del periodo di apprendistato e di assunzione o trasformazione a tempo indeterminato di giovani che, nei 6 mesi precedenti, abbiano svolto presso il medesimo datore di lavoro attività di alternanza scuola-lavoro o periodi di apprendistato per la qualifica e il diploma professionale, il diploma di istruzione secondaria superiore, il certificato di specializzazione tecnica superiore o periodi di apprendistato in alta formazione, trova invece applicazione il solo regime agevolato ordinario (art. 1, commi 106 e 108, L. 27 dicembre 2017, n. 205)
L’incentivo è pari all’esonero dal versamento del 100% dei complessivi contributi previdenziali a carico dei datori di lavoro, nel limite massimo di importo pari a 6.000,00 euro annui. La soglia massima di esonero della contribuzione datoriale riferita al periodo di paga mensile è pari a 500,00 euro (6.000,00 / 12) e, per rapporti di lavoro instaurati e risolti nel corso del mese, detta soglia va riproporzionata assumendo a riferimento la misura di 16,12 euro (500,00 / 31) per ogni giorno di fruizione dell’esonero contributivo. Nelle ipotesi di rapporti di lavoro a tempo parziale, il massimale dell’agevolazione deve essere proporzionalmente ridotto.
Non sono oggetto di sgravio:
– il contributo, ove dovuto, al Fondo di Tesoreria;
– il contributo, ove dovuto, al FIS, ai Fondi bilaterali di solidarietà, anche alternativi, al Fondo di solidarietà territoriale intersettoriale della Provincia autonoma di Trento, al Fondo di solidarietà bilaterale della Provincia autonoma di Bolzano-Alto Adige, al Fondo di solidarietà per il settore del trasporto aereo e del sistema aeroportuale;
– il contributo, pari allo 0,30% della retribuzione imponibile, destinato, o comunque destinabile, al finanziamento dei Fondi interprofessionali per la formazione continua;
– i premi e i contributi dovuti all’Inail;
– il contributo di solidarietà sui versamenti destinati alla previdenza complementare e/o ai fondi di assistenza sanitaria;
– il contributo di solidarietà per i lavoratori dello spettacolo;
– il contributo di solidarietà per gli sportivi professionisti.
Con riferimento alla durata del periodo di fruizione dell’agevolazione, essa spetta per un periodo massimo di 36 mesi a partire dalla data dell’evento incentivato. Tuttavia, ai datori di lavoro privati che effettuino assunzioni in una sede o unità produttiva ubicata nelle regioni Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Sicilia, Puglia, Calabria e Sardegna, l’esonero spetta per un periodo massimo di 48 mesi. Il periodo di fruizione dell’incentivo può essere sospeso esclusivamente nei casi di assenza obbligatoria dal lavoro per maternità, consentendo, in tale ipotesi, il differimento temporale del periodo di godimento del beneficio.
L’esonero contributivo non spetta ove ricorra una delle seguenti condizioni generali (art. 31, D.Lgs. n. 150/2015):
– l’assunzione viola il diritto di precedenza, stabilito dalla legge o dal contratto collettivo, alla riassunzione di un altro lavoratore licenziato da un rapporto a tempo indeterminato o cessato da un rapporto a termine che abbia manifestato per iscritto entro 6 mesi dalla cessazione del rapporto, ovvero 2 mesi per i rapporti stagionali, la propria volontà di essere riassunto;
– presso il datore di lavoro o l’utilizzatore con contratto di somministrazione sono in atto sospensioni dal lavoro connesse a una crisi o riorganizzazione aziendale, salvi i casi in cui l’assunzione, la trasformazione o la somministrazione siano finalizzate all’assunzione di lavoratori inquadrati a un livello diverso da quello posseduto dai lavoratori sospesi o da impiegare in unità produttive diverse da quelle interessate dalla sospensione. Al riguardo, l’ipotesi di sospensione dal lavoro per una causale dipendente dall’emergenza epidemiologica da COVID-19 è assimilabile agli eventi oggettivamente non evitabili (c.d. EONE) e, pertanto, laddove l’azienda sia interessata da sospensioni del lavoro per le causali collegate a tale emergenza, può comunque procedere a nuove assunzioni agevolate, laddove sussistano i presupposti legittimanti.
In relazione ai vincoli propri dell’esonero, il diritto alla legittima fruizione dell’esonero contributivo è poi subordinato alla sussistenza, alla data dell’assunzione, delle seguenti condizioni:
– il datore di lavoro non deve aver proceduto, nei 6 mesi precedenti l’assunzione, a licenziamenti individuali per giustificato motivo oggettivo ovvero a licenziamenti collettivi, nei confronti di lavoratori inquadrati con la medesima qualifica nella stessa unità produttiva;
– il datore di lavoro non deve procedere, nei 9 mesi successivi all’assunzione, a licenziamenti individuali per giustificato motivo oggettivo ovvero a licenziamenti collettivi, nei confronti di lavoratori inquadrati con la medesima qualifica nella stessa unità produttiva.

Iscrizione nell’albo per riscossione entrate degli enti locali: precisazioni dal MEF

Forniti alcuni chiarimenti relativamente alla dichiarazione attestante la permanenza dei requisiti previsti per l’iscrizione nell’albo per l’accertamento e riscossione delle entrate degli enti locali e relativamente all’iscrizione nello stesso albo per i soggetti che svolgono esclusivamente le funzioni e le attività di supporto propedeutiche all’accertamento e alla riscossione delle entrate degli enti locali (Ministero dell’Economia e delle Finanze – Risoluzioni 13 aprile 2021, nn. 3/DF e 4/DF).

Ai sensi dell’art. 18, commi 1 e 2, del D. M. n. 289 del 2000, gli iscritti nell’albo sono tenuti a far pervenire, entro il 31 marzo di ciascun anno, alla Direzione legislazione tributaria e federalismo fiscale, una specifica dichiarazione attestante la permanenza dei requisiti previsti per l’iscrizione nel medesimo albo. Gli iscritti nell’albo, entro trenta giorni dalla sua approvazione, inviano alla medesima Direzione il bilancio d’esercizio. Nello stesso termine dalla richiesta sono trasmessi dati o notizie richiesti dalla commissione, di cui all’articolo 53 del decreto legislativo n. 446 del 1997.
Per quanto concerne l’anno 2021, il MEF precisa che il termine del 31 marzo di cui sopra non è, allo stato attuale, suscettibile di essere prorogato se non attraverso un apposito provvedimento legislativo di rango primario. Va, però, considerato, che il termine entro il quale i soggetti iscritti devono adeguare il proprio capitale sociale alle condizioni e alle misure minime di cui al comma 807 dell’art. 1, della legge n. 160 del 2019 è stato prorogato al 30 giugno 2021, ai sensi dell’art. 1, comma 1093, della legge 30 dicembre 2020, n. 178.
Si ripropone, pertanto, una situazione analoga a quella del 2020, poiché la Direzione legislazione tributaria e federalismo fiscale deve necessariamente attendere lo spirare di tale ultimo termine prima di poter concludere l’istruttoria relativa al controllo della sussistenza dei requisiti cui è subordinata la verifica annuale dell’iscrizione nell’albo.
Il MEF evidenzia infine che l’art. 19 del Regolamento consente comunque ai soggetti iscritti nell’albo di partecipare alle gare per l’affidamento dei servizi di gestione delle entrate degli enti locali presentando, in luogo dell’attestazione dell’iscrizione nell’albo rilasciata dalla Direzione legislazione tributaria e federalismo fiscale, un’apposita autocertificazione. In tal caso, però, l’eventuale inesistenza dei prescritti requisiti comporta, oltre a quanto previsto da dette disposizioni, anche la decadenza dalle gestioni e la cancellazione dall’albo.

In merito alle modalità con le quali i soggetti che svolgono le attività di supporto propedeutiche alla gestione delle entrate locali possono iscriversi nella sezione separata dell’albo prevista dall’art. 1, comma 805 della legge 27 dicembre 2019, n. 160, il MEF fa presente che risulta assai difficile stimare tempi certi per la definitiva emanazione del regolamento che istituisce la sezione separata – sul quale è stata raggiunta l’intesa presso la Conferenza Stato-città ed Autonomie locali e che dovrà essere sottoposto al parere del Consiglio di Stato.
Ciò premesso, ritiene che, al fine di contemperare le esigenze manifestate dagli enti locali, che intendono procedere agli affidamenti, e quelle delle società che svolgono le attività in questione e di superare la situazione di incertezza che si è venuta a creare, i soggetti interessati possano richiedere l’iscrizione provvisoria nell’albo di cui all’art. 53 del D. Lgs. 15 dicembre 1997, n. 446.
All’atto dell’iscrizione, le società in discorso dovranno dimostrare il possesso dei requisiti previsti per l’iscrizione nell’albo, mentre, per quanto concerne i requisiti finanziari, dovranno dimostrare di possedere le misure minime di capitale interamente versato in denaro o tramite polizza assicurativa o fideiussione bancaria, per l’esercizio delle attività propedeutiche in questione.
Una volta ottenuta tale iscrizione provvisoria, le società in discorso potranno partecipare alle gare bandite dagli enti locali per l’affidamento delle attività di supporto propedeutiche all’accertamento e alla riscossione delle entrate locali. Infatti, l’iscrizione nell’albo costituisce ormai un requisito indispensabile per l’affidamento dei servizi in questione e per il successivo svolgimento della relativa attività, dal momento che la legge di bilancio 2020 ha previsto l’iscrizione di dette società in un’apposita sezione dell’albo.
Una volta emanato il decreto di cui all’art. 1, comma 805, della legge n. 160 del 2019, sarà perfezionata l’iscrizione delle società in discorso nella sezione “ad hoc” dell’albo.

Interpretazione En.Bi.C. sull’Elemento Perequativo Mensile Regionale

Siglato il 24/2/2021, presso la Commissione Bilaterale Nazionale di Garanzia, Interpretazione, Certificazione e Conciliazione, En.Bi.C., di seguito anche solo denominata “Commissione Bilaterale”, l’accordo di interpretazione Autetica Confermativa sull’Elemento Perequativo Mensile Regionale nei CC.CC.NN.LL. aderenti all’Ente Bilaterale En.Bi.C.

La presente Interpretazione, essendo confermativa di previsioni contrattuali vigenti, è immediatamente applicabile.
La Commissione Bilaterale Nazionale di Garanzia, Interpretazione, Certificazione e Conciliazione, En.Bi.C., di seguito anche solo denominata “Commissione Bilaterale”, ha ricevuto da uno Studio di Consulenti del Lavoro di Varese, Associato ANPIT, la seguente richiesta di conferma sulla modalità applicativa dell’Elemento Perequativo Mensile Regionale previsto dalla Contrattazione Collettiva Nazionale di Lavoro aderente all’Ente Bilaterale En.Bi.C. e se può essere considerato un elemento fisso della Retribuzione Mensile da riconoscere al Lavoratore, utile a tutti i fini retributivi e per la maturazione del T.F.R.
L’Ente Bilaterale En.Bi.C. è previsto nella seguente Contrattazione Collettiva Nazionale di Lavoro:
a. CCNL ” Vigilanza Privata, Investigazioni e Servizi Fiduciari;
b. CCNL ” Turismo, Agenzie di Viaggio e Pubblici Esercizi”;
c. CCNL “Marketing”;
d. CCNL “Servizi Ausiliari”;
e. CCNL “Case di Cura, Servizi Assistenziali e Socio Sanitari”;
f. CCNL “Studi Professionali e Agenzie di Assicurazione”;
g. CCNL “Terziario Avanzato”;
h. CCNL “Sale Bingo e Gaming Hall”;
i. CCNL “Terzo Settore, Enti senza scopo di lucro e Sport”;
j. CCNL “Commercio”.
Tutti i Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro di cui al punto A. che precede, prevedono, a parziale recupero dei differenziali dei costi della vita regionale e per la tutela delle retribuzioni reali dei Lavoratori, il riconoscimento di un Elemento Perequativo Mensile Regionale, da erogare in 13 mensilità, nel valore indicato dal CCNL di riferimento per la Regione sede abituale di lavoro del Dipendente.
I suddetti Contratti Collettivi prevedono che il trattamento economico contrattuale mensile, da assumere anche ai fini delle comparazioni in caso di passaggio da altro CCNL, sia composto da:
a. Paga Base Nazionale Conglobata Mensile;
b. Elemento Perequativo Mensile Regionale;
c. Indennità di Mancata Contrattazione (in caso di mancato Contratto di Secondo Livello);
d. Aumenti Periodici d’Anzianità;
e. Provvigioni o Premi Condizionati, nel caso di Operatori di Vendita.
Inoltre i suddetti Contratti Collettivi prevedono che l’Elemento Perequativo Mensile Regionale sia componente della Retribuzione Mensile Normale, al pari della Paga Base Nazionale Conglobata Mensile, gli Aumenti Periodici di Anzianità (c.d. “scatti”), i Superminimi “adpersonam” e tutti gli altri Elementi retributivi derivanti dalla Contrattazione Individuale/Collettiva, che siano stati previsti utili per le retribuzioni differite e il T.F.R.
Nel Titolo VIII dei citati CCNL avente ad oggetto le Definizioni, la Retribuzione Mensile Normale divisa per il divisore convenzionale orario 173, individua la Retribuzione Oraria Normale mentre, per il divisore convenzionale giornaliero 26, si determina la Retribuzione Giornaliera Normale.
Pertanto la Commissione Bilaterale conferma che l’Elemento Perequativo Mensile Regionale è erogato nella retribuzione fissa del Lavoratore, ovvero nella c.d. parte alta del cedolino paga (contrattualmente definita “Retribuzione Mensile Normale”), con assoggettamento a tutti gli istituti retributivi conseguenti (retribuzione del lavoro supplementare/straordinario/banca delle ore; maggiorazioni per lavoro festivo, riconoscimento delle festività non godute, ecc.), valida per tutte le mensilità previste dai CC.CC.NN.LL. con i relativi criteri di maturazione rateale (n. 13/anno) e utile alla maturazione del T.F.R.