Isi Agricoltura 2019/2020: il 24 settembre si chiude la procedura informatica

La domanda per partecipare al bando Isi Agricoltura 2019/2020 deve essere presentata in modalità telematica e successivamente confermata attraverso l’apposita procedura telematica, con upload/caricamento della documentazione come specificato negli Avvisi regionali/provinciali. La procedura informatica per la compilazione si chiude il 24 settembre 2020. Prerequisito necessario per accedere alla procedura di compilazione della domanda è che il soggetto destinatario sia in possesso delle credenziali di accesso ai servizi online Inail. Per ottenere le credenziali di accesso è necessario effettuare la registrazione sul portale Inail almeno 2 giorni lavorativi prima della chiusura della procedura informatica per la compilazione delle domande.

Con l’Avviso pubblico Isi Agricoltura 2019-2020 l’Inail finanzia investimenti in materia di salute e sicurezza sul lavoro in attuazione dell’articolo 1, commi 862 e seguenti, della legge 28 dicembre 2015, n. 208 attraverso la pubblicazione di singoli Avvisi pubblici regionali/provinciali ed in conformità all’articolo 11, comma 5 del decreto legislativo 9 aprile 2008 n.81 e successive modifiche ed integrazioni.
L’Avviso pubblico ha l’obiettivo di incentivare le micro e piccole imprese operanti nel settore della produzione primaria dei prodotti agricoli per l’acquisto di nuovi macchinari ed attrezzature di lavoro caratterizzati da soluzioni innovative per abbattere in misura significativa le emissioni inquinanti e, in concomitanza, conseguire la riduzione del livello di rumorosità o del rischio infortunistico o di quello derivante dallo svolgimento di operazioni manuali.
Sono destinatari dei finanziamenti le microimprese e le piccole imprese, di cui all’Allegato I del Regolamento (UE) n. 702/2014, operanti nel settore della produzione primaria dei prodotti agricoli, come definita dall’art. 2, punto (5) del medesimo Regolamento (UE), come individuati dalla legge n. 208/2015.
Sono ammissibili i progetti di acquisto o noleggio con patto di acquisto di trattori agricoli o forestali o di macchine agricoli e forestali. Le imprese possono presentare una sola domanda in una sola Regione o Provincia autonoma e per un solo asse di finanziamento.
Il bando è suddiviso in budget regionali e ripartito in due sub-assi di finanziamento: il primo, pari a 53 milioni di euro, destinato alla generalità delle micro e piccole imprese operanti nel settore della produzione primaria dei prodotti agricoli; il secondo, di 12 milioni di euro, è riservato ai giovani agricoltori, organizzati anche in forma societaria.
La domanda deve essere presentata in modalità telematica e successivamente confermata attraverso l’apposita procedura telematica e con upload/caricamento della documentazione come specificato negli Avvisi regionali/provinciali.
Sul portale Inail – nella sezione ACCEDI AI SERVIZI ONLINE – le imprese hanno a disposizione una procedura informatica che consente, attraverso un percorso guidato, di inserire la domanda di finanziamento con le modalità indicate negli Avvisi regionali.
La domanda compilata e registrata, esclusivamente, in modalità telematica, dovrà essere inoltrata allo sportello telematico per l’acquisizione dell’ordine cronologico.
Le domande ammesse agli elenchi cronologici dovranno essere confermate, a pena di decadenza dal beneficio, attraverso l’apposita funzione on line di upload/caricamento della documentazione, come specificato negli Avvisi regionali/provinciali. Le date di apertura e chiusura della procedura informatica, in tutte le sue fasi, saranno pubblicate sul portale dell’Istituto, nella sezione dedicata all’Avviso Isi Agricoltura 2019-2020.
La procedura informatica per la compilazione delle domande si chiude il 24 settembre 2020. Prerequisito necessario per accedere alla procedura di compilazione della domanda è che il soggetto destinatario sia in possesso delle credenziali di accesso ai servizi online Inail. Per ottenere le credenziali di accesso è necessario effettuare la registrazione sul portale Inail almeno 2 giorni lavorativi prima della chiusura della procedura informatica per la compilazione delle domande.

Premio di risultato 2020 per il Credito Cooperativo

Siglato a fine luglio, tra la FEDERCASSE e la FABI, la FIRST-CISL, la FISAC-CGIL, la SINCRA UGL CREDITO, la UILCA, l’accordo sul premio di risultato 2020 per i Quadri Direttivi ed il personale delle Aree Professionali delle BCC-CRA.

Le Parti si sono confrontate sulla disciplina di cui all’art. 1, commi da 182 a 190, legge n. 208 del 2015 in materia di detassazione dei Premi di produttività con specifico riferimento alla disciplina stabilita dal CCNL delle BCC CRA rispetto all’applicazione dell’imposta sostitutiva del 10 per cento in luogo dell’Irpef e delle relative addizionali, entro i limiti economici fissati dalla stessa disciplina.
Dopo ampio confronto, le Parti, convengono quanto segue:
Con riferimento alle disposizioni di contrattazione nazionale che disciplinano l’erogazione del Premio di risultato, le Parti confermano l’applicazione, per l’erogazione del Premio di risultato 2020 (bilanci 2019), delle disposizioni di cui al CCNL 9/1/2019 per i Quadri Direttivi ed il personale delle Aree Professionali delle BCC-CRA che disciplinano detto Premio per l’anno 2019.

CCNL Sacristi: Una tantum a settembre

  Erogata, nel mese di settembre la seconda tranche di una tantum prevista dal CCNL per i sacristi addetti al culto dipendenti da enti ecclesiastici.

Il CCNL ha previsto ai sacristi in forza dall’1/1/2018 in aggiunta alla retribuzione ordinaria prevista nel contratto, una indennità lorda una tantum, senza alcun riflesso su alcun istituto retributivo e di legge, pari ad euro 1.300,00 da erogarsi in 3 quote di cui la prima pari ad euro 500,00 al marzo 2019, euro 400,00 al marzo 2020 ed euro 400,00 al marzo 2021.

A seguito dell’emergenza COVID-19 le parti sottoscrittrici del CCNL rappresentate nell’ENBIFF avevano concordato di posticipare di 6 mesi l’erogazione della tranche di una tantum prevista per il mese di MARZO .
Pertanto, con lo stipendio di settembre spetta la seconda quota di una tantum di euro 400,00 , fatte salve eventuali intese individuali, di miglior favore per il sacrista
Per i Sacristi dipendenti a tempo parziale l’importo dell’una tantum sarà proporzionato in base alla percentuale dell’orario ridotto rispetto al tempo pieno (ore settimanali stabilite/44).

Edilizia – Avvio del Fondo Sanedil – Comunicato della CNCE

La CNCE, con comunicato del 21/9/2020, rende note le ultime comunicazioni del Fondo Sanitario Sanedil relative alle procedure di avvio

Il Fondo Sanedil ha comunicato alla CNCE che nella prima decade del prossimo mese di ottobre, a conclusione dei corsi di Formazione organizzati per gli addetti degli Enti preposti all’attività di sportello del Fondo stesso, saranno attive, al livello nazionale, le garanzie previste dai piani sanitari sottoscritti con le Compagnie Unisalute e Unipol. Di tale procedura di avvio, la CNCE dovrà informare le Casse Edili e le EdilCasse.
In considerazione del fatto che l’impianto e le modalità gestionali della procedura prevista per il funzionamento del Fondo, potrebbero comportare alcune iniziali difficoltà operative, il Fondo Sanedil, su specifica richiesta delle Compagnie assicurative, avvierà una fase sperimentale di 15 giorni, a partire dal 5 ottobre prossimo, con le Casse Edili/Edilcasse pilota elencate di seguito:
– Milano, Verona, Ceda Bologna, Edilc. Bergamo, Roma, Firenze, Nord Sardegna, Edilc. Abruzzo, Bolzano, Genova, Bologna, Edilc. Basilicata, Napoli, Perugia, Cedam Marche, Edilc. Sicilia, Torino, Venezia, Cosenza, Bari, Palermo.
Tutte le altre Casse Edili ed EdilCasse, ossia quelle non comprese nell’elenco, per la durata della fase sperimentale, avranno esclusivamente la possibilità di raccogliere le richieste di prestazione sanitaria, riservandosi di inoltrare i relativi flussi informatici alle Compagnie assicurative, mantenendo, comunque, inalterati i diritti degli iscritti, solo a conclusione dei 15 giorni necessari per collaudare il sistema.

 

ANF, la condizione di assoluta e permanente impossibilità di dedicarsi ad un proficuo lavoro

Al fine del riconoscimento del diritto all’assegno nucleo familiare, nel caso di nucleo composto da una sola persona, titolare di pensione ai superstiti da lavoro dipendente e che si trovi, a causa di infermità o difetto fisico o mentale, nell’assoluta e permanente impossibilità di dedicarsi ad un proficuo lavoro, tale ultima condizione va valutata non solo sotto l’aspetto clinico, ma anche tenendo conto dell’ambiente economico e sociale con il quale il soggetto interagisce e nel quale dovrebbe reimpiegarsi (Corte di Cassazione, ordinanza 17 settembre 2020, n. 19409).

Una Corte d’appello territoriale, in riforma della sentenza del Tribunale di di primo grado, avevo rigettato una domanda volta ad ottenere il riconoscimento del diritto agli assegni per il nucleo familiare quale coniuge superstite ex art. 2, co. 8, del D.L. n. 69/1988. Ad avviso della Corte di merito, il ricorrente non si trovava in situazione di inabilità al lavoro, ma solo in condizioni di ridotta capacità lavorativa.
Ricorrendo in Cassazione, il soggetto interessato lamentava che, ai fini del beneficio degli assegni per il nucleo familiare, l’assoluta e permanente impossibilità di dedicarsi ad un proficuo lavoro, andava valutata anche al fattore socio-economico tale da consentire una proficua occupazione in relazione alle condizioni di salute ed alla professionalità acquisita. Di contro, il CTU si sarebbe limitato ad accertare la permanente inabilità della ricorrente esclusivamente sotto il profilo medico.
Per la Suprema Corte il motivo è fondato.
L’assegno per il nucleo familiare, infatti, è finalizzato ad assicurare una tutela in favore di quelle famiglie che mostrano di essere effettivamente bisognose sul piano economico ed è attribuito in modo differenziato in rapporto al numero dei componenti ed al reddito del nucleo familiare, tenendo altresì conto dell’eventuale esistenza di soggetti colpiti da infermità o difetti fisici o mentali, che pertanto si trovino nell’assoluta e permanente impossibilità di dedicarsi ad un proficuo lavoro.
Orbene, l’indagare se un soggetto si trovi “a causa di infermità o difetto fisico o mentale, nell’assoluta e permanente impossibilità di dedicarsi ad un proficuo lavoro”, richiede l’accertamento della concreta possibilità, tenuto conto delle condizioni del mercato del lavoro, di dedicarsi ad un’attività lavorativa, anche estranea alle attitudini del soggetto, ma comunque rispettosa della dignità della persona, che sia utile ed idonea a soddisfare in modo normale e non usurante le sue primarie esigenze di vita (Corte di Cassazione, sentenza n. 16955/2004).
L’ accertamento del requisito dell’inabilità, quindi, presuppone quindi un’indagine accurata relativa non solo alle condizioni cliniche del soggetto, tali da renderlo direttamente collocabile sul mercato del lavoro, ma anche alle condizioni dell’ambiente economico e sociale con il quale egli interagisce e nel quale dovrebbe reimpiegarsi.