Covid-19: nuove linee guida per le autoscuole

Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, con la circolare 09 settembre 2020, n. 24304, ha fornito le nuove linee guida per il contenimento del contagio da Covid-19 nell’esercizio delle attività didattiche delle autoscuole.

I titolari delle autoscuole hanno l’obbligo di:
– informare e formare docenti e, dipendenti relativamente al corretto uso e gestione dei dispositivi di protezione individuale, attraverso le modalità più idonee ed efficaci;
– informare docenti, dipendenti e utenti sulle norme per scongiurare i rischi di contagio, consegnando e/o affiggendo all’ingresso e nei luoghi maggiormente visibili dei locali aziendali, apposite informative, che indichino le corrette modalità di comportamento con la prescrizione che il mancato rispetto potrà contemplare l’interruzione del servizio;
– fornire i dispositivi di protezione individuale ai docenti e dipendenti ove previsti;
– installare dispenser di soluzione idroalcolica ad uso dei candidati, docenti, dipendenti, esaminatori e chiunque a qualsiasi titolo entri nella sede dell’autoscuola;
– consentire l’accesso di persone diverse da docenti, dipendenti ed utenti, come ad esempio artigiani e corrieri, solo previo appuntamento telefonico o digitale. Contestualmente, sarà necessario chiedere informazioni sui possibili sintomi di Covid-19 ed eventuali contatti con malati;
– igienizzare, appropriatamente e frequentemente, locali e veicoli utilizzati per le esercitazioni pratiche, con particolare riguardo a tutti i luoghi, gli strumenti e le apparecchiature utilizzate da chiunque a qualsiasi titolo entri in azienda secondo le norme emanate dal Ministero della salute;
– verificare l’utilizzo dei dispositivi di protezione individuale nei luoghi di lavoro laddove non sia possibile mantenere la distanza tra lavoratori prevista dalle disposizioni vigenti. In subordine dovranno essere usati separatori di posizione nei luoghi strategici per la funzionalità del sistema (bancone, desk e spazi di ricezione, scambio documentazione con la clientela etc.);
– adottare tutte le misure definite dalla normativa vigente, in considerazione del fatto che queste potrebbero determinare una variazione delle procedure interne, dando seguito all’aggiornamento della propria Valutazione dei Rischi.

I titolari delle autoscuole potranno promuovere ed effettuare uno screening per i propri docenti e dipendenti in accordo con l’RLS ed il medico competente, comunque appoggiandosi a personale sanitario abilitato, anche attraverso sistemi per l’effettuazione di self-test in azienda.

Obblighi informativi

Per quel che concerne gli obblighi di informazione, il titolare dell’autoscuola, o un suo delegato, è tenuto, attraverso le modalità più idonee ed efficaci, ad informare i propri docenti, dipendenti e chiunque entri nei locali dell’impresa o prenda posto sui veicoli adibiti alle esercitazioni pratiche, circa le regole e i comportamenti previsti dalle disposizioni sanitarie, consegnando e/o affiggendo all’ingresso e nei luoghi maggiormente visibili dei locali aziendali appositi materiali informativi.

In particolare, le informazioni riguarderanno:
– l’affissione delle suddette indicazioni all’interno di ogni luogo di lavoro, all’interno di ogni servizio igienico;
– la comunicazione dell’obbligo di rimanere al proprio domicilio in presenza di febbre (oltre 37.5°) o altri sintomi influenzali e di chiamare il proprio medico di famiglia e l’autorità sanitaria;
– la comunicazione, nel caso di febbre e problemi respiratori, di non recarsi al pronto soccorso ma di contattare il proprio medico o il Numero Unico di Emergenza (NUE) 112;
– la comunicazione di non poter fare ingresso o di poter permanere in autoscuola e di doverlo dichiarare tempestivamente laddove, anche successivamente all’ingresso, sussistano le condizioni di pericolo (sintomi di influenza, temperatura, provenienza da zone a rischio o contatto con persone positive al virus nei 14 giorni precedenti, etc.) in cui i provvedimenti dell’autorità impongono di informare il medico di famiglia e l’autorità sanitaria e di rimanere al proprio domicilio;
– comunicazione della necessità di dover informare tempestivamente e responsabilmente il proprio datore di lavoro della presenza di qualsiasi sintomo influenzale durante l’espletamento della prestazione lavorativa, avendo cura di rimanere ad adeguata distanza dalle persone presenti.

Disposizioni operative

Il titolare dell’autoscuola, o un suo delegato, deve provvedere ad assicurare la pulizia giornaliera e l’igienizzazione periodica dei locali, degli ambienti, delle postazioni di lavoro e delle aree comuni.

In particolare deve:
– garantire la pulizia giornaliera dei locali, degli ambienti di lavoro, delle postazioni di lavoro e delle aree comuni attraverso ditte esterne specializzate o direttamente da parte del titolare o personale da lui incaricato;
– verificare ed adeguare le procedure ed i prodotti utilizzati per la pulizia giornaliera dei locali, degli ambienti di lavoro, delle postazioni di lavoro e delle aree comuni.

Nel caso di presenza di una persona affetta da Covid-19 all’interno dei locali aziendali e dei veicoli, si deve procedere alla pulizia e sanificazione dei suddetti nonché alla loro ventilazione.
Inoltre, il titolare dell’autoscuola, o un suo delegato, devono provvedere ad effettuare una ricognizione degli spazi e delle superfici di ambienti ed attrezzature a maggior rischio di contatto per le quali prevedere frequenze e modalità di igienizzazione specifica (es. maniglie, scrivanie, attrezzature in uso a più lavoratori, tastiere, mouse ecc.).
Per l’utilizzo comune a più operatori di veicoli (ad es. attrezzature di lavoro quali, motocicli, autovetture, automezzi pesanti, imbarcazioni etc.) il titolare dell’autoscuola deve prevedere procedure di pulizia con idonei prodotti, fornendo ogni mezzo di un kit di igienizzazione e disponendo l’opportuna aerazione delle cabine, fra una lezione di pratica e quella successiva.
In ottemperanza alle indicazioni del Ministero della Salute, devono essere previsti interventi particolari/periodici di pulizia.

Docenti e dipendenti, prima dell’accesso nell’azienda, potranno essere sottoposti al controllo della temperatura corporea tramite termo scanner, questa non dovrà superare i 37,5°, in tal caso non sarà consentito l’accesso ai luoghi di lavoro.
Chi lavora a contatto con il pubblico dovrà prioritariamente lavare spesso le mani o disinfettarle con liquido igienizzante idroalcolico e indossare mascherine (ad esempio nella necessità di richiedere una firma obbligatoria, documenti, esercitazioni pratiche, etc.). Gli stessi dispositivi di protezione individuale sono obbligatori negli uffici quando non è possibile garantire la distanza di sicurezza di almeno un metro tra gli operatori.

Nel caso in cui una persona presente in autoscuola sviluppi febbre e sintomi di infezione respiratoria quali la tosse, lo deve dichiarare immediatamente al titolare dell’autoscuola o a un dipendente di questa, si procede quindi al suo isolamento con relativa fornitura di mascherina e all’isolamento/gestione degli altri lavoratori presenti sulla base alle disposizioni dell’autorità sanitaria locale.
L’autoscuola procede immediatamente ad avvertire le Autorità Sanitarie competenti e i numeri di emergenza per il Covid-19 forniti dalla Regione o dal Ministero della salute.
Tutto il personale che opera presso l’autoscuola deve collaborare con le autorità sanitarie per la definizione degli eventuali “contatti stretti” di una persona presente in azienda che sia stata riscontrata positiva al tampone Covid-19. Ciò al fine di permettere alle autorità di applicare le necessarie e opportune misure di quarantena.

Disposizioni per le lezioni

Per quel che concerne le lezioni teoriche in aula per il conseguimento delle patenti di guida e delle abilitazioni professionali, esse devono essere svolte nel rispetto dei protocolli di sicurezza anticontagio come da disposizioni del Ministero della salute e delle altre autorità competenti al fine di garantire il rispetto della distanza minima interpersonale di almeno un metro, l’uso obbligatorio della mascherina o dispositivo di protezione individuale superiore. Inoltre, è misura di prevenzione obbligatoria quella diretta a disinfettare le mani con liquido igienizzante idroalcolico, prima dell’accesso in aula.
E’ prevista la possibilità per il titolare o un suo delegato di misurare, al momento dell’accesso in aula, la temperatura tramite termoscan.
Tra il docente e i discenti deve essere tassativamente garantita una distanza minima di almeno due metri, salvo l’utilizzo di barriere parafiato, che può ridurre la distanza ad un metro.
Alla fine di ogni lezione deve essere prevista un’adeguata igienizzazione dell’aula, degli arredamenti interni e suppellettili ad uso degli allievi e dei docenti, nonché l’areazione dei locali.

Per quel che concerne le lezioni svolte a bordo del veicolo, al fine di ridurre al minimo il rischio di contatto e contagio tra gli istruttori, l’esaminatore e l’allievo/candidato al conseguimento della patente di guida, o altre abilitazioni professionali, durante le esercitazioni pratiche e gli esami, occorre garantire il rispetto delle misure sanitarie mediante l’utilizzo degli appositi dispositivi di protezione individuali previsti dalla normativa vigente.
Gli occupanti del veicolo devono, immediatamente prima di salire a bordo del veicolo, disinfettare le mani con liquido igienizzante idroalcolico, al fine di ridurre al minimo il rischio di contaminazione delle superfici.
Alla fine di ogni lezione o prova di esame e, comunque, ogni qualvolta sia variato l’utilizzatore del veicolo, sia esso istruttore, esaminatore, allievo o candidato ed in particolare, alla ripresa di ogni giorno di lavoro, si dovrà procedere alla pulizia del veicolo, dell’abitacolo o della cabina di guida e delle parti dell’imbarcazione, oggetto di interazione, degli oggetti e strumenti condivisi, come da disposizioni delle Ministero della salute e delle altre autorità competenti.

Durante lo svolgimento delle esercitazioni pratiche e degli esami, i candidati in attesa del proprio turno dovranno stazionare in un ambiente organizzato evitando l’assembramento di persone nel rispetto delle prescrizioni del Ministero della Salute e previste dalle normative nazionali e locali.
Il titolare dell’autoscuola, o un suo delegato, dovrà inoltre procedere a:
– garantire la pulizia e l’igienizzazione delle maniglie di apertura interne ed esterne delle portiere così come la carrozzeria immediatamente circostante a contatto con il precedente utilizzatore;
– garantire la completa apertura delle portiere della cabina o dell’abitacolo o di tutte le superfici vetrate scorrevoli ed assicurare un abbondante e prolungato ricambio di aria;
– garantire la pulizia e l’igienizzazione di tutte le superfici del veicolo a contatto con il precedente utilizzatore (ad es. cruscotto, plancia, volante, cambio, freno di stazionamento, comandi, indicatori, pulsanti, tastiere ecc…), con particolare cura di tutte le superfici eventualmente poste immediatamente dinanzi ai sedili e di tutti gli oggetti e le attrezzature portatili o rimovibili presenti in cabina o nell’abitacolo (ad es. chiave di avviamento, telecomandi, penne, blocchi, laptop, mezzi di comunicazione portatili, attrezzature di lavoro, accessori vari, ecc…);
– garantire la pulizia e l’igienizzazione di tutte le superfici interne ed esterne oggetto di interazione e contatto tra allievi, istruttori, esaminatori in una logica di alternanza con il precedente utilizzatore.

Durante i tragitti a bordo del veicolo è opportuno viaggiare, ogni qualvolta possibile, con i finestrini dell’abitacolo di veicolo ad uso condiviso completamente aperti. E’ vietato l’uso del ricircolo dell’aria condizionata.

Durante l’impiego del veicolo ad uso condiviso, il conducente alla guida e gli eventuali passeggeri (anche nella qualità di allievo, istruttore ed esaminatore):
– devono indossare una mascherina chirurgica o di categoria superiore o dispositivo di protezione individuale superiore;
– devono disinfettare le mani con liquido igienizzante idroalcolico;
– non devono toccarsi mai naso, bocca e occhi quando ci si trova all’interno dell’autoveicolo o ad uso condiviso e non prima di aver apportato le personali misure di igiene;
– devono lavarsi o igienizzarsi le mani prima di entrare nell’autoveicolo ad uso condiviso e subito dopo usciti;
– devono, dopo le operazioni di rifornimento carburante eseguite autonomamente, disinfettare le mani con liquido igienizzante idroalcolico.

Sindaci e revisori: lo studio dei Commercialisti sulla nuova disciplina degli incarichi

Pubblicato il documento “Sindaci e revisori legali: la nuova disciplina degli incarichi a seguito delle modifiche dell’art. 379 del codice della crisi”. Lo studio del Consiglio e della Fondazione nazionali dei commercialisti si basa sulla disciplina del citato art. 379 e sulle relative modifiche apportate dal decreto Rilancio (CNDCEC – Comunicato 10 agosto 2020).

La nuova formulazione dell’art. 379 consente alle società di provvedere alle prime nomine dell’organo di controllo o del revisore legale (persona fisica o società) entro la data di approvazione del bilancio relativo all’esercizio 2021 (precedentemente 2019).
Si è aperto, dunque, un interessante dibattito in ordine agli incarichi in corso, laddove i sindaci (o il sindaco unico) ovvero l’incaricato della revisione legale (persona fisica o società) siano stati già nominati dalla società, in occasione dell’approvazione del bilancio relativo all’esercizio 2019, sulla base del superamento di uno dei parametri registrato in ordine agli esercizi 2018 e 2019, ovvero agli esercizi 2017 e 2018, qualora la nomina sia stata deliberata entro la data del 16 dicembre 2019, come prescriveva l’originale formulazione dell’art. 379 del Codice della crisi.
Lo studio, dopo aver esaminato la disciplina della cessazione anticipata degli incarichi in corso, si sofferma sulle soluzioni suggerite in ordine alla giusta causa di revoca del revisore legale per “sopravvenuta insussistenza dell’obbligo di revisione legale per l’intervenuta carenza dei requisiti previsti dalla legge”, di cui all’art. 4 del D.M. n. 261/2012.
Lo studio è articolato in quattro capitoli. Nel primo si approfondisce la modifica apportata con l’art.51-bis del decreto rilancio, a cui segue un’analisi delle disposizioni all’art.379 del Codice della crisi. Spazio poi all’esame dell’art.2477 c.c. e ai tipi societari interessati dalla modifica dell’art.379 codice della crisi e alla gestione degli incarichi già assegnati.
Nelle conclusioni, infine, si riflette sull’opportunità delle scelte effettuate dall’ultimo legislatore, auspicando una revisione che privilegi la dimensione dell’impresa e non la forma societaria in concreto adottata, eliminando, in tal modo, possibili disparità di trattamento quando si tratti di s.r.l. di rilevanti dimensioni e di fatturati in nulla differenti da quelle delle s.p.a. e favorendo la nomina del revisore legale o dell’organo monocratico, anche incaricato della revisione legale, nelle realtà più semplici.

Bonus facciate: le risposte del Fisco

11 SETT 2020 Le spese per la tinteggiatura delle chiusure oscuranti (scuri e persiane) che insistono sulla facciata dell’edificio non possono beneficiare del c.d. bonus facciate. Il bonus facciate spetta, invece, per le spese sostenute per gli interventi realizzati sulla facciata interna dell’edificio anche se la stessa sia solo parzialmente visibile dalla strada  (AGENZIA DELLE ENTRATE – Risposta 11 settembre 2020, nn. 346 e 348)

Nel primo interpello l’Istante chiede se le spese per la tinteggiatura delle chiusure oscuranti (scuri e persiane) che insistono sulla facciata dell’edificio possano beneficiare del c.d. bonus facciate.
Al riguardo, il Fisco ritiene che il bonus facciate non spetti per le spese relative ai lavori di riverniciatura degli scuri e persiane atteso che gli stessi costituiscono strutture accessorie e di completamento degli infissi, anch’essi esclusi dal predetto bonus.

Nel secondo interpello invece, l’Istante, in qualità di condomino di un condominio ubicato in zona A – città storica, rappresenta che l’assemblea del condominio ha deliberato l’esecuzione di lavori di restauro e ripristino delle strutture opache, dei balconi e dei fregi della facciata posteriore dell’edificio. In particolare, sarà effettuato il ripristino delle parti di intonaco ammalorate, la riverniciatura della struttura opaca e dei balconi e la sistemazione delle parti impiantistiche comuni insistenti sulla stessa facciata. La facciata posteriore di cui trattasi, costituita da due lati ad angolo retto fra loro, fa parte del perimetro esterno dell’edificio, sovrasta da lontano gli edifici circostanti ed è visibile solo parzialmente dalla strada in quanto non affaccia direttamente sulla stessa. Tanto premesso, chiede se le spese sostenute per gli interventi in questione sono ammesse al cd bonus facciate.
Al riguardo, l’Amministrazione finanziaria ritiene che – in presenza di tutti i requisiti richiesti ai fini dell’agevolazione in commento e fermo restando il rispetto di ogni altro adempimento previsto a tal fine, che non sono oggetto della presente istanza di interpello – il bonus facciate spetti per le spese sostenute per gli interventi realizzati sulla facciata interna dell’edificio anche se la stessa, come nel caso in esame, sia solo parzialmente visibile dalla strada.

 

In G.U. la conversione del DL Semplificazioni:le misure per le imprese e professionisti

Nella G.U. n.228 del 14 settembre 2020, è stata pubblicata la legge 11 settembre 2020, n. 120, di conversione, con modificazioni, del decreto-legge 16 luglio 2020, n. 76, recante misure urgenti per la semplificazione e l’innovazione digitale. Il presente provvedimento entra in vigore dal 15 settembre 2020. Si riportano le misure sull’utilizzo della posta elettronica certificata dalle imprese e professionisti e alcune delle semplificazioni in materia di attività di impresa.

Utilizzo della posta elettronica certificata tra Amministrazione, imprese e professionisti (art. 37)

Sono state apportate modifiche all’art. 16, D.L. n. n. 185/2008, che reca norme volte alla riduzione dei costi amministrativi a carico delle imprese, al fine di favorire il percorso di semplificazione delle comunicazioni telematiche tra imprese, professionisti e pubbliche amministrazioni.
In particolare le modifiche prevedono:
– l’obbligo per le imprese costituite in forma societaria di indicare il proprio domicilio digitale, il quale va comunicato entro il 1° ottobre 2020 al registro delle imprese, se non già comunicato in precedenza (comma 1, lett. a));
– che le imprese costituite in forma societaria che non hanno indicato il proprio domicilio digitale entro il 1° ottobre 2020, o il cui domicilio digitale è stato cancellato dall’ufficio del registro delle imprese siano sottoposte alla sanzione prevista dall’articolo 2630 del codice civile, in misura raddoppiata (si tratta della sanzione amministrativa pecuniaria per l’omessa esecuzione di denunce, comunicazioni e depositi). L’ufficio del registro delle imprese, contestualmente all’erogazione della sanzione, assegna d’ufficio un nuovo e diverso domicilio digitale presso il cassetto digitale dell’imprenditore disponibile per ogni impresa all’indirizzo impresa.italia.it, valido solamente per il ricevimento di comunicazioni e notifiche, accessibile tramite identità digitale, erogato dal gestore del sistema informativo nazionale delle camere di commercio (comma 1, lett. b) modificato dalla legge di conversione n. 120/2020);
– che i professionisti debbano comunicare il proprio domicilio digitale all’albo o elenco istituito con legge al Collegio o Ordine di appartenenza che devono obbligatoriamente curare il corretto aggiornamento e la disponibilità per le amministrazioni pubbliche dell’elenco riservato di tali domicili (comma 1, lett. e) modificato dalla legge di conversione n. 120/2020).
È stato riformulato l’art. 5, co. 2, D.L. n.179/2012 (Posta elettronica certificata – indice nazionale degli indirizzi delle imprese e dei professionisti), al fine di prevedere che anche le imprese (non solo quelle in forma societaria) indichino il proprio domicilio fiscale all’ufficio del registro delle imprese entro il 1° ottobre 2020. Sono previste sanzioni in caso di inadempienza e procedure volte all’attribuzione d’ufficio di un domicilio digitale analoghe a quelle previste per le imprese costituite in forma societaria. Nello specifico, l’ufficio del registro delle imprese, contestualmente all’irrogazione della sanzione, assegna d’ufficio un nuovo e diverso domicilio digitale presso il cassetto digitale dell’imprenditore disponibile per ogni impresa all’indirizzo impresa.italia.it, valido solamente per il ricevimento di comunicazioni e notifiche, accessibile tramite identità digitale, erogato dal gestore del sistema informativo nazionale delle Camere di commercio (comma 2, modificato dalla legge di conversione n. 120/2020).

Nuova Sabatini (art. 39)

Con la modifica all’art. 2, co. 4, DL n. 69/2013, è stata innalzata da 100.000 a 200.000 euro la soglia di importo dei finanziamenti, introdotta dal DL n. 34 del 2019, che consente l’erogazione in un’unica quota (in luogo delle sei erogazioni ordinariamente previste).
È stato integrato il comma 226 dell’articolo 1 della legge n. 160 del 2019, al fine di prevedere che i contributi, già stabiliti nel limite complessivo di 60 milioni di euro in favore degli investimenti innovativi realizzati dalle micro e piccole imprese nel Mezzogiorno, siano erogati alle imprese beneficiarie in un’unica soluzione, con modalità procedurali stabilite con decreto ministeriale. In aggiunta al predetto stanziamento di 60 milioni di euro, l’intervento può essere cofinanziato con risorse rivenienti da fondi strutturali e di investimento europei, anche per sostenere investimenti aventi caratteristiche diverse da quelle di cui all’articolo 1, comma 55, della legge n. 232 del 2016 (c.d. investimenti 4.0).
Con la legge di conversione n. 120/2020, è stato introdotto il comma 2-bis all’art. 39 in questione. Nello specifico, si prevede che, tra i programmi di investimento nelle aree di crisi industriali agevolati ai sensi del DL n. 120 del 1989, sia aggiunta, limitatamente ai programmi di investimento per la tutela ambientale, la fabbricazione di gas industriali, in conformità e alle condizioni di cui agli articoli 36 e 37 del Regolamento n. 651/2014/UE della Commissione, del 17 giugno 2014.

Cancellazione dal registro delle imprese e dall’albo degli enti cooperativi (art. 40)

La norma reca misure semplificative delle procedure di cancellazione dal registro delle imprese e dall’albo degli enti cooperativi. In particolare, si stabilisce che il provvedimento conclusivo delle procedure d’ufficio disciplinate dal D.P.R. n. 247 del 2004, dall’articolo 2490, sesto comma, del codice civile, nonché ogni altra iscrizione o cancellazione d’ufficio conseguente alla mancata registrazione obbligatoria a domanda di parte nel registro imprese, sia disposto con determinazione del conservatore (senza intervento del giudice del registro). Viene qualificata come causa di scioglimento senza liquidazione per le società di capitali l’omesso deposito dei bilanci di esercizio per cinque anni consecutivi o il mancato compimento di atti di gestione, ove l’inattività e l’omissione si verifichino in concorrenza di specifiche circostanze indicate dalla norma.
Sono altresì apportate modifiche alle procedure di cancellazione dalla sezione speciale delle start up innovative e delle piccole e medie imprese innovative.
Inoltre, ai fini dello scioglimento e cancellazione dall’albo delle cooperative che non hanno presentato il bilancio d’esercizio da oltre 5 anni, l’ente di cui all’articolo 7 della legge n. 580 del 1993 (ovvero l’Unione italiana delle CCIAA), trasmette all’autorità di vigilanza, alla chiusura di ogni semestre solare, l’elenco degli enti cooperativi, anche in liquidazione ordinaria, che non hanno depositato i bilanci di esercizio da oltre cinque anni.
L’autorità di vigilanza verifica l’assenza di valori patrimoniali immobiliari mediante apposita indagine massiva nei pubblici registri.
L’autorità di vigilanza trasmette il decreto di cancellazione all’indirizzo di posta elettronica certificata della conservatoria competente per territorio che provvede, senza indugio, alla cancellazione dei gravami, delle trascrizioni e delle domande in quello indicate.
Con la legge di conversione n. 120/2020, sono stati aggiunti i commi 12-bis e 12-ter. Nello specifico, viene fissato al 30 novembre 2020 (in luogo di sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del DL 14 agosto 2020, n. 104) entro il quale si concludono i procedimenti di accorpamento delle Camere di commercio disciplinati dal decreto legislativo 25 novembre 2016, n. 219, pendenti alla data di entrata in vigore del predetto decreto, con l’insediamento degli organi della nuova camera di commercio. Sono state, inoltre, apportate modifiche agli artt. 2492 e 2495 del codice civile. In particolare è disposto quanto segue:
– in materia di bilancio finale di liquidazione, entro i cinque giorni successivi alla presentazione del reclamo, il cancelliere comunica la notizia in via telematica, ai fini dell’annotazione, al competente ufficio del registro delle imprese. Un estratto della sentenza definitiva che decide sul reclamo è trasmesso, entro cinque giorni, dal cancelliere al competente ufficio del registro delle imprese per la relativa annotazione;
– in materia di cancellazione della società, decorsi cinque giorni dalla scadenza dei novanta giorni successivi all’iscrizionedell’avvenuto deposito, il conservatore del registro delle imprese iscrive la cancellazione della società qualora non riceva notizia della presentazione di reclami da parte del cancelliere.

Misure a favore degli aumenti di capitale (art. 44)

La norma, sostituita dalla legge di conversione n. 120/2020, modifica la disciplina in materia di aumenti di capitale. In particolare, dispone che in deroga agli articoli 2368, secondo comma, e 2369, terzo e settimo comma, del codice civile, fino alla data del 30 giugno 2021, a condizione che sia rappresentata almeno la metà del capitale sociale, sono approvate con il voto favorevole della maggioranza del capitale rappresentato in assemblea, anche qualora lo statuto preveda maggioranze più elevate, le deliberazioni aventi ad oggetto:
– gli aumenti del capitale sociale mediante nuovi conferimenti;
– l’introduzione nello statuto della delega agli amministratori ad aumentare il capitale sociale, ai sensi dell’articolo 2443 del codice civile, per aumenti di capitale da deliberarsi fino al 30 giugno 2021.
Le suddette disposizioni si applicano anche alle società a responsabilità limitata, ai sensi degli articoli 2480, 2481 e 2481-bis del codice civile.
È consentito, inoltre, che sino alla data del 30 giugno 2021 alle società con azioni quotate in mercati regolamentati o in sistemi multilaterali di negoziazione di deliberare aumenti del capitale sociale con nuovi conferimenti, con esclusione del diritto di opzione, ai sensi dell’articolo 2441, quarto comma, secondo periodo, del codice civile, anche in mancanza di espressa previsione statutaria, nei limiti del 20% del capitale sociale preesistente.
Inoltre, sono state apportate modifiche all’articolo 2441 del codice civile. Nello specifico:
– per l’esercizio del diritto di opzione deve essere concesso un termine non inferiore a quattordici giorni dalla pubblicazione dell’offerta nel sito internet della società con le modalità sopra descritte, o, in mancanza, dall’iscrizione dell’offerta nel registro delle imprese;
– se le azioni sono quotate in mercati regolamentati o negoziate in sistemi multilaterali di negoziazione, i diritti di opzione non esercitati devono essere offerti nel mercato regolamentato o nel sistema multilaterale di negoziazione dagli amministratori, per conto della società, entro il mese successivo alla scadenza del termine stabilito a norma del secondo comma, per almeno due sedute (e non più cinque sedute), salvo che i diritti di opzione siano già stati integralmente venduti;
– le ragioni dell’esclusione o della limitazione nonché i criteri adottati per la determinazione del prezzo di emissione devono risultare da apposita relazione degli amministratori, depositata presso la sede sociale e pubblicata nel sito internet della società entro il termine della convocazione dell’assemblea, salvo quanto previsto dalle leggi speciali.

Criteri per la qualificazione delle PMI quotate (art. 44-bis)

La norma, introdotta dalla legge di conversione n. 120/2020, modifica i criteri per determinare l’elenco delle PMI quotate, di cui all’art. 1, co. 1, lett. w-quater.1), del D.Lgs. n. 58/1998. In particolare, viene eliminato per le PMI il requisito che prevede che il fatturato, anche anteriormente all’ammissione alla negoziazione delle proprie azioni, sia inferiore a 300 milioni di euro.

Soggetto iscritto all’AIRE: rettifica dichiarazione per agevolazioni “prima casa”

Con Risposta ad interpello n. 333 del 10 settembre 2020, l’Agenzia delle Entrate chiarisce che ai fini delle agevolazioni “prima casa” è possibile rettificare la dichiarazione in atto, per indicare che al momento della stipula del contratto di compravendita era cittadino italiano emigrato all’estero iscritto all’AIRE, entro 18 mesi dall’atto di acquisto, con un atto integrativo nella stessa forma utilizzata per l’acquisto.

Le agevolazioni per l’acquisto della “prima casa” consentono l’applicazione dell’imposta di registro nella misura del 2% e delle imposte ipotecaria e catastale nella misura fissa di 50 euro ciascuna.
I benefici spettano all’acquirente qualora ricorrano specifiche condizioni stabilite dalla normativa in materia.
La disposizione stabilisce, in particolare, che ai fini delle agevolazioni “l’immobile sia ubicato nel territorio del comune in cui l’acquirente ha o stabilisca entro diciotto mesi dall’acquisto la propria residenza, …, ovvero, nel caso in cui l’acquirente sia cittadino italiano emigrato all’estero, che l’immobile sia acquistato come prima casa sul territorio italiano. La dichiarazione di voler stabilire la residenza nel comune ove è ubicato l’immobile acquistato deve essere resa, a pena di decadenza, dall’acquirente nell’atto di acquisto”.
Tra le condizioni, dunque, è previsto che nel caso in cui l’acquirente sia cittadino italiano emigrato all’estero, l’immobile acquistato costituisca la “prima casa” nel territorio italiano. In proposito è stato chiarito che l’acquisto agevolato è riconosciuto a prescindere dall’ubicazione dell’immobile sul territorio italiano, purché sussistano gli altri requisiti ed in particolare che l’immobile acquistato sia la prima casa sul territorio nazionale.
Per tale ipotesi, quindi, il legislatore ha ampliato l’ambito territoriale nel quale è possibile acquistare in regime agevolato senza, peraltro, prevedere l’obbligo di stabilire entro diciotto mesi la propria residenza nel comune in cui è situato l’immobile acquistato. Tale previsione a favore del cittadino emigrato all’estero, trova giustificazione nel “particolare valore sociale riconosciuto al lavoro prestato all’estero ed all’emigrazione”.
La condizione di emigrato all’estero non deve necessariamente essere documentata con un certificato di iscrizione all’AIRE, ma può essere autocertificata dall’interessato con una dichiarazione resa nell’atto di acquisto, fermo restano in ogni caso fermi gli altri requisiti (assenza di altri diritti reali su immobili ubicati nello stesso Comune, novità nel godimento dell’agevolazione).
Con riferimento alla suddetta condizione, l’Agenzia delle Entrate chiarisce che qualora l’acquirente non abbia dichiarato in atto di essere iscritto all’AIRE, pur avendo i requisiti, possa mantenere le agevolazioni fruite, a condizione che dichiari, con un atto integrativo, nella medesima forma giuridica del precedente, entro il termine di 18 mesi dall’atto di acquisto, che al momento della stipula del contratto di compravendita era cittadino italiano emigrato all’estero, iscritto all’AIRE.
Con ciò rettificando la dichiarazione resa nell’atto di acquisto in relazione alla residenza.
Tale atto integrativo deve essere prodotto per la registrazione presso l’Ufficio in cui è stato registrato l’atto di acquisto originario.

Si ricorda che i termini per effettuare gli adempimenti previsti ai fini del mantenimento del beneficio “prima casa” che scadono nel periodo compreso tra il 23 febbraio 2020 e il 31 dicembre 2020 sono stati sospesi dal cd. “decreto liquidità”, e inizieranno o riprenderanno a decorrere dal 1° gennaio 2021.