Via libera alla dichiarazione dei redditi precompilata

L’introduzione della dichiarazione precompilata per circa 30 milioni di contribuenti tra cui lavoratori dipendenti e pensionati inizia già nel 2015. Con l’invio della dichiarazione precompilata è l’Amministrazione finanziaria il soggetto obbligato a raccogliere ed elaborare i dati, al fine di inviarne le risultanze al contribuente, secondo una rigida scadenza temporale. Al contribuente rimane l’obbligo di verificare l’esattezza e la completezza dei dati in possesso dell’Amministrazione finanziaria.

Per l’elaborazione della dichiarazione precompilata, l’Agenzia delle Entrate utilizzerà i seguenti dati:
– le informazioni disponibili in Anagrafe tributaria (ad esempio la dichiarazione dell’anno precedente e i versamenti effettuati);
– i dati trasmessi da parte di soggetti terzi (ad esempio banche, assicurazioni ed enti previdenziali);
– i dati contenuti nelle certificazioni rilasciate dai sostituti d’imposta con riferimento ai redditi di lavoro dipendente e assimilati, ai redditi di lavoro autonomo e ai redditi diversi (ad esempio, compensi per attività occasionali di lavoro autonomo);
– i dati del sistema Tessera Sanitaria che a partire dalla dichiarazione dei redditi da presentare nel 2016, relativa all’anno d’imposta 2015 consentirà di inserire nella dichiarazione i dati relativi alle spese mediche, di assistenza specifica e delle spese sanitarie che danno diritto a deduzioni dal reddito o detrazioni d’imposta.
 I sostituti d’imposta hanno l’obbligo di trasmettere entro il 7 marzo di ogni anno all’Agenzia delle entrate i dati relativi alla certificazione unica che attesta l’ammontare complessivo delle somme erogate, delle ritenute operate, delle detrazioni d’imposta effettuate e dei contributi previdenziali e assistenziali trattenuti. In caso di omessa, tardiva o errata trasmissione dei dati si prevede una sanzione nella misura fissa di cento euro per ogni certificazione.
Entro il 15 aprile di ciascun anno la dichiarazione precompilata viene resa disponibile in via telematica al contribuente, che può accettarla oppure modificarla, rettificando i dati comunicati dall’Agenzia e inserendo ulteriori informazioni. Il contribuente accede alla dichiarazione precompilata attraverso i seguenti canali:
– direttamente on line tramite il sito internet dell’Agenzia delle Entrate;
– conferendo apposita delega al proprio sostituto d’imposta che presta assistenza fiscale;
– conferendo apposita delega a un centro di assistenza fiscale o a un professionista abilitato.
Ulteriori sistemi alternativi per rendere disponibile al contribuente la propria dichiarazione precompilata saranno individuati con successivi provvedimenti del Direttore dell’Agenzia delle Entrate. Rimane, comunque, ferma la possibilità per il contribuente di presentare la dichiarazione dei redditi con le modalità ordinarie, compilando il modello 730 o il modello Unico Persone fisiche.
Il contribuente può accettare la dichiarazione precompilata ricevuta dall’Agenzia o eventualmente modificarla, direttamente o tramite sostituto d’imposta che presta assistenza fiscale o attraverso i CAF e i professionisti abilitati.
In caso di accettazione senza modifiche della dichiarazione proposta dall’Agenzia delle Entrate direttamente dal contribuente, non si effettua il controllo formale sui dati relativi agli oneri indicati nella dichiarazione forniti dai soggetti terzi. In caso, invece, di modifiche effettuate direttamente dal contribuente (anche tramite il sostituto d’imposta che presta assistenza fiscale), che incidono sulla determinazione del reddito o dell’imposta, non si applicano le esclusioni dal controllo formale. Nel caso in cui la dichiarazione venga presentata, con o senza modifiche, tramite CAF o professionisti abitati, questi ultimi sono tenuti all’apposizione del visto di conformità sui dati della dichiarazione, compresi quelli forniti con la dichiarazione precompilata (oneri deducibili, detraibili, ritenute).
Un’altra novità è l’unificazione alla data del 7 luglio dell’anno successivo al periodo d’imposta al quale si riferisce la dichiarazione, del termine per la presentazione del modello 730, sia se ciò avviene direttamente dal contribuente, sia se la trasmissione avviene tramite sostituto d’imposta oppure mediante CAF o professionista.

CCNL AREA MECCANICA ARTIGIANATO: prorogata la disciplina dell’apprendistato professionalizzante

Prorogata al 31/12/2014 la disciplina transitoria dell’apprendistato professionalizzante di cui all’accordo interconfederale 3/5/2012 per i Settori del CCNL Area Meccanica Artigiana: Metalmeccanica – Odontotecnica – Oreficeria

Il giorno 28/10/2014, tra CONFARTIGIANATO Autoriparazione, CONFARTIGIANATO Metalmeccanica di Produzione, CONFARTIGIANATO Impianti, CONFARTIGIANATO Orafi, CONFARTIGIANATO Fe.Na.Od.I, CNA Produzione, CNA installazione e Impianti, CNA la Servizi alla Comunità/Autoriparatori, CNA Artistico e tradizionale, CNA Benessere e Sanità, CASARTIGIANI, CLAAI e FIOM-CGIL, FIM-CISL, UILM-UIL, si è stipulato l’accordo per la proroga della disciplina dell’apprendistato professionalizzante di cui al D.Lgs. n. 167/2011. L’intesa stabilisce che l’Accordo Interconfederale del 3/5/2012, con cui è stata definita per tutti i settori dell’Artigianato la disciplina transitoria dei contratti di apprendistato di cui al D.Lgs. 14/12/2011, è prorogato fino al 31/12/2014.

Consorzi ed Enti di industrializzazione FICEI: è SIRIO PERSEO il Fondo di Previdenza Complementare

Il giorno 23/10/2014, tra FICEI e FP-CGIL, FPS-CISL, UIL-FPL, la FINDICI, si è stipulato l’accordo per l’istituzione della previdenza complementare per il personale dipendente dei Consorzi ed Enti di Industrializzazione aderenti alla FICEI.

Le parti firmatarie, in attuazione dell’art. 73 del CCNL per i dipendenti dei Consorzi ed Enti di Industrializzazione stipulato in data 31/7/2013, hanno istituito per il personale dipendente dei Consorzi ed Enti di Industrializzazione di cui all’art. 36 della legge 5/10/1991 n. 317 aderenti alla FICEI e per il personale dipendente della FICEI, una forma pensionistica complementare, in conformità alle previsioni di cui al D.Lgs. 5/12/2005 n. 252.
L’individuazione del Fondo Nazionale di Previdenza Complementare al quale aderire viene individuato nel fondo denominato SIRIO PERSEO costituito con atto 30/9/2014, fatta salva la volontà dei lavoratori di aderire ad altro Fondo.
Le parti chiariscono però, che non rientrano nella fattispecie di cui sopra, i Consorzi ed Enti che versano contributi a fondi o istituti, di qualsiasi forma e di qualsiasi denominazione, che prevedono la erogazione ai dipendenti, a fine rapporto di lavoro, di somme o di rendite diverse da quelle obbligatoriamente previste o da norme contrattuali (sia individuali che collettive), o da disposizioni di legge. E’ però fatto salvo il diritto per il lavoratore di trasformare in tutto o in parte i fondi o istituti di questo tipo, nella previdenza complementare appena istituita.
L’adesione al Fondo Sirio Perseo è volontaria.
La contribuzione al Fondo è calcolata in percentuale per dodici mensilità sulla retribuzione individuale fissa e continuativa di ciascun lavoratore in vigore riferita a ciascun livello di inquadramento.
La contribuzione è dovuta nelle seguenti misure minime:

a) a carico dell’Azienda 2%;
b) a carico del lavoratore 1%;
c) a carico del TFR almeno 2% del maturando per gli assunti fino al 28/4/1993 e intero TFR per gli assunti dopo il 28/4/1993.

Nessun rimborso Irap per il professionista con familiare che amplia le capacità personali

È tenuto a versare l’Irap il professionista che si avvale dell’ausilio di un familiare, se tale collaborazione determina l’ampliamento delle capacità personali e dunque si configura l’automa organizzazione (Corte di Cassazione – Ordinanza 24 ottobre 2014, n. 22628).

Nell’ambito dell’imposta regionale sulle attività produttive (Irap), il requisito dell’autonoma organizzazione, il cui accertamento spetta al giudice di merito, ricorre quando il contribuente:
– sia, sotto qualsiasi forma, il responsabile dell’organizzazione e non sia, quindi, inserito in strutture organizzative riferibili ad altrui responsabilità ed interesse;
– impieghi beni strumentali eccedenti il minimo indispensabile per l’esercizio dell’attività in assenza dell’organizzazione.
Costituisce onere del contribuente, che chieda il rimborso dell’imposta asseritamente non dovuta, dare la prova dell’assenza delle predette condizioni.
Alla stregua di tali consolidati principi la Suprema Corte, con la citata ordinanza n. 22628/2014, accogliendo il ricorso dell’Agenzia dell’Entrate avverso la sentenza della CTR, afferma che l’attività prestata dal collaboratore in un’impresa familiare se determina l’ampliamento delle capacità personali del professionista, contribuisce alla sussistenza del requisito dell’autonoma organizzazione.

Ultimo giorno per la comunicazione dei beni ai soci

Oggi, 30 ottobre 2014, scade il termine per la trasmissione all’Anagrafe tributaria dei dati relativi ai beni dell’impresa concessi in godimento a soci o familiari e quelli relativi ai soci o familiari dell’imprenditore che effettuano finanziamenti o capitalizzazioni nei confronti dell’impresa.

La scadenza, modificata dal provvedimento n. 54581/2014 dell’Agenzia delle Entrate, è stata fissata entro il trentesimo giorno successivo al termine di presentazione della dichiarazione dei redditi, al fine di agevolare l’adempimento comunicativo.
Si rammenta che la comunicazione in oggetto deve essere effettuata da:
– i soggetti che esercitano attività di impresa, sia in forma individuale che collettiva, tenuti a comunicare i dati dei soci – comprese le persone fisiche che direttamente o indirettamente detengono partecipazioni nell’impresa concedente – e dei familiari dell’imprenditore che hanno ricevuto in godimento beni dell’impresa, qualora sussista una differenza tra il corrispettivo annuo relativo al godimento del bene ed il valore di mercato del diritto di godimento;
– i soggetti che esercitano attività di impresa, sia in forma individuale che collettiva, tenuti a comunicare i dati delle persone fisiche soci o familiari dell’imprenditore che hanno concesso all’impresa, nell’anno di riferimento, finanziamenti o capitalizzazioni per un importo complessivo, per ciascuna tipologia di apporto, pari o superiore a 3.600 euro.
Per entrambe le tipologie di contribuenti la comunicazione deve essere inviata esclusivamente in via telematica, direttamente o tramite intermediari abilitati, utilizzando il servizio telematico Entratel o Fisconline.