Nuove retribuzioni per i Pubblici esercizi e Stabilimenti Balneari – Confesercenti

Dal mese di febbraio sono in vigore i nuovi minimi retributivi per i pubblici esercizi, gli stabilimenti balneari e gli alberghi diurni – Confesercenti

Sono previsti, per i pubblici esercizi e per gli stabilimenti balneari e per gli alberghi diurni, i seguenti importi di paga base in vigore dal 1/2/2020

 

Livello

Minimo all’1/2/2020

Quadro A 1.648,93
Quadro B 1.489,01
1 1.349,00
2 1.189,09
3 1.092,66
4 1.002,75
5 908,26
6 Super 853,71
6 833,86
7 748,57

Retribuzione lavoratori extra di surroga

Personale Extra

Pubblici esercizi, Stabilimenti Balneari

Livello

Paga oraria dall’1/2/2020

4 14,38
5 13,69
6S 13,10
6 12,94
7 12,11

Resta inteso che gli importi di paga base nazionale sono ridotti per il personale delle aziende minori dei pubblici esercizi, degli stabilimenti balneari di terza e quarta categoria secondo i seguenti importi

 

Livello

Minimo dall’1/2/2020

Quadro A 1.643,25
Quadro B 1.483,85
1 1.343,84
2 1.184,70
3 1.088,80
4 999,39
5 905,16
6 Super 850,87
6 831,02
7 745,99

Misure COVID-19: il lavoro agile nelle aree considerate a rischio

La modalità di lavoro agile disciplinata dagli articoli da 18 a 23 della legge 22 maggio 2017, n. 81, è applicabile in via automatica ad ogni rapporto di lavoro subordinato nell’ambito di aree considerate a rischio nelle situazioni di emergenza nazionale o locale nel rispetto dei principi dettati dalle menzionate disposizioni e anche in assenza degli accordi individuali ivi previsti (DL n. 6/2020 e DPCM 23 febbraio 2020).

Allo scopo di evitare il diffondersi del COVID-19, nei comuni o nelle aree nei quali risulta positiva almeno una persona per la quale non si conosce la fonte di trasmissione o comunque nei quali vi è un caso non riconducibile ad una persona proveniente da un’area già interessata dal contagio del menzionato virus, le autorità competenti sono tenute ad adottare ogni misura di contenimento e gestione adeguata e proporzionata all’evolversi della situazione epidemiologica. Tra le misure, possono essere adottate anche le seguenti:
– divieto di allontanamento dal comune o dall’area interessata da parte di tutti gli individui comunque presenti nel comune o nell’area;
– divieto di accesso al comune o all’area interessata;
– sospensione di manifestazioni o iniziative di qualsiasi natura, di eventi e di ogni forma di riunione in luogo pubblico o privato, anche di carattere culturale, ludico, sportivo e religioso, anche se svolti in luoghi chiusi aperti al pubblico;
– sospensione dei servizi educativi dell’infanzia e delle scuole di ogni ordine e grado, nonché della frequenza delle attività scolastiche e di formazione superiore, compresa quella universitaria, salvo le attività formative svolte a distanza;
– sospensione dei servizi di apertura al pubblico dei musei e degli altri istituti e luoghi della cultura, nonché dell’efficacia delle disposizioni regolamentari sull’accesso libero o gratuito a tali istituti e luoghi;
– sospensione dei viaggi d’istruzione organizzati dalle istituzioni scolastiche del sistema nazionale d’istruzione, sia sul territorio nazionale sia all’estero;
– sospensione delle procedure concorsuali per l’assunzione di personale;
– applicazione della misura della quarantena con sorveglianza attiva agli individui che hanno avuto contatti stretti con casi confermati di malattia infettiva diffusiva;
– previsione dell’obbligo da parte degli individui che hanno fatto ingresso in Italia da zone a rischio epidemiologico, come identificate dall’Organizzazione mondiale della sanità, di comunicare tale circostanza al Dipartimento di prevenzione dell’azienda sanitaria competente per territorio, che provvede a comunicarlo all’autorità sanitaria competente per l’adozione della misura di permanenza domiciliare fiduciaria con sorveglianza attiva;
– chiusura di tutte le attività commerciali, esclusi gli esercizi commerciali per l’acquisto dei beni di prima necessità;
– chiusura o limitazione dell’attività degli uffici pubblici, degli esercenti attività di pubblica utilità e servizi pubblici essenziali, specificamente individuati;
– previsione che l’accesso ai servizi pubblici essenziali e agli esercizi commerciali per l’acquisto di beni di prima necessità sia condizionato all’utilizzo di dispositivi di protezione individuale o all’adozione di particolari misure di cautela individuate dall’autorità competente;
– limitazione all’accesso o sospensione dei servizi del trasporto di merci e di persone terrestre, aereo, ferroviario, marittimo e nelle acque interne, su rete nazionale, nonché di trasporto pubblico locale, anche non di linea, salvo specifiche deroghe;
– sospensione delle attività lavorative per le imprese, a esclusione di quelle che erogano servizi essenziali e di pubblica utilità e di quelle che possono essere svolte in modalità domiciliare;
– sospensione o limitazione dello svolgimento delle attività lavorative nel comune o nell’area interessata nonché delle attività lavorative degli abitanti di detti comuni o aree svolte al di fuori del comune o dall’area indicata, salvo specifiche deroghe, anche in ordine ai presupposti, ai limiti e alle modalità di svolgimento del lavoro agile.
Salvo che il fatto non costituisca più grave reato, il mancato rispetto delle misure di contenimento di cui al presente decreto è punito ai sensi dell’articolo 650 del codice penale. Il Prefetto, informando preventivamente il Ministro dell’interno, assicura l’esecuzione delle misure avvalendosi delle Forze di polizia e, ove occorra, delle Forze armate, sentiti i competenti comandi territoriali.
Il decreto legge entra in vigore il giorno stesso della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana (G.U. 23 febbraio 2020, n. 45).
Il DPCM 23 febbraio 2020 – pubblicato nella stessa Gazzetta – reca disposizioni attuative del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 60, fra queste l’articolo 3 dispone che la modalità di lavoro agile disciplinata dagli articoli da 18 a 23 della legge 22 maggio 2017, n. 81, è applicabile in via automatica ad ogni rapporto di lavoro subordinato nell’ambito di aree considerate a rischio nelle situazioni di emergenza nazionale o locale nel rispetto dei principi dettati dalle menzionate disposizioni e anche in assenza degli accordi individuali ivi previsti.
Qualora si verifichino le condizioni di cui sopra, gli obblighi di informativa di cui all’art. 23 della legge 22 maggio 2017, n. 81, sono resi in via telematica anche ricorrendo alla documentazione resa disponibile sul sito dell’Istituto nazionale assicurazione infortuni sul lavoro.
Il Prefetto territorialmente competente, informando preventivamente il Ministro dell’interno, assicura l’esecuzione delle misure avvalendosi delle Forze di polizia e, ove occorra, con il possibile concorso dei nuclei regionali N.B.C.R. del Corpo nazionale dei Vigili del fuoco, nonché delle Forze armate, sentiti i competenti comandi territoriali.
Al momento, i comuni interessati dalle misure urgenti di contenimento del contagio nella Regione Lombardia: Bertonico; Casalpusterlengo; Castelgerundo; Castiglione D’Adda; Codogno; Fombio; Maleo; San Fiorano; Somaglia; Terranova dei Passerini.Nella Regione Veneto: Vò.
Le disposizioni del DPCM sono in vigore da ieri ed efficaci per quattordici giorni, salva diversa successiva disposizione.

CCNL Turismo – Avviso Comune 21/2/2020 Federturismo Aica

CCNL Turismo – Avviso Comune 21/2/2020 Federturismo Aica

Sottoscritto il 21/2/2020, tra AICA, FEDERTURISMO CONFINDUSTRIA e FILCAMS-CGIL, FISASCAT-CISL e UILTUCS-UIL, le parti firmatarie del CCNL Industria Turistica 14/11/2016, un avviso Comune in ordine agli effetti del Coronavirus

Le Parti del settore in oggetto, si sono incontrate per la firma del presente avviso comune per fronteggiare alla situazione che si sta verificando in ordine agli effetti del Coronavirus sul Turismo, in considerazione del fatto che l’Italia è tra i Paesi maggiormente e che il 2020 avrebbe dovuto essere l’anno Bilaterale Turismo e Cultura Italia-Cina.
In questo periodo si assiste ad un crollo verticale delle presenze di turisti cinesi in Italia e, contestualmente, si riducono anche le prenotazioni da parte dei turisti stranieri in generale. A ciò si aggiungono gli effetti sul comparto outgoing, in cui si assiste, non solo ad un azzeramento della domanda verso la Cina e verso le altre mete asiatiche (es Thailandia, Giappone, Indocina, etc), ma anche ad un importante blocco della domanda di viaggi in generale per tutte le destinazioni del mondo. Inoltre, per quanto riguarda i viaggi già prenotati, si registra un tasso di cancellazione più che raddoppiato rispetto all’analogo periodo dello scorso anno.
Considerato che il settore turistico rappresenta una parte fondamentale del tessuto economico del Paese, incidendo per il 13% sul PIL e per il 14,7% per l’occupazione totale, le parti, con la firma dell’vviso comune, convengono che proseguiranno con un monitoraggio costante in ordine agli impatti sul settore di quanto sopra evidenziato e chiedono al Governo la convocazione di un tavolo o di un incontro congiunto per condividere i problemi del settore e individuare misure specifiche ed urgenti a sostegno delle imprese e dei lavoratori, atte a fronteggiare la situazione.

Cessione del credito, il Tfr non soggiace al limite del quinto

Anche in tema di cessione dei crediti da lavoro va affermato il principio generale della libera cedibilità dei crediti (art. 1260 c.c.), salvo che il loro trasferimento sia espressamente vietato dalla legge o che si tratti di crediti di carattere strettamente personale, intendendosi per tali quelli volti al diretto soddisfacimento di un interesse fisico o morale della persona, per i quali l’incedibilità è sancita in generale a tutela del debitore (Corte di Cassazione, sentenza 17 febbraio 2020, n. 3913)

Una Corte di appello territoriale, nell’ambito di un procedimento di accertamento dell’obbligo del terzo pignorato, intrapreso da un creditore nei confronti della società datrice di lavoro del debitore principale, aveva accertato che detta società era ancora debitrice verso il dipendente di alcune somme a titolo di retribuzioni indebitamente trattenute e del trattamento di fine rapporto. La Corte, in particolare, aveva ritenuto che la progressiva assimilazione legale del trattamento riservato alla tutela degli emolumenti dei dipendenti pubblici a quella dei dipendenti privati, garantiva la loro incedibilità oltre il quinto, anche per quanto concerneva il Tfr, sicché la società datrice di lavoro non poteva pagare al creditore una somma oltre la soglia di un quinto del Tfr maturato. Inoltre, secondo la Corte non era stata raggiunta la prova dell’avvenuto pagamento al creditore di una somma pari al totale delle competenze di fine rapporto maturate.
Ricorre così in Cassazione la società datrice, lamentando “violazione o falsa applicazione delle norme di diritto” (art. 360, n. 3, c.p.c.; art. 52, L. n. 311/2004; L. n. 266/2005; artt. 1, 5 e 52, D.P.R. n. 180/1950), in quanto alla cessione del trattamento di fine rapporto non si applicherebbe il limite del quinto. Di qui, l’irrilevanza della prova che la società abbia pagato al creditore la totalità della somma, in quanto la cessione consensuale del credito determina che il debitore ceduto, dal momento in cui è a conoscenza della cessione, è tenuto per legge a pagare al solo cessionario.
Per la Suprema Corte il ricorso è fondato.
In mancanza di espliciti divieti legali in ordine alla cessione del credito per trattamento di fine rapporto, opera la regola generale (art. 1260 c.c.) che è quella della liberà cedibilità dei crediti, salvo che si tratti di crediti di carattere strettamente personale o il loro trasferimento sia vietato dalla legge (Corte di Cassazione, sentenza n. 4930/2003).
Detti divieti, costituendo appunto eccezione alla regola generale, non possono essere applicati al di fuori dei casi espressamente contemplati (art. 14, delle Disposizioni sulla legge in generale).
Altresì, non è possibile ritenere che il credito del lavoratore in ordine al trattamento di fine rapporto sia di natura strettamente personale, dovendo intendersi per tali quelli volti al diretto soddisfacimento di un interesse fisico o morale della persona, per i quali l’incedibilità è sancita in generale a tutela del debitore.
Tantomeno, la qualificazione di credito strettamente personale può derivare dal fatto che avendo il trattamento di fine rapporto natura di retribuzione differita, a cui deve aggiungersi, secondo costante giurisprudenza, una funzione latamente previdenziale, esso assolve anche ad una funzione alimentare del lavoratore e della sua famiglia, poiché soltanto il credito alimentare che trova la sua fonte nella legge non è cedibile. Peraltro, la funzione alimentare che al trattamento di fine rapporto deriva dalla sua natura retributiva, va riferita soltanto a parte del trattamento ed è anche eventuale.
Infine, ai sensi dell’articolo 52 del D.P.R. 05 gennaio 1950, n. 180/1950, applicabile anche ai crediti di un lavoratore alle dipendenze di azienda privata, sia nel caso di lavoro a tempo indeterminato che a tempo determinato, è espressamente previsto che il limite del quinto non operi per la cessione del trattamento di fine rapporto, fungendo essa da forma di garanzia per l’estinzione del debito contratto dal cedente.

Rinnovato il CCNL per la Cooperative dello spettacolo

 

Sottoscritto il rinnovo del CCNL per artisti, tecnici, amministrativi e ausiliari dipendenti da società cooperative e imprese sociali operanti nel settore della produzione culturale e dello spettacolo

L‘accordo, che decorre dall’1/1/2019 e scade il 31/12/2022, prevede i seguenti minimi retributivi previsti per tutti i dipendenti del settore

Dall’1/2/2020

Liv.

Parametro

Minimo mensile conglobato

Minimo giornaliero

Magg. 25,30% (art. 24, lett. A)

Totale Minimo giornaliero

EDR Mensile (*)

Q 212,03 2.195,51 73,18 18,51 91,69 246,67
1 191,13 2.034,71 67,82 17,16 84,98 222,35
2 160,19 1.795,73 59,85 15,14 74,99 180,99
3 145,15 1.680,16 56,00 14,17 70,17 161,07
4 130,1 1.563,96 52,13 13,19 65,32 144,79
5 118,4 1.474,09 49,14 12,43 61,57 128,59
6 726,23 1.332,97 44,43 11,24 55,67 114,48

Dall’1/1/2021

Liv.

Parametro

Minimo mensile conglobato

Minimo giornaliero

Magg. 25,30% (art. 24, lett. A)

Totale Minimo giornaliero

EDR Mensile (*)

Q 212,03 2.228,44 74,27 18,79 93,06 213,74
1 191,13 2.065,23 68,83 17,41 86,24 191,83
2 160,19 1.822,67 60,75 15,37 76,12 154,05
3 145,15 1.705,36 56,84 14,38 71,22 135,87
4 130,1 1.587,42 52,91 13,39 66,30 121,33
5 118,4 1.496,20 49,88 12,62 62,50 106,48
6 726,23 1.352,96 45,10 11,41 56,51 94,49

Dall’1/1/2022

Liv.

Parametro

Minimo mensile conglobato

Minimo giornaliero

Magg. 25,30% (art. 24, lett. A)

Totale Minimo giornaliero

EDR Mensile (*)

Q 212,03 2.261,87 75,38 19,07 94,45 180,31
1 191,13 2.096,21 69,86 17,67 87,53 160,85
2 160,19 1.850,00 61,66 15,60 77,26 126,72
3 145,15 1.730,94 57,69 14,59 72,28 110,29
4 130,1 1.611,23 53,70 13,59 67,29 97,52
5 118,4 1.518,64 50,63 12,81 63,44 84,04
6 726,23 1.373,25 45,78 11,58 57,36 74,20

– Nota (*) –

EDR mensile si applica esclusivamente ai lavoratori degli enti di cui agli artt. 10, 11 e 14 del DM 27/7/2017