Soggetto iscritto all’AIRE: rettifica dichiarazione per agevolazioni “prima casa”

Con Risposta ad interpello n. 333 del 10 settembre 2020, l’Agenzia delle Entrate chiarisce che ai fini delle agevolazioni “prima casa” è possibile rettificare la dichiarazione in atto, per indicare che al momento della stipula del contratto di compravendita era cittadino italiano emigrato all’estero iscritto all’AIRE, entro 18 mesi dall’atto di acquisto, con un atto integrativo nella stessa forma utilizzata per l’acquisto.

Le agevolazioni per l’acquisto della “prima casa” consentono l’applicazione dell’imposta di registro nella misura del 2% e delle imposte ipotecaria e catastale nella misura fissa di 50 euro ciascuna.
I benefici spettano all’acquirente qualora ricorrano specifiche condizioni stabilite dalla normativa in materia.
La disposizione stabilisce, in particolare, che ai fini delle agevolazioni “l’immobile sia ubicato nel territorio del comune in cui l’acquirente ha o stabilisca entro diciotto mesi dall’acquisto la propria residenza, …, ovvero, nel caso in cui l’acquirente sia cittadino italiano emigrato all’estero, che l’immobile sia acquistato come prima casa sul territorio italiano. La dichiarazione di voler stabilire la residenza nel comune ove è ubicato l’immobile acquistato deve essere resa, a pena di decadenza, dall’acquirente nell’atto di acquisto”.
Tra le condizioni, dunque, è previsto che nel caso in cui l’acquirente sia cittadino italiano emigrato all’estero, l’immobile acquistato costituisca la “prima casa” nel territorio italiano. In proposito è stato chiarito che l’acquisto agevolato è riconosciuto a prescindere dall’ubicazione dell’immobile sul territorio italiano, purché sussistano gli altri requisiti ed in particolare che l’immobile acquistato sia la prima casa sul territorio nazionale.
Per tale ipotesi, quindi, il legislatore ha ampliato l’ambito territoriale nel quale è possibile acquistare in regime agevolato senza, peraltro, prevedere l’obbligo di stabilire entro diciotto mesi la propria residenza nel comune in cui è situato l’immobile acquistato. Tale previsione a favore del cittadino emigrato all’estero, trova giustificazione nel “particolare valore sociale riconosciuto al lavoro prestato all’estero ed all’emigrazione”.
La condizione di emigrato all’estero non deve necessariamente essere documentata con un certificato di iscrizione all’AIRE, ma può essere autocertificata dall’interessato con una dichiarazione resa nell’atto di acquisto, fermo restano in ogni caso fermi gli altri requisiti (assenza di altri diritti reali su immobili ubicati nello stesso Comune, novità nel godimento dell’agevolazione).
Con riferimento alla suddetta condizione, l’Agenzia delle Entrate chiarisce che qualora l’acquirente non abbia dichiarato in atto di essere iscritto all’AIRE, pur avendo i requisiti, possa mantenere le agevolazioni fruite, a condizione che dichiari, con un atto integrativo, nella medesima forma giuridica del precedente, entro il termine di 18 mesi dall’atto di acquisto, che al momento della stipula del contratto di compravendita era cittadino italiano emigrato all’estero, iscritto all’AIRE.
Con ciò rettificando la dichiarazione resa nell’atto di acquisto in relazione alla residenza.
Tale atto integrativo deve essere prodotto per la registrazione presso l’Ufficio in cui è stato registrato l’atto di acquisto originario.


Si ricorda che i termini per effettuare gli adempimenti previsti ai fini del mantenimento del beneficio “prima casa” che scadono nel periodo compreso tra il 23 febbraio 2020 e il 31 dicembre 2020 sono stati sospesi dal cd. “decreto liquidità”, e inizieranno o riprenderanno a decorrere dal 1° gennaio 2021.