Variati i contributi da versare alla Cassa Edile di Grosseto

La Cassa Edile della Provincia di Grosseto comunica la variazione delle aliquote contributive dall’1/8/2020

La Cassa Edile di Grosseto comunica che con accordo sindacale tra ANCE Grosseto e le federazioni sindacali territoriali FENEAL-UIL, FILCA-CISL e FILLEA-CGIL, sottoscritto il 3/8/2020, è stata apportata una variazione all’aliquota contributiva riferita all’APE, Anzianità Professionale Edile, che a decorrere dall’1 agosto 2020, passa 3,31% al 3,91%, allineandosi a quanto disposto dall’accordo sindacale nazionale del 3/4/2019.
Pertanto, per effetto della suddetta variazione, la tabella contributiva aggiornata è la seguente:

TABELLA CONTRIBUTI CASSA EDILE DELLA PROVINCIA DI GROSSETO IN VIGORE DAL 1/8/2020

CONTRIBUTO

A CARICO DELLE IMPRESE

A CARICO DEGLI OPERAI

TOTALE DA VERSARE

Contributo Cassa Edile 2,083% 0,417% 2,50%
Quote provinciali di adesione contrattuale 0,70% 0,70% 1,40%
Quote nazionali di adesione contrattuale 0,22% 0,22% 0,44%
Contributo per l’Anzianità Professionale Edile 3,91% 0,00% 3,91%
Contributo per l’Addestramento Prof.le (Scuola Edile) 0,60% 0,00% 0,60%
Contributo per Comitato Paritetico Territoriale 0,60% 0,00% 0,60%
Fondo prepensionamento 0,20% 0,00% 0,20%
Fondo sanitario nazionale 0,35% 0,00% 0,35%
Fondo incentivo all’occupazione 0,10% 0,00% 0,10%
TOTALI 8,763% 1,337% 10,10%

 

Nota:
– Contributo Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza di ambito Territoriale, in breve R.L.S.T: le imprese interessate alla figura del R.L.S.T., con esclusione delle imprese nelle quali è presente la figura del Rappresentante dei Lavoratori di ambito aziendale, dovranno versare un contributo pari allo 0,20% dell’imponibile cassa edile.
– Contributo per gli impiegati per il Fondo Sanitario (a carico delle imprese) è pari allo 0,26% delle seguenti voci retributive: minimo, contingenza, edr e premio di produzione. Si evidenzia che le imprese potranno, a loro discrezione, versare questa contribuzione tramite la Cassa Edile o direttamente al Fondo Sanitario.

Voucher di benvenuto per i neo-aderenti Studi Professionali

Fondoprofessioni ha stanziato un rimborso delle spese formative sostenute dagli Studi Professionale neo-aderenti, come incentivo alla formazione continua.

Fondoprofessioni, ha stanziato un Voucher di benvenuto per incentivare la formazione del personale dipendente. In particolare, saranno assegnati 300 euro aggiuntivi per singolo Studio professionale neo-aderente a Fondoprofessioni, fino ad esaurimento delle risorse, per il rimborso delle spese formative sostenute.
La misura si rivolge a coloro i quali applicano il Ccnl Studi professionali, sottoscritto da Confprofessioni, Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs. Condizione indispensabile per ottenere i contributi sull’Avviso è essere in regola con l’iscrizione a Cadiprof, alla Cassa di assistenza sanitaria di settore e all’Ente bilaterale degli Studi professionali (Ebipro), oltre ad aver espresso l’adesione al Fondo nei sei mesi precedenti l’avvio del corso.
Il “voucher di benvenuto” rappresenta un incentivo alla formazione continua ma anche all’integrale adesione alla bilateralità prevista dal Ccnl degli Studi professionali, che offre innovativi servizi nell’ambito del welfare e dello sviluppo organizzativo per le attività professionali.

Potrà essere rimborsata la quota di partecipazione ai corsi presenti all’interno dei cataloghi formativi approvati da Fondoprofessioni. La richiesta di contributo avviene tramite la piattaforma informatica di Fondoprofessioni.
L’iscrizione a Fondoprofessioni è gratuita e può essere espressa dal professionista che gestisce le buste paga per lo Studio, nell’ambito della denuncia Uniemens.

CCNL Coibenti Industria: ultima tranche di una tantum a settembre

Con la busta paga di settembre spetta la seconda tranche di una tantum per i lavoratori delle imprese del settore coibenti e termoacustiche.

L’accordo di settore  siglato lo scorso dicembre, tra ANICTA e FILCTEM-CGIL, FEMCA-CISL e UIILTEC-UIL, ha previsto, in aggiunta agli aumenti retributivi decorrenti dall’1/1/2020, un importo una tantum a copertura del periodo di vacanza contrattuale
Pertanto, ai dipendenti in forza al 19/12/2019 spetta un importo una tantum a copertura della vacanza contrattuale di 180 euro che verrà erogata in due tranche.
La seconda e ultima tranche di 90 euro va erogata con la busta paga del corrente mese di settembre 2020 .

Modello OT23 2021: chiarimenti su interventi e documentazione probante

In relazione alle richieste di chiarimenti più frequenti riguardanti gli interventi del modello OT23 2021 e la relativa documentazione probante, la Direzione Centrale Rapporto Assicurativo Inail ha predisposto un primo gruppo di FAQ in collaborazione con la Consulenza tecnica accertamento rischi e prevenzione centrale (Nota 11 settembre 2020, n. 10690).

Intervento B-5. Nel caso in cui l’azienda abbia installato, su tutti i mezzi aziendali che non ne erano già provvisti, sistemi di comunicazione per telefono cellulare dotati di dispositivi fissi con chiamata diretta vocale e che quindi disponga delle fatture di acquisto ma non delle fatture di installazione, ai fini dell’intervento, la richiesta nella documentazione probante delle fatture di installazione, oltre che di acquisto, è necessaria per verificare l’effettiva e corretta installazione di tali sistemi. In questo senso possono anche essere accettate le sole fatture di acquisto se corredate, oltre che dall’elenco dei mezzi aziendali e dalle fatture di acquisto dei sistemi di comunicazione, dai seguenti documenti: evidenze della presenza di un’officina interna alla ditta; evidenze dell’installazione (per esempio, fotografie) sui mezzi di proprietà dell’impresa richiedente.
Intervento C-5.1. Ai fini dell’attuazione dell’intervento C-5.1 (azienda che attua un accordo/protocollo con una struttura sanitaria per un programma di prevenzione dell’insorgenza di malattie cardiovascolari e/o di tumori nei lavoratori) per “struttura sanitaria” si intende una struttura fisica, pubblica o privata, presso la quale vengono erogate prestazioni sanitarie e che sia in possesso di autorizzazione all’attività sanitaria secondo la specifica normativa regionale.
Intervento D-3. In caso di attuazione da parte dell’azienda di interventi di micro-formazione, per micro formazione si intende l’erogazione di contenuti formativi attraverso video della durata di pochi minuti resi disponibili ai lavoratori su apparati elettronici in aree comuni aziendali o su dispositivi in uso da parte dei singoli lavoratori. La modalità di realizzazione dell’intervento da parte dell’azienda deve dimostrare un suo impegno nel mantenere il livello di conoscenze acquisito dai lavoratori durante i corsi di formazione e di avere in tal modo effettuato un intervento migliorativo oltre quanto richiesto dalla normativa vigente.
Anche se non è stabilito un numero minimo di lavoratori, la micro-formazione per definizione deve essere coinvolgere una quota significativa di dipendenti, al fine di ottenere un miglioramento nelle condizioni di salute e sicurezza sul lavoro. Tale condizione non risulta soddisfatta nel caso in cui sia destinatario della microformazione un solo lavoratore.
Tutti i supporti necessari alla micro-formazione, inclusi smartphone/cellulari, devono essere messi a disposizione dall’azienda.
La micro-formazione è finalizzata a richiamare e rinforzare i contenuti di corsi frequentati dai lavoratori nel medesimo anno o nell’anno precedente, quindi l’intervento formativo in presenza di un docente non soddisfa i requisiti dell’intervento D-3.
Intervento E-3. Nel caso di prima adozione di un sistema di gestione della salute e sicurezza sul lavoro che risponde ai criteri definiti dalle Linee Guida UNI INAIL ISPESL e Parti Sociali, o da norme riconosciute a livello nazionale e internazionale, il verbale di riesame deve essere effettuato entro l’anno 2020 in quanto, in sua assenza, le fasi del sistema non sarebbero complete.
Intervento E-5. Se l’azienda ha adottato o mantenuto un modello organizzativo e gestionale di cui all’art.30 del d.lgs. 81/08 e s.m.i., anche secondo le procedure semplificate di cui al d.m. 13/2/2014, ai fini della verifica, le “evidenze dell’attuazione” del sistema di controllo richieste dal modulo dovranno essere riferite alle procedure di reportistica interna relative, ad esempio, all’analisi dei quasi incidenti, alle segnalazioni dei lavoratori o degli RLS, ai report degli audit del sistema, al riesame della direzione, ecc., e dovranno evidenziare la valutazione dell’OdV di tale reportistica.
Intervento E-17. Con riferimento al sistema di rilevazione dei quasi infortuni e l’attuazione di misure migliorative idonee a impedire il ripetersi degli eventi rilevati, ai fini dell’attuazione dell’intervento devono intendersi come quasi infortuni quelli strettamente connessi all’attività aziendale e ai luoghi di lavoro. In generale, i quasi infortuni sono eventi (e non situazioni di potenziale pericolo) che devono avere le seguenti caratteristiche:
– non comportare danni ai lavoratori oppure comportare danni lievi, tali da non richiedere l’assenza del lavoratore anche solo per 1 giorno;
– essere oggetto di valutazione in modo tale da identificare tutte le cause che li hanno determinati;
– comportare misure, intraprese per evitare al ripetersi di un analogo evento, che portino a un miglioramento della sicurezza in azienda.
Intervento F-2. In caso di azienda, per cui non è obbligatoria per legge l’adozione di un defibrillatore, ai fini della realizzazione dell’intervento è necessario che almeno un dipendente dell’impresa abbia partecipato a uno specifico corso di formazione BLSD (Basic Life Support early Defibrillation) nell’anno 2020.
Intervento F-6. Nel caso in cui l’intervento sia realizzato su una sola PAT aziendale, si specifica che l’intervento è dedicato alle aziende in cui sono occupati meno di 10 lavoratori.

Fruizione delle ferie per sospendere il decorso del periodo di comporto

Il lavoratore assente per malattia può chiedere la fruizione delle ferie maturate e non godute, al fine di sospendere il decorso del periodo di comporto, non sussistendo una incompatibilità assoluta tra malattia e ferie, senza che a tale facoltà corrisponda comunque un obbligo del datore di accedere alla richiesta, laddove ricorrano ragioni organizzative di natura ostativa.

Il mutamento del titolo dell’assenza, pure lamentato dalla società, non rileva soverchiamente. Secondo il più recente indirizzo di legittimità, dovendo ritenersi prevalente l’interesse del lavoratore alla prosecuzione del rapporto, questi ha la facoltà di sostituire alla malattia la fruizione delle ferie, maturate e non godute, allo scopo di sospendere il decorso del periodo di comporto, gravando quindi sul datore di lavoro, cui è generalmente riservato il diritto di scelta del tempo delle ferie, dimostrare – ove sia stato investito di tale richiesta – di aver tenuto conto, nell’assumere la relativa decisione, del rilevante e fondamentale interesse del lavoratore ad evitare in tal modo la possibile perdita del posto di lavoro per scadenza del periodo di comporto.
 Laddove sono valorizzati i canoni di correttezza e buona fede nell’esecuzione del contratto, con conseguente cassazione della sentenza d’appello che “pur dando atto, correttamente, che non esisteva nessuna norma che imponesse l’accoglimento delle ferie – rimesse ad una valutazione discrezionale dei datore di lavoro chiamato a bilanciare esigenze contrapposte- non aveva tuttavia considerato che, al fine di evitare il licenziamento, e quindi la perdita del posto di lavoro, fonte di reddito per il lavoratore e la sua famiglia, l’ordinamento, in ossequio alle clausole generali di correttezza e buona fede, avrebbe imposto alla società di venire incontro alla richiesta del lavoratore, una volta ponderati i contrapposti interessi”.
Il lavoratore assente per malattia ha facoltà di domandare la fruizione delle ferie maturate e non godute, allo scopo di sospendere il decorso del periodo di comporto, non sussistendo una incompatibilità assoluta tra malattia e ferie, senza che a tale facoltà corrisponda comunque un obbligo del datore di lavoro di accedere alla richiesta, ove ricorrano ragioni organizzative di natura ostativa; in un’ottica di bilanciamento degli interessi contrapposti, nonché in ossequio alle clausole generali di correttezza e buona fede, è necessario, tuttavia, che le dedotte ragioni datoriali siano concrete ed effettive.

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