Chiusura portale welfare per le BCC Toscane

18 sett 2020 Entro il 30 settembre 2020 verrà chiuso il portale per la gestione delle prestazioni welfare relative all’erogazione del premio di risultato 2019, a favore dei dipendento delle Banche di Credito Cooperativo Toscane.

Con accordo siglato lo scorso anno è stato individuato il Premio di Risultato 2019 (esercizio 2018) ai dipendenti delle BCC aderenti alla FTBCC, nonché ai dipendenti della FTBCC medesima, di Assicooper Toscana Srl e Cassa Mutua Toscana BCC.
Le Parti firmatarie riconoscono ai dipendenti destinatari del PDR – titolari di reddito da lavoro dipendente non superiore a euro 80.000 nell’anno precedente a quello di percezione e per un importo fino a 3.000 euro al netto delle trattenute previdenziali obbligatorie – la possibilità di optare per una delle forme di welfare riportate nella tabella “prestazioni welfare” (cd. flexible benefits), in coda al presente articolo, in sostituzione, in tutto o in parte, del PDR. Le spese rimborsate mediante il piano di welfare sono quelle sostenute dal dipendente per sé o per i familiari. I dipendenti interessati hanno esercitato l’opzione in parola entro il 17/11/2019, manifestando la volontà di avvalersi delle prestazioni di welfare indicate nella tabella “prestazioni welfare”, specificando la casistica e l’entità della quota del PDR da destinarvi, mediante l’utilizzo dell’apposita procedura informatica.. Il portale, per quest’ultimo adempimento, sarà aperto per l’utilizzo dei servizi contenuti fino al giorno 30/9/2020.
In caso di mancata consegna dei giustificativi entro il 30/9/2020, il residuo sarà versato sulla posizione del lavoratore presso il Fondo Pensione Nazionale (FPN), con applicazione della relativa disciplina fiscale tempo per tempo vigente.

No al contributo a fondo perduto per l’associazione tra professionisti

18 SETT 2020 Non sono inclusi tra i fruitori del contributo i professionisti iscritti agli enti di diritto privato di previdenza obbligatoria di cui ai decreti legislativi 30 giugno 1994, n. 509 del 10 febbraio 1996, n. 103. Ne consegue che, gli studi associati composti da tali soggetti, non acquisendo propria autonomia giuridica rispetto ai singoli soggetti, restano parimenti esclusi. (AGENZIA DELLE ENTRATE – Risposta 18 settembre 2020, n. 377)

lI Decreto Rilancio (art. 25, DL n. 34/2020) ha introdotto un contributo a fondo perduto, erogato direttamente dall’Agenzia delle entrate e destinato ad alcune tipologie di soggetti colpiti dall’emergenza epidemiologica “Covid 19”.
In particolare, il predetto articolo prevede che è riconosciuto un contributo a fondo perduto a favore dei soggetti esercenti attività d’impresa e di lavoro autonomo e di reddito agrario, titolari di partita IVA, di cui al testo unico delle imposte sui redditi.
Sono esclusi dal beneficio alcuni soggetti tra cui, i lavoratori dipendenti e professionisti iscritti agli enti di diritto privato di previdenza obbligatoria.
Le condizioni che devono sussistere ai fini dell’accesso al contributo a fondo perduto COVID-19 sono le seguenti:
1. nel periodo d’imposta precedente a quello in corso alla data di entrata in vigore del decreto (1 gennaio 2019 – 31 dicembre 2019 per i soggetti il cui periodo d’imposta coincide con l’anno solare), l’ammontare dei ricavi derivanti dalla gestione caratteristica, di cui all’articolo 85, comma 1, lettere a) e b), del TUIR, o i compensi derivanti dall’esercizio di arti o professioni, di cui all’articolo 54, comma 1, del medesimo TUIR, non siano superiori a 5 milioni di euro;
2. l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2020 sia inferiore ai due terzi dell’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2019.
Con riferimento agli “Studi associati composti da professionisti iscritti alle casse di Previdenza” è stato affermato che non sono inclusi tra i fruitori del contributo i professionisti iscritti agli enti di diritto privato di previdenza obbligatoria di cui ai decreti legislativi 30 giugno 1994, n. 509 del 10 febbraio 1996, n. 103. Ne consegue che, gli studi associati composti da tali soggetti, non acquisendo propria autonomia giuridica rispetto ai singoli soggetti, restano parimenti esclusi.
Le sanzioni non sono comunque irrogate quando la violazione dipende da obiettive condizioni di incertezza sulla portata e sull’ambito di applicazione della norma tributaria, non saranno dovute le predette sanzioni anche nel caso in cui il contribuente, che abbia già fruito del contributo qui in esame, solo a seguito della pubblicazione dei chiarimenti conosca di avere assunto un comportamento non coerente.

Modalità di tassazione dell’una tantum per vacatio contrattuale

Con la Risposta a interpello n. 367 del 2020, l’Agenzia delle Entrate ha indicato le modalità di tassazione delle somme una tantum previste, in sede di rinnovo del CCNL, in favore dei lavoratori dipendenti, per compensare i mancati incrementi dei minimi contrattuali riferibili al periodo di vacatio contrattuale.

Il chiarimento viene fornito dall’Agenzia delle Entrate in risposta all’interpello di un’associazione datoriale firmataria del rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Categoria.

In sede di rinnovo della parte normativa ed economica del CCNL è stata prevista l’erogazione di un importo forfetario a titolo di “una tantum per il pregresso”, non riparametrato per livello di inquadramento, a tutti i dipendenti titolari di contratto a tempo indeterminato che risultino in forza ad una determinata data ed abbiano prestato attività lavorativa nel periodo di vacatio contrattuale (nella fattispecie 1° gennaio 2017 – 31 dicembre 2019).
Il dubbio posto dall’interpello riguarda le modalità di tassazione di tali somme: progressiva o separata.

Secondo l’Agenzia delle Entrate le somme suindicate sono riconducibili agli emolumenti arretrati per prestazioni di lavoro dipendente riferibili ad anni precedenti, percepiti per effetto di contratti collettivi, e pertanto devono ritenersi soggette alla tassazione separata.

Infatti, l’applicazione della tassazione separata è prevista, tra l’altro, nel caso di erogazione di “emolumenti arretrati per prestazioni di lavoro dipendente riferibili ad anni precedenti, percepiti per effetto di leggi, di contratti collettivi, di sentenze o di atti amministrativi sopravvenuti o per altre cause non dipendenti dalla volontà delle parti” (art. 17, co. 1, lett. b), del TUIR).
La modalità di tassazione separata ha lo scopo di evitare che, nei casi di redditi percepiti con ritardo rispetto alla loro maturazione, avvenuta in periodi d’imposta precedenti, il sistema della progressività delle aliquote possa determinare un pregiudizio per il contribuente, con una lesione del principio di capacità contributiva.

In proposito è stato chiarito che il regime di tassazione separata non trova applicazione nei casi in cui la corresponsione degli emolumenti in un periodo d’imposta successivo a quello di maturazione deve considerarsi fisiologica rispetto ai tempi tecnici o giuridici occorrenti per l’erogazione degli emolumenti stessi.
Qualora, invece, ricorra una delle cause cd. giuridiche individuate dalla norma, ovvero il sopraggiungere di norme legislative, di sentenze, di provvedimenti amministrativi o di contratti collettivi, per l’applicazione della tassazione separata non é richiesta alcuna indagine in ordine al ritardo nella corresponsione, ovvero alcuna valutazione sul carattere fisiologico del ritardo.
Inoltre, è stato precisato che in presenza e in attuazione di contratto collettivo è sufficiente che l’erogazione degli emolumenti avvenga in un periodo d’imposta successivo a quello cui gli emolumenti stessi si riferiscono per realizzare le condizioni per l’applicazione della tassazione separata.

Nel caso di specie, considerato che il nuovo CCNL dispone l’erogazione di una somma “una tantum”, volta a compensare i mancati incrementi dei minimi contrattuali riferibili al periodo di vacatio contrattuale, si configura quella causa di carattere giuridico che consente l’applicazione della tassazione separata.

Nessuna imposta sulla raccolta fondi per gli iscritti a Federazione professionali colpiti dal COVID-19

La raccolta fondi per gli iscritti ad una Federazione professionale colpiti dal COVID-19, non genera materia imponibile in capo ai beneficiari, in quanto non inquadrabile in alcuna delle categorie reddituali di cui all’art. 6 del TUIR (Agenzia Entrate – Risposta 17 settembre 2020, n. 368).

La Federazione, ente pubblico non economico, sussidiario dello Stato, nel mese di aprile 2020, ha attivato una raccolta fondi destinata ad alimentare il fondo di solidarietà per supportare con l’intero ammontare delle donazioni i propri iscritti colpiti da COVID-19 e le loro famiglie.
La Federazione chiede all’Agenzia quali siano gli obblighi in capo alla stessa in merito all’assoggettamento a ritenuta d’acconto e certificazione degli importi da corrispondere sulla base delle finalità e con i criteri sopra riportati.

Con il decreto legge 17 marzo 2020, n. 18, sono state introdotte misure volte a proteggere la salute dei cittadini, nonché a sostenere il sistema produttivo e salvaguardare la forza lavoro, prevedendo specifiche disposizioni, anche di carattere tributario, volte ad affrontare l’impatto economico dell’emergenza COVID-19 sui lavoratori, sulle famiglie e sulle imprese.
In particolare, l’articolo 27 del decreto Cura Italia riconosce ai liberi professionisti titolari di partita IVA attiva alla data del 23 febbraio 2020 e ai lavoratori titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa attivi alla medesima data, iscritti alla Gestione separata, non titolari di pensione e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie, un’indennità per il mese di marzo 2020, pari a 600 euro.
Il successivo articolo 28, invece, riconosce ai lavoratori autonomi iscritti alle gestioni speciali dell’Ago, non titolari di pensione e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie, ad esclusione della Gestione separata, un’indennità per il mese di marzo 2020,pari a 600 euro.
Le citate indennità sono erogate dall’INPS, previa domanda, e non concorrono alla formazione del reddito imponibile ai fini IRPEF.
Nella fattispecie rappresentata nell’istanza, le indennità, alcune delle quali erogate a titolo di rimborso spese, sono corrisposte direttamente dalla Federazione istante e non dall’Ente previdenziale previa domanda dell’interessato,come richiesto dal legislatore.
Ne consegue che alle indennità in esame non possono essere estesi in via analogica i regimi esentativi previsti dagli articoli 27 e 28 del decreto Cura Italia, dal momento che sono erogate non nel rispetto dei presupposti richiesti dal legislatore.
Ciò considerato, l’Agenzia osserva che il Regolamento, disciplinante la campagna di raccolta fondi in esame, prevede, tra l’altro,che la predetta raccolta ha carattere di straordinarietà ed è realizzata in conformità di quanto previsto dall’articolo 99 del D.L. n. 18 del 2020 secondo cui «per le erogazioni liberali di cui al presente articolo, ciascuna pubblica amministrazione beneficiaria attua apposita rendicontazione separata, per la quale è autorizzata l’apertura di un conto corrente dedicato presso il proprio tesoriere, assicurandone la completa tracciabilità. Al termine dello stato di emergenza nazionale da COVID-19, tale separata rendicontazione dovrà essere pubblicata da ciascuna pubblica amministrazione beneficiaria sul proprio sito internet o, in assenza, su altro idoneo sito internet, al fine di garantire la trasparenza della fonte e dell’impiego delle suddette liberalità».
“Le erogazioni avverranno esclusivamente a mezzo bonifico bancario dal conto corrente dedicato sulla base dei criteri elencati nelle parti seguenti. La Federazione registrerà in modo separato ciascuna singola erogazione rilasciando al beneficiario le certificazioni previste dalla normativa vigente. Sulla piattaforma saranno visibili le donazioni effettuate”.
Infine è previsto che «Qualora al termine della campagna siano presenti nel fondo di solidarietà … delle somme non impegnate e non erogabili, … le stesse saranno destinate, previa delibera del Comitato Centrale» a specifiche iniziative nei confronti degli iscritti.
In ragione di tali disposizioni, per l’Agenzia è ragionevole considerare la Federazione istante, nella fattispecie rappresentata, un mero strumento organizzativo nella raccolta e nella destinazione delle donazioni che, altrimenti, sarebbero versate direttamente agli iscritti colpiti da COVID-19.
Considerato che in quest’ultima ipotesi, tali erogazioni non genererebbero materia imponibile in capo ai beneficiari, l’Agenzia ritiene, analogamente, che le medesime indennità percepite per il tramite della Federazione istante non possano costituire reddito imponibile per i beneficiari, in quanto non inquadrabili in alcuna delle categorie reddituali di cui all’articolo 6 del Tuir.

Siglata l’ipotesi di accordo per il CCNL Gomma-Plastica Industria

Sottoscritta l’ipotesi di accordo per il rinnovo del CCNL dell’industria della gomma, plastica  e affini

L’accordo, scaduto il 30 giugno 2019, interessa circa 130.000, impiegati in 5.500 aziende di piccole e medie dimensioni, ma anche imprese multinazionali di rilievo e sarà vigente fino al 31 dicembre 2022 e dovrà essere approvato dai lavoratori.
Sul piano economico si prevede un aumento medio sui minimi (TEM) di 63 euro (cat. F, il salario di riferimento passerà quindi da 1844 a 1907 euro). L’aumento sarà distribuito in 2 “tranche”: la prima di 32 euro dal 1° gennaio 2021; la seconda, 31 euro dal 1° gennaio 2022.

Nel contratto vengono migliorati aspetti normativi sul premio perequativo, malattia professionale e infortuni, l’indennità notte proporzionata all’effettiva prestazione e sarà istituita la commissione nazionale salute sicurezza e ambiente.
Viene costituita, poi, la figura di delegato alla formazione e la commissione per la revisione dell’attuale sistema di inquadramento, proprio a riguardo i lavoratori addetti al ciclo produttivo, oggi inquadrati al livello I, passeranno al livello H una volta superato il periodo di prova. Infine, sarà sviluppato un focus particolare sulla tematica degli appalti.
Per quanto riguarda il capitolo dell’Osservatorio Nazionale sarà potenziato l’istituto riconoscendo il valore delle relazioni industriali per iniziative congiunte volte alle politiche industriali di settore, all’occupazione, alla crescita, alle internazionalizzazioni e per l’innovazione e la sostenibilità ambientale. Sempre all’interno dell’osservatorio sarà discussa la legge 125 sulle pari opportunità.
Introdotti, anche, miglioramenti sulle linee guida sulla banca delle ferie solidali, sul riconoscimento dei permessi per i famigliari di minori affetti DSA (disturbi specifici dell’apprendimento); sullo scorporo delle assenza per visite e ricoveri oncologici e della maternità anticipata ai fini della maturazione della ROL; sulla programmazione dei permessi della legge 104 che passa da trimestrale a mensile; sulla possibilità che la contrattazione di secondo livello possa prevedere percentuali di accantonamento diverso della banca ore rispetto a quanto previsto oggi dal testo contrattuale.
Infine, per i lavoratori con patologie oncologiche e degenerative sarà prevista la possibilità di trasformare in part time il proprio orario di lavoro e il riconoscimento di una aspettativa non retribuita pari a 10 mesi. Sarà altresì predisposta non solo una importante iniziativa, sotto forma di campagna straordinaria informativa, per sollecitare l’adesione al fondo sanitario di categoria (FAG&P), ma sempre relativamente a questo fondo sarà predisposta un’assemblea aggiuntiva retribuita, una tantum durante la vigenza di questo contratto, per promuovere all’adesione allo stesso.