Contributo addizionale NASpI: preciszioni sulle fattispecie contrattuali a termine escluse

SI forniscono precisazioni sui contratti di lavoro a termine esclusi dall’obbligo di versamento del contributo addizionale di finanziamento NASpI.

Per le fattispecie di lavoro stagionale l’esclusione dall’obbligo di versamento del contributo addizionale NASpI è prevista: per i lavoratori assunti a termine per lo svolgimento delle attività stagionali (D.P.R. 1525/1963); limitatamente ai periodi contributivi maturati dal 1° gennaio 2013 al 31 dicembre 2015, per i lavoratori assunti a tempo determinato nell’ambito delle attività stagionali definite tali dagli avvisi comuni e dai contratti collettivi nazionali stipulati, entro il 31 dicembre 2011, dalle organizzazioni dei lavoratori e dei datori di lavoro comparativamente più rappresentative.
Dal 1° gennaio 2016, i contratti di lavoro a tempo determinato per lo svolgimento delle attività stagionali non ricomprese dall’elenco di cui al citato D.P.R., sebbene definite “stagionali” dalla contrattazione collettiva, sono stati assoggettati al contributo addizionale NASpI. Per tali fattispecie, nei casi di rinnovo decorrenti dal 14 luglio 2018, trova applicazione anche l’incremento del contributo addizionale NASpI.
Dal 1° gennaio 2020, l’esonero dal versamento del contributo addizionale NASpI si applica ai contratti di lavoro a tempo determinato per lo svolgimento delle attività definite stagionali dai contratti collettivi nazionali, territoriali e aziendali, nel territorio della provincia di Bolzano.
Dal 1° gennaio 2020, i contratti di lavoro subordinato stipulati dalle imprese fornitrici di lavoro portuale temporaneo sono esonerati dal contributo addizionale NaspI. L’obbligo di versamento del contributo addizionale NASpI debba essere escluso anche per i lavoratori assunti con contratto a termine per la fornitura di lavoro portuale dalle società o cooperative derivanti dalla trasformazione delle compagnie portuali previste dall’articolo 21, comma 1, lett. b), della legge n. 84/1994, trattandosi di fattispecie analoga.
È espressamente escluso dall’applicazione dell’incremento del contributo addizionale NASpI ai rinnovi dei contratti di lavoro a tempo determinato relativi alle assunzioni di lavoratori adibiti a svolgere attività di insegnamento, di ricerca scientifica o ecnologica, di trasferimento di know-how e di supporto, di assistenza tecnica o coordinamento all’innovazione, stipulati da: università private, incluse le filiazioni di università straniere; istituti pubblici di ricerca; società pubbliche che promuovono la ricerca e l’innovazione; enti privati di ricerca.
Tali fattispecie, quindi, rimangono soggette al contributo di finanziamento NASpI, compreso il contributo addizionale dovuto per i lavoratori a tempo determinato, ma non all’aumento del contributo addizionale con riferimento ai rinnovi dei contratti di lavoro a tempo determinato di lavoratori assegnati a svolgere le attività suddette.

Nuovo Protocollo di Sicurezza anticontagio per i dipendenti dell’Agenzia delle Entrate

Sottoscritto l’accordo per la definizione delle misure di prevenzione e la sicurezza dei dipendenti dellAgenzia delle Entrate in ordine all’emergenza sanitaria “Covid-19” per lo svolgimento delle attività lavorative esterne.

L’accordo ha introdotto importanti misure di prevenzione dai rischi da contagio COVID-19, promuovendo modalità di comunicazione, confronto e contrattazione con le rappresentanze sindacali al fine di valorizzare e consolidare un percorso decisionale partecipato.
A tal fine, ciascun Datore di lavoro dovrà procedere, sull’accordo odierno e quelli che saranno sottoscritti in sede locale, mediante il coinvolgimento delle RSU e delle OO.SS. territorialmente competenti, alla redazione di un Protocollo di sicurezza -con la collaborazione del Servizio di Prevenzione e Protezione, del Medico Competente, dei Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza- nel quale dovranno essere chiaramente indicate le misure di prevenzione e protezione individuate, esplicitando ogni necessaria informazione ai lavoratori coinvolti nella visita e riportando anche le procedure operative e gestionali da seguire.
Tra le condizioni e le misure di prevenzione e sicurezza “minime” e obbligatorie alle quali il Datore di Lavoro dovrà adottare c’è che la classificazione del rischio contagio preventivabile avverrà sulla base del documento tecnico INAIL e prevede l’esonero dall’effettuare le attività esterne che siano classificabili quale rischio superiore a quello “basso”.
Ad ulteriore garanzia per il dipendente viene prevista la possibilità, nel caso in cui nel corso dell’attività esterna il dipendente rilevi ipotesi di rischi non preventivamente conosciuti o superiori a quelli individuati e preventivati nel protocollo di sicurezza specifico, di darne comunicazione al datore di lavoro che disporrà l’immediata sospensione dell’attività esterna per riferire al medico competente, al responsabile del servizio di protezione e sicurezza ed agli RLS, al fine di valutare o meno una sua eventuale ripresa,
Il personale che svolge le attività esterne potrà essere sottoposto volontariamente e su sua richiesta a test sierologici e/o tamponi – con costi a carico dell’Agenzia – a seguito di una valutazione della specifica attività, del contesto di svolgimento, della situazione epidemiologica locale nonché delle indicazioni eventualmente fornite dalle autorità sanitarie competenti per territorio. Detta valutazione sarà compito del medico competente e del Servizio di Prevenzione e Protezione, fermo restante il potere decisionale del Datore di Lavoro.
A sua volta, la contrattazione integrativa di sede territoriale procederà all’avvio delle trattative finalizzate alla definizione dei criteri di adeguamento presso la sede di quanto definito dal presente accordo. Alle RSU e OOSS territoriali dovrà essere fornito preventivamente il piano dei controlli esterni da eseguire (natura, quantità, tipologia di controllo).

Pagamento indennità maternità/paternità ai lavoratori autonomi beneficiari della sospensione contributi

Con messaggio n. 3030/2020, l’Inps fornisce indicazioni e chiarimenti in merito alla trattazione delle richieste di congedo di maternità/paternità da parte dei lavoratori e delle lavoratrici autonome che beneficiano del periodo di sospensione dell’obbligo di versamento contributivo disposto con i decreti-legge n. 9/2020, n. 18/2020, n. 23/2020 e n. 34/2020, adottati per far fronte all’emergenza epidemiologica da COVID-19.

Sebbene in assenza del regolare versamento dei contributi dovuti nel periodo indennizzabile di maternità la tutela della maternità/paternità non possa essere riconosciuta al richiedente, considerata l’eccezionale situazione emergenziale e il conseguenziale effetto negativo sul tessuto economico nazionale, si ritiene opportuno provvedere alla liquidazione delle relative indennità, salvo poi effettuare un successivo controllo del regolare versamento dei contributi dovuti al termine del periodo di sospensione. A tal fine, la/il richiedente dovrà produrre una dichiarazione di responsabilità con la quale attesti di essere in possesso dei requisiti per fruire della sospensione contributiva ai sensi della normativa vigente.
Al termine dei periodi di sospensione, i beneficiari delle predette indennità di maternità/paternità dovranno provvedere alla regolarizzazione della propria posizione contributiva. In caso contrario le Strutture territorialmente competenti si attiveranno per il recupero degli importi indebitamente erogati.
L’applicazione “Gestione Maternità”, disponibile sulla Intranet nell’Area “Prestazioni a sostegno del reddito”, prevede la possibilità di indicare la presenza di contribuzione per il periodo di congedo di maternità per i lavoratori autonomi.
Per accogliere la pratica di congedo di maternità per gli Artigiani e i Commercianti che beneficiano del periodo di sospensione dell’obbligo di versamento contributivo, l’operatore della Struttura territoriale competente deve indicare “SI” nell’apposito campo.
Per una verifica a posteriori della regolarizzazione potrà essere utilizzata la voce di menu “Liste a richiesta – Pratiche per stato” inserendo il periodo di interesse nel pannello di Ricerca avanzata.
Le indicazioni sopra fornite non si applicano ai lavoratori autonomi agricoli, in quanto i decreti-legge sopra citati non afferiscono alle scadenze legali ordinarie dei versamenti di tale tipologia di lavoratori.

Cassetto previdenziale per i liberi professionisti della Gestione separata

Dal 3 agosto 2020, sono introdotte le nuove funzionalità per comunicazioni specifiche di componenti di studi associati, per la presentazione di domande di rimborso e per consentire l’aggiornamento dei contatti.

I soggetti che producono reddito da lavoro autonomo possono esercitare l’attività di arte e professione anche in forma associata; nella domanda di prima iscrizione come professionista, il soggetto, componente di studio associato o società semplice, specifica il proprio status di componente dell’associazione tra professionisti o della società semplice e indica il relativo codice fiscale. In alcuni casi, però, si può verificare che la partecipazione a un’associazione tra professionisti o società semplice intervenga dopo l’istanza di iscrizione alla Gestione separata effettuata dal contribuente.
Al fine di avere un puntuale aggiornamento di questi eventi è stata rilasciata una funzione nella quale è possibile inserire: la partita IVA dell’associazione tra professionisti o società semplice; la data di inizio della partecipazione nell’associazione tra professionisti o nella società semplice; la data di fine partecipazione nell’associazione tra professionisti o nella società semplice.
Alla funzionalità si accede dalla voce di menu “Partecipazione studio associato”, utilizzando il seguente percorso: “Cassetto previdenziale per i liberi professionisti della Gestione Separata ” > “Partecipazione a studio associato”; cliccando sull’apposita voce, compare una schermata nella quale inserire la partita IVA dello studio associato o della società semplice; saranno visualizzate, se presenti, le partecipazioni del soggetto a uno o più studi associati o società semplici, con l’indicazione degli intervalli temporali (“Data Inizio” e “Data Fine”). Inserendo la data fine, la partecipazione allo studio associato o alla società semplice corrispondente risulterà chiusa. La nuova funzione permette, anche ai fini del DURC, l’aggiornamento della posizione anagrafica e, di conseguenza, l’aggiornamento della posizione assicurativa.
All’interno del menu “Domande telematizzate”, presente nel Cassetto previdenziale, è stata inserita una nuova funzione, denominata “Domande di rimborso”, che consente l’invio di una domanda di rimborso. La nuova funzione sostituisce la precedente modalità di trasmissione delle istanze di rimborso presente tra i servizi web per il cittadino. La funzione permette: l’inserimento automatico dell’istanza di rimborso tra le domande da lavorare da parte delle Strutture territorialmente competenti; la verifica puntuale dello stato dell’iter del rimborso.
È possibile accedere alla funzione mediante la voce di menu “Domande di rimborso”, utilizzando il seguente percorso: “Cassetto previdenziale per i liberi professionisti della Gestione Separata” > “Domande Telematizzate” > “Domande di rimborso”. Il professionista, all’interno della domanda, deve indicare: l’anno di rimborso, ossia l’anno di imposta in cui è maturato il credito a disposizione (visualizzabile dalla funzione “situazione riepilogativa”); la motivazione del rimborso (ad esempio, eccedenza di massimale oppure errato versamento, ecc.); l’indirizzo PEC; il codice IBAN, tale informazione è obbligatoria in quanto non è possibile rimborsare con assegno domiciliato; l’importo del rimborso, (l’importo disponibile può essere verificato dalla funzione “situazione riepilogativa”).
Terminato l’inserimento dei dati, è necessario acquisire la domanda mediante il pulsante “Acquisisci”; solo dopo aver effettuato l’acquisizione, la procedura genera il numero di protocollo dell’istanza. L’Inps specifica che, deve essere presentata una distinta domanda di rimborso per ogni anno di imposta, essendo necessario effettuare specifici controlli.
Quanto alla funzionalità “PEC e Contatti” consente al professionista o all’intermediario di aggiornare i contatti.
Alla funzionalità “PEC e Contatti” è possibile accedere dalla voce di menu “Anagrafica Soggetto”, mediante il seguente percorso: “Cassetto previdenziale per i liberi professionisti della Gestione Separata” > “Anagrafica Soggetto”.
Dal menu, selezionando la voce “Anagrafica Soggetto”, vengono visualizzate informazioni di dettaglio relative al soggetto e, mediante il tasto “Modifica”, la procedura restituisce una maschera che consente di inserire o modificare i dati presenti.

Proroga dello stato di emergenza: lavoro agile e procedura semplificata

Il Decreto legge 30 luglio 2020, n. 83 prevede la proroga dello stato di emergenza epidemiologica da Covid-19. Pertanto le modalità di comunicazione del lavoro agile sono quelle previste dall’articolo 90, comma 3 del DL 19 maggio 2020, n. 34 convertito nella Legge n. 77 del 17 luglio 2020 utilizzando i modelli semplificati già in uso, resi disponibili dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali (Faq Ministero del lavoro 31 luglio 2020).

Il decreto legge n. 83/2020 proroga, dal 31 luglio al 15 ottobre 2020, le disposizioni di cui ai decreti legge nn. 19 e 33 del 2020 che consentono di adottare specifiche misure di contenimento dell’epidemia. Il decreto, inoltre, interviene per la proroga dei termini di talune specifiche misure, tra le quali quelle in tema di lavoro agile.
Fino alla cessazione dello stato di emergenza epidemiologica, quindi, i genitori lavoratori dipendenti del settore privato che hanno almeno un figlio minore di 14 anni, hanno diritto a svolgere la prestazione di lavoro in modalità agileanche in assenza degli accordi individuali, fermo restando il rispetto degli obblighi informativiprevisti dalla normativa vigente. Tale diritto è riconosciuto a condizione che nel nucleo familiare non vi sia altro genitore beneficiario di strumenti di sostegno al reddito in caso di sospensione o cessazione dell’attività lavorativa o che non vi sia genitore non lavoratore e che la modalità agile sia compatibile con le caratteristiche della prestazione.
Per il medesimo periodo, il diritto in questione è riconosciuto anche ai lavoratori maggiormente esposti al rischio di contagio Covid-19 in ragione dell’età, o della condizione di immunodepressione, o dell’esito di patologie oncologiche, o dello svolgimento di terapie salvavita o comunque di una comorbilità accertata dal medico competente che possono caratterizzare una maggiore rischiosità. Anche in tale caso, il diritto opera a condizione che la modalità agile sia compatibile con le caratteristiche della prestazione (articolo 90, co. 1, DL n. 34/2020 convertito con modificazioni nella Legge n. 77/2020).
Fino alla cessazione dello stato di emergenza epidemiologica da COVlD-19 (ai sensi dell’articolo 39, DL. 17 marzo 2020 n. 18 conv. con modif. in legge 24 aprile 2020, n. 27) i lavoratori dipendenti disabili nelle condizioni di cui all’articolo 3, co. 3, L. n. 104/1992 o che abbiano nel proprio nucleo familiare una persona con disabilità nelle condizioni di cui all’articolo 3 cit., hanno diritto a svolgere la prestazione di lavoro in modalità agile, a condizione che tale modalità sia compatibile con le caratteristiche della prestazione. Ai lavoratori del settore privato affetti da gravi e comprovate patologie con ridotta capacità lavorativa è riconosciuta la priorità nell’accoglimento delle istanze di svolgimento delle prestazioni lavorative in modalità agile.
La prestazione lavorativa in modalità agile può attuarsi anche attraverso l’uso di strumenti informatici nella disponibilità del dipendente, qualora non siano forniti dal datore di lavoro.
Oltre a quanto sopra, la proroga dello stato di emergenza al 15 ottobre 2020 – come accennato in apertura – comporta la possibilità di continuare ad effettuare lo smart working in modalità semplificata, anche in assenza di accordo individuale. Si continuerà dunque, come stabilito dall’articolo 90 del DL Rilancio a comunicare, in via telematica, al Ministero del lavoro i nominativi dei lavoratori e la data di cessazione della prestazione di lavoro in modalità agile, ricorrendo alla documentazione resa disponibile nel sito internet dello stesso Ministero.
Gli obblighi di informativa sono assolti in via telematica anche ricorrendo alla documentazione resa disponibile sul sito dell’Inail.