DdL di conversione del DL Rilancio: le misure di sostegno alle imprese

Di seguito una sintesi delle misure di sostegno finanziario alle imprese del DdL di conversione del DL Rilancio.

Misure di sostegno finanziario alle imprese:
– si incrementa il Fondo per le garanzie rilasciate da SACE a favore delle imprese di assicurazione del ramo credito (art. 31, co. 1);
– si rifinanzia il Fondo di garanzia per le PMI, istituito presso il Mediocredito Centrale S.p.A., per le finalità previste dall’articolo 13 del DL n. 23/2020 (art. 31, co. 2);
– si assegnano all’ISMEA 250 milioni di euro per il 2020 in relazione all’operatività delle garanzie che essa può prestare a fronte di finanziamenti concessi da banche, intermediari finanziari nonché dagli altri soggetti autorizzati all’esercizio del credito agrario e destinati alle imprese operanti nel settore agricolo, agroalimentare e della pesca (art. 31, co. 3);
– si prevede la garanzia di SACE a favore delle imprese di assicurazione del ramo credito in misura pari al 90% degli indennizzi generati dalle esposizioni relative a crediti commerciali a breve termine maturati dalla data di entrata in vigore del decreto legge e fino al 31 dicembre 2020, entro il limite massimo di 2.000 milioni di euro (art. 35);
– si prevedono molteplici interventi per il rafforzamento delle startup innovative (art. 38);
– si autorizza la spesa entro il limite massimo di 5 milioni di euro per l’anno 2020 destinati all’erogazione di contributi a fondo perduto, riconosciuti nella misura massima del 50 per cento delle spese ammissibili e nei limiti della predetta autorizzazione di spesa, al fine di sostenere l’industria del tessile, della moda e degli accessori a livello nazionale, con particolare riguardo alle startup che investono nel design e nella creazione, nonché di promuovere giovani talenti nel settore del tessile, nella moda e degli accessori che valorizzano prodotti del Made in Italy di alto contenuto artistico e creativo (art. 38-bis);
– si introducono misure di rafforzamento dell’azione di recupero di aziende in crisi e potenziamento delle strutture di supporto per le crisi di impresa e per la politica industriale (art. 39);
– viene istituito nello stato di previsione del MISE il Fondo per il trasferimento tecnologico, finalizzato alla promozione di iniziative e investimenti utili alla valorizzazione e all’utilizzo dei risultati della ricerca presso le imprese operanti sul territorio nazionale, con particolare riferimento alle start-up innovative e alle PMI innovative (art. 42);
– si istituisce nello stato di previsione del MISE il Fondo per la salvaguardia dei livelli occupazionali e la prosecuzione dell’attività d’impresa (art. 43);
– si dispone la sospensione dei versamenti di quote di restituzione e di diritti di regia relativi ai finanziamenti a favore delle imprese dell’aerospazio, sia in ambito civile che della difesa nazionale (art. 52);
– vengono prorogati di sei mesi i termini di esecuzione dei programmi aventi scadenza successiva al 23 febbraio 2020 e già autorizzati dal MISE, di talune società ammesse alla procedura di amministrazione straordinaria (art. 51);
– si prevede l’erogazione di contributi a fondo perduto in favore delle imprese dei settori ricreativi e dell’intrattenimento, nonché dell’organizzazione di feste e cerimonie (art. 25-bis);
– si dispone il rifinanziamento della legge per la tutela della ceramica artistica e tradizionale e della ceramica italiana di qualità (art. 52-ter, introdotto nel corso dell’esame in sede referente);
– viene rimodulata la misura denominata “Resto al Sud” al fine di sostenere il rilancio produttivo del Mezzogiorno e di promuovere la costituzione di nuove startup nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia (art. 245-bis).

Misure in tema di esportazioni e internazionalizzazione:
– rifinanziamento del Fondo per la promozione integrata verso i mercati esteri, istituito presso il MAECI (art. 48, co. 1);
– rifinanziamento del Fondo Legge n. 394/ 1981 (art. 48, co. 2);
– si autorizza la spesa di 5 milioni di euro per il 2020 per lo sviluppo, da parte delle Camere di commercio italiane all’estero (CCIE), in stretto collegamento con le comunità di affari residenti all’estero e nei limiti delle risorse disponibili, dei servizi di informazione, dell’export management e della promozione di contatti commerciali per le PMI, anche attraverso piattaforme digitali (art. 48, co. 3-bis);
– autorizzazione di spesa di 10 milioni per l’anno 2020, di 15 milioni per ciascun anno del biennio 2021 e 2022, per gli interventi necessari a completare la realizzazione del Tecnopolo di Bologna, per il potenziamento della partecipazione italiana a istituzioni e progetti di ricerca europei ed internazionali, e per il connesso potenziamento del sistema di alta formazione e ricerca meteoclimatica di Bologna (art. 48, co. 5);
– si consente alle imprese colpite dall’emergenza epidemiologica da COVID-19 di richiedere, a determinate condizioni, di poter beneficiare, in relazione ai finanziamenti agevolati loro concessi a valere sulle risorse del Fondo rotativo per il sostegno alle imprese e gli investimenti in ricerca e in relazione ai finanziamenti bancari associati, della rinegoziazione del piano di ammortamento sia del finanziamento agevolato del Fondo rotativo, sia di quello bancario associato, sino alla durata massima complessiva di venticinque anni (art. 52-bis).

Disciplina degli aiuti di Stato:
– si prevede che ai regimi di aiuto concessi, a livello nazionale o territoriale, ai sensi del Quadro temporaneo europeo sugli aiuti di Stato nell’emergenza da COVID-19, accedono anche le imprese sulle quali grava l’obbligo di rimborsare aiuti illegali e incompatibili già ricevuti. Tali imprese accedono ai regimi di aiuti del Temporary Framework al netto dell’importo dovuto e non rimborsato, comprensivo degli interessi maturati fino alla data dell’erogazione (art. 53);
– si traspone sostanzialmente nell’ordinamento interno il contenuto di varie sezioni della Comunicazione della Commissione europea C (2020) 1863 final – “Quadro temporaneo per le misure di aiuto di Stato a sostegno dell’economia nell’attuale emergenza del COVID-19”, e successive modifiche e integrazioni. In tal modo, in considerazione della situazione emergenziale in atto, si definisce una cornice normativa entro la quale – previa notifica in via generale e conseguente autorizzazione della Commissione UE – le Regioni, le Province autonome, gli altri enti territoriali e le Camere di commercio hanno la facoltà di procedere alla concessione di aiuti, a valere sulle proprie risorse, sotto forma di:
   * sovvenzioni dirette, anticipi rimborsabili o agevolazioni fiscali (art. 54);
   * garanzie sui prestiti alle imprese (art. 55);
   * prestiti alle imprese con tassi d’interesse agevolati (art. 56);
   * finanziamento di progetti di ricerca e sviluppo in materia di COVID-19 e antivirali pertinenti (art. 57);
   * investimenti per le infrastrutture di prova e upscaling necessarie per sviluppare, provare e ampliare di scala, fino alla prima applicazione industriale prima della produzione in serie, prodotti connessi al COVID-19 (art. 58);
   * investimenti per la produzione di prodotti connessi al COVID-19 (art. 59);
   * sovvenzioni per il pagamento dei salari dei dipendenti per evitare i licenziamenti durante la pandemia di COVID-19 (art. 60);
– si stabiliscono disposizioni comuni alle norme in materia di aiuti di Stato di cui agli articoli da 54 a 60 (art. 61);
– si dispone che le amministrazioni territoriali interessate all’attuazione degli articoli da 54 a 60, vi provvedono a valere sulle risorse dei rispettivi bilanci e, i relativi regimi di aiuti alle imprese, sono da esse concessi nel rispetto di quanto previsto dall’articolo 3, comma 17, della Legge finanziaria 2004 (L. n. 350/2003);
– si dispone che gli aiuti concessi in conformità alla Comunicazione della Commissione europea C (2020) 1863 final – “Quadro temporaneo per le misure di aiuto di Stato a sostegno dell’economia nell’attuale emergenza del COVID-19” (cd. Temporary framework) soggiacciono all’osservanza degli obblighi di registrazione nel Registro nazionale aiuti di Stato (RNA), e, per il settore agricolo e ittico, nel Sistema Informativo Agricolo Nazionale (SIAN) e nel Sistema Italiano della Pesca e dell’Acquacoltura (SIPA). Inoltre, ciascuna misura di agevolazione concessa dagli enti territoriali ai sensi degli articoli da 54 a 60 del decreto legge, deve essere identificata, attraverso un codice unico identificativo «Codice Aiuto RNA – CAR» La registrazione è operata dai soggetti competenti all’erogazione dell’aiuto, sotto la loro responsabilità (art. 63);
– si dispone, infine, un adeguamento del RNA, del SIAN e del SIPA agli specifici obblighi di trasparenza e rendicontazione introdotti dal Temporary Framework della Commissione UE, a cura dei Ministeri competenti (rispettivamente MISE E MIPAAF), mediante sezione aggiuntiva, d’intesa con la Conferenza Unificata Stato-Regioni-città e autonomie locali (art. 64).

Settore del turismo:
– si istituisce nello stato di previsione del MIBACT un fondo per il 2020, al fine di sostenere il settore turistico mediante operazioni di mercato; il fondo è finalizzato alla sottoscrizione di quote o azioni di organismi di investimento collettivo del risparmio e fondi di investimento, gestiti da società di gestione del risparmio, in funzione di acquisto, ristrutturazione e valorizzazione di immobili destinati ad attività turistico-ricettive; si consente l’incremento del Fondo mediante corrispondente riduzione delle risorse del Fondo sviluppo e coesione (art. 178);
– si istituisce nello stato di previsione del MIBACT il Fondo per la promozione del turismo in Italia allo scopo di favorire la ripresa dei flussi turistici in ambito nazionale (art. 179);
– si istituisce un fondo per sostenere le agenzie di viaggio e i tour operator in considerazione dell’impatto economico negativo conseguente all’adozione delle misure di contenimento del COVID-19 (art. 182);
– concessione di un credito, per il periodo d’imposta 2020 e utilizzabile dal 1° luglio al 31 dicembre 2020, per i pagamenti di servizi turistici usufruiti sul territorio nazionale, in favore di nuclei familiari con ISEE non superiore a 40.000 euro (Tax credit vacanze) (art. 176);
– abolizione della prima rata IMU per i possessori di immobili adibiti a stabilimenti balneari marittimi, lacuali e fluviali o stabilimenti termali, così come per gli immobili di agriturismi, villaggi turistici, ostelli della gioventù e campeggi, a condizione che i relativi proprietari siano anche gestori delle attività (art.177);
– si prevede la definizione dei codici ATECO per le attività del commercio, della ristorazione e delle strutture ricettive nelle aree ad alta densità turistica (art. 182, comma 2-bis);
– si novella l’art. 88-bis del D.L. n. 18 del 2020 (“Cura Italia”) in materia di rimborso di titoli di viaggio, di soggiorno e di pacchetti turistici, anche in relazione alla sospensione di viaggi e iniziative di istruzione. Le modifiche prevedono: l’estensione a diciotto mesi del periodo di validità dei voucher emessi a titolo di rimborso; l’estensione dell’obbligo di restituzione della somma versata, senza emissione del voucher, ai rimborsi relativi ai programmi internazionali di mobilità studentesca degli studenti del quarto anno della scuola secondaria di secondo grado; l’ampliamento delle possibilità di utilizzo del voucher; i criteri per il rimborso dei voucher non utilizzati. Infine, viene istituito un fondo per assicurare l’indennizzo dei consumatori titolari di voucher non utilizzati alla scadenza di validità, e non rimborsati a causa della insolvenza o del fallimento dell’operatore turistico o del vettore (art. 182, comma 3-bis).

Ulteriori misure di natura finanziaria:
– il riconoscimento di un contributo a fondo perduto ai soggetti esercenti attività d’impresa, di lavoro autonomo e di reddito agrario, titolari di partita IVA, con contenuto ammontare di ricavi e fatturato (art. 25);
– l’estensione delle misure agevolative disposte in favore delle microimprese e delle piccole e medie imprese dall’articolo 56 del D.L. n. 18/2020 (L. n. 27/2020) anche ai finanziamenti agevolati garantiti dallo Stato e concessi alle imprese a seguito degli eventi sismici del 2012 e del 2016 per il pagamento di tributi, contributi e premi già sospesi o ancora da versare alla data di entrata in vigore della rispettiva disciplina agevolativa (art. 26-ter);
– le misure di rafforzamento patrimoniale delle imprese di medie dimensioni, sotto forma di: credito di imposta a fronte di investimenti in società italiane che hanno subito una riduzione dei ricavi; credito d’imposta sulle perdite registrate nel 2020; un fondo per il sostegno e rilancio del sistema economicoproduttivo italiano, denominato Fondo Patrimonio PMI finalizzato a sottoscrivere obbligazioni o titoli di debito di nuova emissione delle società di media dimensione, alle condizioni di legge (art. 26). Possono accedere al credito d’imposta su perdite registrate nel 2020 e al Fondo Patrimonio PMI anche le società in concordato preventivo con continuità aziendale ed è stata modificata la disciplina applicabile alla remunerazione dell’attività di gestione del fondo;
– le disposizioni che consentono a Cassa Depositi e Prestiti di costituire un patrimonio destinato, denominato Patrimonio Rilancio, a cui sono apportati beni e rapporti giuridici dal Ministero dell’economia e delle finanze, con risorse impiegate per il sostegno e il rilancio del sistema economico produttivo italiano (art. 27);
– l’istituzione di un Fondo volto a compensare parzialmente i costi sostenuti dagli esercenti per le zcommissioni fino al 31 dicembre 2020 sui pagamenti con carte di credito o di debito (art. 30-bis);
– l’eliminazione, introdotta in sede referente, del limite massimo alla concessione di altre forme di  finanziamento da parte dei confidi iscritti all’albo di cui all’articolo 106 del TUB (art. 31-bis);
– la possibilità di modificare il regolamento dei titoli e dei contratti delle operazioni di cartolarizzazione di crediti in sofferenza assistiti da garanzia statale (GACS) per adeguarne la disciplina alle conseguenze dell’emergenza epidemiologica legata al COVID-19 (art. 32);
– la possibilità, fino 31 luglio 2020 (e cioè fino al termine dello stato di emergenza), di concludere con modalità semplificate e telematiche i contratti relativi alla prestazione di servizi finanziari e assicurativi; viene ripristinato fino al 31 dicembre 2020 l’obbligo di notificare preventivamente alla CONSOB i documenti contenenti le informazioni chiave (KID) per i prodotti d’investimento al dettaglio e assicurativi preassemblati (PRIIPs), che ricomprendono anche i prodotti di investimento assicurativo(IBIP) (articolo 33) e di stipulare per via telefonica i contratti di collocamento dei Buoni fruttiferi postali dematerializzati (art. 34);
– la proroga di tre mesi, introdotta in sede referente, della validità di contratti di assicurazione obbligatoria dei titolari di licenza per la produzione, il deposito o la vendita di fuochi artificiali, nonché di quelli di assicurazione obbligatoria a copertura della responsabilità civile verso i terzi per l’attività pirotecnica, in scadenza dal 1° marzo 2020 al 30 settembre 2020 (art. 33-bis);
– un credito di imposta, introdotto in Commissione, pari al 50 per cento dei costi di costituzione o trasformazione in società benefit, sostenuti fino al 31 dicembre 2020 (art. 38-ter);
– le norme che consentono di contabilizzare nello stato patrimoniale di INVITALIA SpA esclusivamente gli eventuali decrementi conseguenti ad operazioni di razionalizzazione e dismissione immobiliare poste in essere anche attraverso società di nuova costituzione o a controllo pubblico (art. 47);
– il posticipo ai bilanci relativi al 2021 dell’obbligo per le società a responsabilità limitata e per l società cooperative di effettuare la prima nomina del revisore o degli organi di controllo (art. 51-bis);
– le modifiche alla disciplina dei piani di risparmio a lungo termine volte a consentire una maggiore concentrazione dell’esposizione (e del relativo rischio) verso un medesimo emittente o gruppo, ampliando i limiti alle somme che possono essere destinate ai piani di risparmio a lungo termine e chiarendo ciascuna persona fisica può essere titolare di un solo piano di risparmio a lungo termine costituito fino al 31 dicembre 2019, e di un solo piano di risparmio costituito a partire dal 1° gennaio 2020 (art. 136);
– le norme che autorizzano il Ministero dell’economia e delle finanze (MEF) a concedere la garanzia dello Stato su passività delle banche aventi sede legale in Italia, nonché per integrare il valore di realizzo del collaterale stanziato da banche italiane a garanzia di finanziamenti erogati dalla Banca d’Italia per fronteggiare gravi crisi di liquidità (erogazione di liquidità di emergenza – ELA), fino a un valore nominale di 15 miliardi di euro, nel rispetto della disciplina europea in materia di aiuti di Stato (artt. 165-167);
– alcune modifiche alla disciplina del Fondo Indennizzo Risparmiatori – FIR, con riguardo alle norme che consentono alla Commissione tecnica per la valutazione delle domande presentante al Fondo di avvalersi delle informazioni risultanti dalle banche dati detenute dall’Agenzia delle entrate. Sono esclusi dalle prestazioni del FIR, oltre ai parenti e affini, anche i coniugi dei soggetti che hanno ricoperto a partire dal 1° gennaio 2007 specifici incarichi di direzione e controllo nelle banche i cui strumenti sono oggetto della procedura (art. 175-bis);
– il regime di sostegno pubblico per l’ordinato svolgimento delle procedure di liquidazione coatta amministrativa di banche di piccole dimensioni, diverse dalle banche di credito cooperativo, ovvero di quelle con attività totali di valore pari o inferiore a 5 miliardi di euro (artt 168-175).

Precisazioni sui finanziamenti garantiti dal Fondo di garanzia PMI

Con riferimento ai finanziamenti garantiti al 100 per cento, l’ABI, con la circolare del 9 luglio 2020, n. 1284 segnala che a partire dal 7 luglio scorso è possibile inviare al Gestore del Fondo di garanzia per le PMI in via massiva le richieste di adeguamento delle garanzie al maggior importo del prestito (fino a 30.000 euro) e alla maggior durata (fino a 10 anni) che sono stati apportati dalla legge 40/2020 che ha aumentato l’importo massimo finanziabile (da 25.000 a 30.000 euro) e la durata massima (da 6 a 10 anni).

L’operazione di adeguamento del finanziamento e della relativa garanzia deve avvenire attraverso il Portale del Fondo di Garanzia e seguendo le relative istruzioni.
La modifica della garanzia, ampliata nell’importo e allungata nel tempo, è concessa automaticamente, gratuitamente e senza valutazione del Fondo; la banca può procedere all’adeguamento del finanziamento, subordinatamente alla verifica formale dei requisiti richiesti, senza attendere l’esito definitivo dell’istruttoria da parte del Fondo.

Riscatto del periodo di laurea, nessun termine decadenziale per la domanda giudiziale

Il riscatto dei contributi previdenziali relativi al periodo di laurea attiene non al rapporto giuridico previdenziale propriamente detto, che sorge solo con il verificarsi dell’evento che dà titolo al corrispondente trattamento pensionistico, ma ad un diverso rapporto, ad esso preliminare, che concerne la formazione della posizione assicurativa che ne costituisce il presupposto e che ha ad oggetto il pagamento della corrispondente riserva matematica. Tanto premesso, all’azione giudiziale inerente tale istituto non può applicarsi il termine di decadenza triennale previsto per le controversie riguardanti trattamenti pensionistici (Corte di Cassazione, sentenza 02 luglio 2020, n. 13630)

La vicenda giudiziaria riguarda la decadenza dalla domanda di riscatto dei contributi previdenziali relativi al periodo di laurea, pronunciata in primo grado e poi confermata da una Corte di appello territoriale. Quest’ultima, in particolare, aveva ritenuto che, avendo il lavoratore ricorrente presentato la domanda amministrativa nell’ottobre 1985 e successivamente intentato l’azione giudiziaria nel 2010, il medesimo fosse incorso nella decadenza ex art. 47 del D.P.R. n. 639/1970, Secondo tale disposizione, infatti, in materia di controversie riguardanti trattamenti pensionistici, l’azione giudiziaria può essere proposta, a pena di decadenza, entro il termine di tre anni dalla data di comunicazione della decisione del ricorso pronunziata dai competenti organi dell’Inps o dalla data di scadenza del termine stabilito per la pronunzia della predetta decisione, ovvero dalla data di scadenza dei termini prescritti per l’esaurimento del procedimento amministrativo, computati a decorrere dalla data di presentazione della richiesta di prestazione.
Ricorre così in Cassazione il lavoratore, lamentando che il termine triennale può trovare applicazione solo rispetto alle domande presentate dopo l’entrata in vigore del D.L. n. 384/1992 ed altresì che la domanda di riscatto non comporta per l’Ente previdenziale alcun esborso di ratei pregressi, ma piuttosto l’acquisizione di somme a titolo di contributi a valere su una futura prestazione pensionistica.
Per la Suprema Corte il motivo è fondato. In passato, anche recente, si è ritenuto che la domanda di riscatto del corso di laurea rientrasse tra le prestazioni previdenziali previste a favore di determinati lavoratori subordinati, sicché ad essa sarebbe stato applicabile il termine di decadenza triennale ex art. 47, D.P.R. n. 639/1970, fermo restando che la maturazione del termine non escludeva che il riscatto potesse essere chiesto successivamente, ancorché con riferimento ai parametri retributivi in atto alla data della nuova domanda (Corte di Cassazione, sentenza n. 20924/2018). Tuttavia, non pare possibile dare continuità a simile opzione interpretativa.
Dal punto di vista letterale, infatti, la norma in questione assoggetta a termine di decadenza l’azione giudiziaria per le controversie in materia di trattamenti pensionistici e per quelle in materia di prestazioni della gestione di cui all’art. 24 della L. n. 88/1989 (disoccupazione, il Fondo di garanzia TFR, tubercolosi, cassa integrazione guadagni, CISOA, assegni familiari, etc.), ma la controversia concernente la sussistenza del diritto al riscatto del periodo di laurea non può considerarsi appartenente al novero delle controversie in materia di “trattamenti pensionistici”. Il riscatto è istituto finalizzato a consentire la copertura assicurativa di un periodo in cui l’interessato, essendosi dedicato allo studio, non ha potuto ottenere il versamento dei contributi assicurativi che avrebbe invece conseguito se avesse lavorato. Dunque, esso attiene non al rapporto giuridico previdenziale propriamente detto, che sorge soltanto col verificarsi dell’evento protetto che dà titolo ai corrispondenti “trattamenti pensionistici”, ma ad un diverso rapporto, ad esso preliminare, che concerne la formazione della posizione assicurativa che ne costituisce il presupposto e che ha ad oggetto il pagamento della corrispondente riserva matematica (art. 13, L. n. 1338/1962) e l’adempimento da parte dell’ente previdenziale di quegli obblighi di carattere tecnico-amministrativo utili a soddisfare il corrispondente interesse dell’assicurato.
Del resto, le stesse pronunce che hanno affermato l’assoggettabilità delle controversie in materia di riscatto alla decadenza ex art. 47, D.P.R. n. 639/1970, hanno comunque ritenuto di escludere per il diritto al riscatto ciò che invece della decadenza è conseguenza normale e indefettibile, ossia l’estinzione definitiva del diritto che ne è oggetto e l’impossibilità di conseguirlo mediante una nuova domanda. Il che è, ovviamente, conclusione contraddittoria rispetto alla premessa dell’applicabilità del regime decadenziale.

Veneto: firmato un accordo per le scuole materne FISM

Firmato un accordo di secondo livello per il personale addetto ai servizi all’infanzia ed alle scuole dell’infanzia non statali della Regione Veneto

Il CCNL FISM prevede il secondo livello di contrattazione mediante il quale le parti firmatarie del contratto possono stipulare intese e accordi, appurata la frequente necessità per le scuole infanzia FISM di istituire servizi socioeducativi per i bambini durante il periodo estivo, impiegando anche personale docente ed educativo;

L’accordo avrà effetto a partire dalla data di sottoscrizione e per gli anni scolastici 2016/2017 e 2017/2018. Verrà tacitamente ed automaticamente prorogato di anno in anno, salvo quanto previsto da eventuale rinnovo del CCNL FISM o da disdetta da darsi da una delle parti entro 90 giorni dalla scadenza, permanendo peraltro un impegno di verifica congiunta al termine del primo biennio.
Pertanto le parti convengono quanto segue:
– Servizio estivo: nel mese di luglio il Datore di lavoro può richiedere al personale docente di VI livello, lo svolgimento di attività socio-educative con i bambini, ed il personale docente, su base volontaria, possa prestare la propria attività in tale periodo.
L’orario settimanale di apertura della scuola verrà stabilito dall’Ente gestore in base all’attività programmata. L’orario di lavoro del personale docente della scuola dell’infanzia è di 32 ore settimanali.
– Premio servizio estivo e altri periodi Una volta programmate le ferie e i permessi, a fronte di tale attività» esercitata nel mese di luglio oltre le 44 settimane di attività didattica, al personale del VI livello ancora in attività verrà corrisposto per gli anni 2017 e 2018, un premio di risultato forfettario giornaliero a fronte di tale incremento di produttività di un importo pari ad €. 20,00, al lordo di imposte e contributi, rapportata all’orario di lavoro svolto.
Lo stesso trattamento economico spetta alle educatrici disponibili a prestare l’opera diversa dalla prima infanzia qualora il servizio di nido sia programmato su 10 mesi. Detto istituto può essere esteso anche in altri periodi dell’anno in cui il calendario scolastico della scuola dell’infanzia preveda la sospensione dell’attività didattica
– Fiscalità. I premi potranno essere assoggettati al trattamento fiscale agevolato qualora vengano stipulati appositi accordi integrativi di scuola firmati dalle R.S.A. o dalle organizzazioni sindacali che individuino e adottino uno o più indicatori, anche in via alternativa, per la misurazione degli incrementi di produttività, redditività, qualità, efficienza ed innovazione. Essenziale, che la condizione di incrementalità degli obiettivi, cha dà diritto al trattamento fiscale agevolato, venga rispettata, ossia che l’incremento possa essere verificato, nell’arco di un periodo congruo (intendendosi per esso un periodo significativo anche ai fini della quantificazione del premio aziendale), attraverso indicatori numerici appositamente individuati e fondati su idonei riscontri documentali aziendali.

In arrivo le linee guida per il mod. 730/2020

Nella circolare n.19/E dell’8 luglio 2020 dell’Agenzia delle entrate la “Guida alla dichiarazione dei redditi delle persone fisiche relativa all’anno d’imposta 2019: spese che danno diritto a deduzioni dal reddito, a detrazioni d’imposta, crediti d’imposta e altri elementi rilevanti per la compilazione della dichiarazione e per l’apposizione del visto di conformità”.

Il documento in oggetto è il frutto del lavoro svolto da un tavolo tecnico istituito tra l’Agenzia delle entrate e la Consulta Nazionale dei CAF per elaborare un compendio comune utile:
1. per gli operatori dei CAF e per i professionisti abilitati all’apposizione del visto di conformità sulle dichiarazioni presentate con le modalità di cui all’art. 13 del DM n. 164 del 1999, come previsto dall’art. 2, comma 1, del medesimo decreto nonché
2. per gli stessi uffici dell’Amministrazione finanziaria nello svolgimento dell’attività di assistenza e di controllo documentale ex art. 36-ter del DPR n. 600 del 1973.
L’obiettivo della Guida è quello di offrire, in omaggio ai principi della trasparenza e soprattutto della collaborazione sanciti dallo Statuto dei diritti del contribuente, nell’ottica del potenziamento della tax compliance, a tutti gli operatori uno strumento unitario che garantisca una applicazione uniforme delle norme sul territorio nazionale; la Circolare costituisce, al contempo, per tutti gli uffici dell’Amministrazione finanziaria una guida che orienta in maniera altrettanto uniforme le attività nella fase di liquidazione delle imposte.

La circolare contiene tutte le informazioni operative relative a oneri detraibili, deducibili e crediti di imposta, anche sotto il profilo degli obblighi di produzione e conservazione documentale da parte dei contribuenti, Centri di assistenza fiscale e professionisti abilitati, per la successiva esibizione all’amministrazione finanziaria, nonché le indicazioni rilevanti per la compilazione dei modelli e per l’apposizione del visto di conformità.

La guida riveduta in base alle novità normative riguardanti l’anno d’imposta 2019, mantiene il consueto assetto sistematico, che segue l’impianto dei righi e dei quadri del 730.

La circolare ricorda, inoltre, le certificazioni che i contribuenti devono esibire e che il Caf o il professionista abilitato deve verificare prima di apporre il visto di conformità e conservare, comprese le dichiarazioni sostitutive.

La guida, infine, indica i documenti di prassi non ancora superati e fornisce nuovi chiarimenti non solo alla luce delle modifiche normative sopraggiunte, ma anche delle risposte ai quesiti posti dai contribuenti in sede di interpello o dai Caf e dai professionisti abilitati per le questioni affrontate in sede di assistenza.