FIRMATA L’IPOTESI DI ACCORDO PER IL RINNOVO DEL CCNL IMPIANTI A FUNE

Firmata, il giorno 10/12/2013, tra l’ANEF la FILT-CGIL, la FIT-CISL, la UILT-UIL e il SAVT, l’ipotesi di accordo per il rinnovo del CCNL Impianti a fune, parte economica e normativa, per il triennio 2013-2016. Le parti si riservano di sottoporre l’intesa, entro il 20 dicembre, all’approvazione dei rispettivi organi associativi.

 

Aumenti della retribuzione
Le parti concordano un aumento complessivo della retribuzione minima base di Euro 107,00 mensili lordi, riferiti al livello 4, e da riparametrarsi per gli altri, sulla base della vigente scala parametrale, così ripartito e con le seguenti decorrenze:
– aumento di Euro 20,00 mensili lordi con decorrenza 1/12/2013;
– aumento di Euro 15,00 mensili lordi con decorrenza 1/5/2014;
– aumento di Euro 25,00 mensili lordi con decorrenza 1/1/2015;
– aumento di Euro 20,00 mensili lordi con decorrenda 1/5/2015;
– aumento di Euro 27,00 mensili lordi con decorrenza 1/1/2016.

Tabella Aumenti retributivi

Livello Param. Dal 1/12/2013 Dal 1/5/2014 Dal 1/1/2015 Dal 1/5/2015 Dal 1/1/2016
1 Super 210 28,97  21,72  36,21  28,97  39,10
1 195  26,90  20,17  33,62  26,90  36,31
2 176  24,28  18,21  30,34  24,28  32,77
3 160  22,07  16,55  27,59  22,07  29,79
4 145  20,00  15,00  25,00  20,00  27,00
5 130  17,93  13,45  22,41  17,93  24,21
6 120  16,55  12,41  20,69  16,55  22,34
7 100  13,79  10,34  17,24  13,79  18,62

Tabella Minimi tabellari

Livello Param. Dal 1/12/2013 Dal 1/5/2014 Dal 1/1/2015 Dal 1/5/2015 Dal 1/1/2016
1 Super 210 1.643,40 1.665,12 1.701,33 1.730,30 1.769,40
1 195 1.526,12 1.546,29 1.579,91 1.606,81 1.643,12
2 176 1.377,66 1.395,87 1.426,21 1.450,49 1.483,26
3 160 1.252,11 1.268,66 1.296,25 1.318,32 1.348,11
4 145 1.134,59 1.149,59 1.174,59 1.194,59 1.221,59
5 130 1.017,57 1.031,02 1.053,43 1.071,36 1.095,57
6 120 939,32 951,73 972,42 988,97 1.011,31
7 100 782,81 793,15 810,39 824,18 842,80

Aumenti periodici di anzianità
Al lavoratore è riconosciuto per ogni biennio di anzianità di servizio prestato presso la stessa azienda e nel medesimo livello di appartenenza un aumento retributivo di importo fisso nella misura di cui alla seguente tabella, fino ad un massimo di cinque bienni.
Gli aumenti periodici decorrono dal primo giorno del mese immediatamente successivo a quello in cui si compie il biennio di anzianità.
In caso di passaggio al livello superiore il lavoratore conserva il numero di aumenti periodici già acquisiti nel livello di provenienza nonché le frazioni di biennio già maturate.

Livello Importo scatto
1 S 81,00
1 75,00
2 68,00
3 62,00
4 56,00
5 50,00
6 47,00
7 39,00

Norme transitorie
Le parli si danno atto che per i lavoratori già in servizio alta data del 30/11/2013 restano fermi l’anzianità e gli scatti maturati alla data stessa, il cui importo è quantificato in cifra fissa senza ulteriore indicizzazione né rivalutazione, fino alla concorrenza dei massimo di cinque bienni riconosciuto ai sensi del primo comma.

Sospensione dell’attività di trasporto
Qualora nel corso di una giornata lavorativa si verifichi, una interruzione dell’attività di trasporto per cause di forza maggiore assolutamente indipendenti dalla volontà aziendale (quali ad esempio quelle meteorologiche o di interruzione della fornitura energetica) e non sia possibile all’azienda utilizzare diversamente il personale, sia quello adibito direttamente al trasporto sia quello non direttamente adibito (esempio cassiere, gestione piste), al lavoratore compete il pagamento della retribuzione relativa all’orario contrattuale normale. Il 75% delle ore non lavorate può essere recuperato utilizzando le ore dei permessi di cui all’art. 12 ultimo comma (Orario di Lavoro) del CCNL.
Inoltre e sempre che il lavoratore ne sia stato tempestivamente preavvertito, può essere considerato giorno di riposo settimanale, in sostituzione di quello previsto dal turno, il giorno in cui, per le citate cause di forza maggiore, l’attività di trasporto rimanga sospeso per l’intero turno di lavoro.
In caso di sospensione dell’attività di trasporto per più giorni interi, dovuta a causa di forza maggiore, l’azienda, sempre che non utilizzi il personale in altre mansioni e salvi gli effetti di cui al comma precedente, è tenuta a retribuire il personale stesso per I successivi 4 giorni, con facoltà, però, di procedere al recupero delle ore non lavorate utilizzando le ore dei permessi di cui all’art. 12 ultimo comma del CCNL.
Le ore non lavorate di cui ai commi 1 e 3 possono essere recuperate fino ad un massimo complessivo di 32 ore.
In assenza di disponibilità totale o parziale di permessi di cui all’art. 12 ultimo comma (Orario di Lavoro) del presente CCNL le ore non lavorateci cui ai commi 2 e 4 del presente articolo saranno recuperate, entro 45 giorni con le modalità di cui al comma successivo nel limite massimo di 1 ora e 30 minuti al giorno.

Orario multiperiodale
Per far fronte a necessità connesse a variazioni di intensità dell’attività lavorativa, la durata dell’orario di lavoro potrà risultare anche da una media plurisettimanale nell’arco di 17 settimane con i limiti massimi di 48 ore settimanali e con una durata minima di 32 ore settimanali.
Nell’ambito delle flessibilità sopra previste, i lavoratori interessati percepiranno la retribuzione relativa all’orario contratture settimanale sia nei periodi di superamento che in quelli di minore prestazione.
Gli scostamenti del programma con le relative motivazioni saranno portati a conoscenza della r.s.u. e, ove ancora non costituita, alle r.s.a. In tali casi, le prestazioni eccedenti il normale orario di lavoro settimanale daranno luogo ad una maggiorazione del 10% della retribuzione ordinaria. Nel caso in cui al termine delle 17 settimane le ore lavorate eccedano l’orario normale settimanale le ore eccedenti saranno retribuite come ore di lavoro straordinario.

Lavoro a tempo parziale
Nelle ipotesi di lavoro a tempo parziale orizzontale, in cui la riduzione è prevista in relazione all’orario giornaliero di lavoro, ovvero di lavoro a tempo parziale verticale o misto, ogni volta che la prestazione pattuita sia inferiore all’orario settimanale, è consentito il ricorso al lavoro supplementare nella misura massima fino alla concorrenza dell’orario settimanale di lavoro per il personale a tempo pieno. Il lavoro supplementare è retribuito con la maggiorazione del 20% fino alla concorrenza di un quarto dell’orario settimanale di lavoro per il personale a tempo pieno; il lavoro supplementare prestato oltre tale limite e fino alla misura massima di cui al periodo precedente è retribuito con la maggiorazione del 25%. Il rifiuto del lavoratore ad effettuare il lavoro supplementare non può in nessun caso essere considerato giustificato motivo di licenziamento né può dar luogo a qualsiasi provvedimento disciplinare;

Apprendistato Professionalizzante ex D.Lgs. 167/2011
In attuazione delle disposizioni di cui al D.Lgs. 167 del 2011 ed alla Legge n. 92/2012, il contratto di apprendistato professionalizzante può essere instaurato con i giovani di età compresa tra diciotto e i. ventinove anni, ed è finalizzato alla qualificazione dei lavoratori attraverso un percorso di formazione per l’acquisizione di competenze di base, trasversali e tecnico-professionali.
Per i soggetti in possesso di un qualifica professionale, ai sensi della legge 53/2003, conseguita ai sensi del D.Lgs. 17/10/2005, n. 226 il contratto di apprendistato professionalizzante può esser stipulato dal diciassettesimo anno di età.
La durata del periodo di prova, non può essere superiore a quanto previsto dal CCNL per il livello da acquisirsi.
Possono essere assunti con contratto di apprendistato professionalizzante i lavoratori destinati a svolgere le mansioni proprie del I Super, II, III, IV, V e VI livello.
La durata massima del periodo dì apprendistato professionalizzante e la sua suddivisione in periodi ai fini retributivi così determinata:

Livelli Durata complessiva Mesi Primo periodo Mesi Secondo periodo Mesi Terzo periodo Mesi
I Super 36 12 12 12
I 36 12 12 12
II 36 12 12 12
III 36 12 12 12
IV 36 10 16 10
V 36 6 12 18
VI 36 6 12 18

Il trattamento economico dell’apprendistato professionalizzante è cosi determinato:
– nel primo periodo: 80% della retribuzione di fatto nazionale e aziendale o territoriale;
– nel secondo periodo: 85% della retribuzione dì fatto nazionale e aziendale o territoriale;
– nel terzo ed ultimo periodo: 95% della retribuzione di fatto nazionale e aziendale o territoriale.
La facoltà d’assunzione con contratto d’apprendistato professionalizzante di cui al comma 8 del presente articolo non è esercitarle dalle aziende che, at momento della stipulazione di nuovo contratto, risultino non aver mantenuto in servizio almeno il 60% dei contratti di apprendistato scaduti nei 24 mesi precedenti. Detta regola si applica nelle aziende con più apprendisti. A tal fine non si computano i lavoratori che si siano dimessi, quelli licenziati per giusta causa e quelli che, al termine del rapporto di apprendistato, abbiano rifiutato la proposta di rimanere in servizio con rapporto di lavoro a tempo indeterminato.
In caso di infortunio sul lavoro l’azienda integrerà il trattamento Inail fino al 100 per cento della retribuzione normale nel primo giorno e fino alla cessazione dell’indennità di invalidità temporanea nei limiti del periodo di durata dell’apprendistato.
In caso di malattia viene mantenuto il rapporto e corrisposto corrisponderà agli apprendisti un trattamento economico ragguagliato alla normale retribuzione loro spettante per un massimo di 6 mesi per ogni anno e nei limiti del periodo di durata dell’apprendistato.

Apprendistato in cicli stagionali

Conformemente a quanto previsto dall’art. 4, comma 5, del D.Lgs.167/2011, e ferma rimanendo la durata massima del periodo di apprendistato di cui al presente articolo, è consentito articolare lo svolgimento dell’apprendistato in più stagioni attraverso più rapporti a tempo determinato.
Possono essere assunti con contratto di apprendistato in cicli stagionali i lavoratori destinati a svolgere mansioni proprie delle figure professionali in quadrate nei livelli professionali VI, V, IV, III.
L’apprendista assunto a tempo determinato per la stagione può esercitare il diritto di precedenza nella assunzione presso la stessa azienda nella stagione successiva, con le medesime modalità che la legge e la contrattazione riconoscono ai lavoratori qualificati.
Sono utili ai fini del computo della durata dell’apprendistato stagionale anche le prestazioni di breve durata eventualmente rese nell’intervallo tra una stagione e l’altra.
Ai fini del computo della durata massima del periodo di apprendistato di cui al presente articolo, i periodi di servizio svolto in qualità di apprendista “stagionale” sì cumulano in funzione dei mesi di effettiva assunzione, attribuendo convenzionalmente la durata di sei mesi alla prestazione in stagione invernale e dì tre mesi a quella in stagione estiva.
Nei casi in cui il lavoratore apprendista stagionale effettui la propria prestazione sia nella stagione invernale che in quella estiva convenzionalmente la prestazione viene calcolata dodici mesi.
In caso di assunzione per brevi periodi stagionali, sempre ai fini del computo di cui sopra, si conviene che il periodo di assunzione in stagione, di durata anche inferiore a 3 mesi, venga comunque computato con un valore pari a 3 mesi.

ALIMENTARI – PANIFICI ARTIGIANATO: VERBALE DI ACCORDO 10/12/2013

Firmato, il giorno 10/12/2013, tra CONFARTIGIANATO Alimentazione, CNA Alimentare, CASARTIGIANI, CLAAI e FLAI-CGIL, FAI-CISL e UILA-UIL, il verbale di accordo integrativo dell’ipotesi di accordo per il rinnovo del CCNL Area Alimentazione – Panificazione stipulata il 19/11/2013 con decorrenza dall’1/1/2013 al 31/12/2015.

Le Parti stipulanti con il nuovo accordo integrativo dell’ipotesi di accordo 19/11/2013, hanno elaborato le tabelle retributive da corrispondere ai dipendenti dalle imprese artigiane e dalle imprese non artigiane che occupano fino a 15 dipendenti del settore Alimentare, e per i dipendenti delle imprese della Panificazione, a completamento della parte economica che dava l’indicazione dei soli aumenti retributivi. Pertanto, alle scadenze sotto indicate, verrà corrisposta la seguente retribuzione tabellare:

Tabelle retributive del Settore Alimentare

Livello Retrib. tabellare al 30/11/2013 Incremento a regime Retrib. tabellare a regime
1°S 1.943,84 121,42  2.065,26
1.745,26 109,02 1.854,28
1.597,71 99,79 1.697,50
3°A 1.488,85 93,00 1.581,85
1.408,23 87,97 1.496,20
1.350,80 84,38 1.435,18
1.288,43 80,48 1.368,91
1.205,46 75,30 1.280,76
Livello Retrib. tabellare dal 1/12/2013 Retrib. tabellare dal 1/11/2014 Retrib. tabellare dal 1/9/2015
1°S 1.983,01  2.022,18 2.065,26
1.780,43 1.815,60 1.854,28
1.629,90 1.662,09 1.697,50
3°A 1.518,85 1.548,85 1.581,85
1.436,61 1.464,99 1.496,20
1.378,02 1.405,24 1.435,18
1.314,39 1.340,35 1.368,91
1.229,75 1.254,04 1.280,76

Tabelle retributive del Settore Panificazione

Livello Retrib. tabellare al 30/11/2013 Incremento a regime Retrib. tabellare a regime
A1S 1.641,30 102,80 1.744,10
A1 1.525,86 95,56 1.621,42
A2 1.429,04 89,50 1.518,54
A3 1.308,55 81,95 1.390,50
A4 1.239,76 77,65 1.317,41
B1 1.606,95 100,63 1.707,58
B2 1.320,18 82,67 1.402,85
B3S 1.284,84 80,46 1.365,30
B3 1.242,90 77,84 1.320,74
B4 1.178,75 73,83 1.252,58
Livello Retrib. tabellare dal 1/12/2013 Retrib. tabellare dal 1/11/2014 Retrib. tabellare dal 1/9/2015
A1S 1.675,76 1.710,22 1.744,10
A1 1.557,89 1.589,92 1.621,42
A2 1.459,04 1.489,04 1.518,54
A3 1.336,02 1.363,49 1.390,50
A4 1.265,79 1.291,82 1.317,41
B1 1.640,68 1.674,41 1.707,58
B2 1.347,89 1.375,60 1.402,85
B3S  1.311,81 1.338,78 1.365,30
B3 1.268,99 1.295,08 1.320,74
B4 1.203,50 1.228,25 1.252,58

Imprese non artigiane del Settore Alimentare che occupano fino a 15 dipendenti

Per quanto riguarda l’inserimento nel nuovo CCNL di una seconda parte dedicata alle Imprese non artigiane del Settore Alimentare che occupano fino a 15 dipendenti, il nuovo verbale integrativo ha apportato modifiche agli importi dell’indennità di contingenza indicati in prececenza nell’ipotesi di accordo 19/11/2013, da applicare ai lavoratori dipendenti del settore. E’ stato inoltre chiarito che a tutti i lavoratori deve essere riconosciuta una somma forfettaria a titolo di Elemento distinto della reetribuzione di Euro 10,33 mensili per 13 mensilità.
Pertanto le tabelle retributive avranno il seguente valore:

Livello Minimi al 1/12/2013 Minimi dal 1/5/2014 Minimi dall’1/10/2015 Indennità di contingenza EDR
2.082,53 2.149,68 2.159,75 545,72 10,33
1.810,88 1.869,27 1.878,03 538,70 10,33
1.494,00 1.542,17 1.549,40 530,51 10,33
1.312,91 1.355,24 1.361,59 525.83 10,33
1.177,10 1.215,06 1.220,75 522,32 10,33
1.086,54 1.121,58 1.126,83 519,99 10,33
996,00 1.028,12 1.032,94 517,65 10,33
905,47 934,67 939,05 515,31 10,33

Alle imprese soggette a cancellazione non è richiesta la PEC

L’obbligo che impone alle imprese individuali attive e non soggette a procedura concorsuale, a depositare, presso l’ufficio del registro delle imprese competente, il proprio indirizzo di posta elettronica certificata entro il 30 giugno 2013″, non trova applicazione per le imprese individuali in fase di cancellazione dal registro delle imprese.

È quanto ha chiarito il Ministero dello sviluppo economico, con la circolare 02 dicembre 2013, n. 3664/C.
Ai sensi dell’art. 5, co. 2, D.L. n. 179/2012, “Le imprese individuali attive e non soggette a procedura concorsuale, sono tenute a depositare, presso l’ufficio del registro delle imprese competente, il proprio indirizzo di posta elettronica certificata entro il 30 giugno 2013. L’ufficio del registro delle imprese che riceve una domanda di iscrizione da parte di un’impresa individuale che non ha iscritto il proprio indirizzo di posta elettronica certificata, in luogo dell’irrogazione della sanzione prevista dall’articolo 2630 del codice civile, sospende la domanda fino ad integrazione della domanda con l’indirizzo di posta elettronica certificata e comunque per quarantacinque giorni; trascorso tale periodo, la domanda si intende non presentata.”.
La suddetta disposizione negativamente esclude dall’obbligo le imprese in stato di procedura concorsuale e positivamente richiede il requisito di essere attive. Ove si ricolleghi tale disciplina all’articolo 2196, c.c., che dispone “L’imprenditore deve inoltre chiedere l’iscrizione delle modificazioni relative agli elementi suindicati e della cessazione dell’impresa, entro trenta giorni da quello in cui le modificazioni o la cessazione si verificano”, appare di tutta evidenza che, al momento della richiesta di cancellazione, l’impresa individuale ha già cessato l’attività, e pertanto non possiede più il requisito positivo di “impresa attiva”, presupposto per l’applicazione della disciplina in oggetto.
Pertanto nel caso di imprese individuali che chiedano la cancellazione dal registro delle imprese non trova applicazione l’obbligo di iscrizione dell’indirizzo di posta elettronica certificata (PEC) al registro delle imprese.

Niente Imu per il magazzino delle imprese edili

Il Ministero delle finanze, con la risoluzione 11 dicembre 2013, n. 11/DF, ha chiarito che i fabbricati oggetto di interventi di incisivo recupero rientrano nel campo di applicazione di esenzione della seconda rata dell’Imu, solo a partire dalla data di ultimazione dei lavori di ristrutturazione.

Il Legislatore ha operato un’equiparazione tra i fabbricati oggetto degli interventi di incisivo recupero e i fabbricati in corso di costruzione. I primi, infatti, sono, alla stessa stregua dei secondi, considerati, ai fini della determinazione della base imponibile IMU, area fabbricabile fino all’ultimazione dei lavori.
Infatti, sulla base delle disposizioni in materia di Imu il Mef ritiene che, il concetto di “fabbricati costruiti”, contenuto nelle norme in esame, comprenda anche il fabbricato acquistato dall’impresa costruttrice sul quale la stessa procede a interventi di incisivo recupero.
Pertanto, nell’esenzione in oggetto è compreso anche il c.d. “magazzino delle imprese edili.

Si ricorda che lunedì 16 dicembre 2013 è l’ultimo giorno utile per i proprietari o altri titolari di diritti reali su beni immobili per effettuare il versamento della seconda rata dell’imposta municipale propria (Imu), tramite il modello F24 telematico. I non titolari di partita Iva possono anche presentare l’F24 presso banche, agenzie postali e concessionari. L’imposta può essere versata anche tramite bollettino postale.
Il suddetto versamento è stato cancellato (D.L. n. 133/2013) per:
– le abitazioni principali non di pregio, non appartenenti alle categorie catastali A/1, A/8 e A/9;
– le unità immobiliari delle cooperative edilizie a proprietà indivisa adibite ad abitazione principale dei soci assegnatari, gli alloggi assegnati da Iacp o da altri enti di edilizia residenziale pubblica, la casa coniugale assegnata a seguito di provvedimento di separazione o divorzio, l’unico immobile posseduto e non locato dagli appartenenti alle Forze armate, alle Forze di polizia, al Corpo nazionale dei vigili del fuoco e alla carriera prefettizia;
– gli immobili che i Comuni hanno equiparato all’abitazione principale;
– i fabbricati rurali a uso strumentale;
– i terreni agricoli, nonchè quelli non coltivati, posseduti e condotti da coltivatori diretti e dagli imprenditori agricoli professionali iscritti nella previdenza agricola.

Contratto di inserimento: indicazioni sui benefici contributivi

In tema di contratto di inserimento, l’Inps fornisce indicazioni operative per le aziende ai fini del recupero o della restituzione delle connesse agevolazioni contributive.

Nello specifico, il D.M. del 10 aprile 2013 individua le aree geografiche di cui all’articolo 54, comma 1, lettera e), del Decreto Legislativo. n. 276/2003, consentendo di dare concreta applicazione alle agevolazioni contributive previste dalla legge, in riferimento alle assunzioni operate, nel periodo complessivo 1 gennaio 2009 – 31 dicembre 2012 con le donne ivi indicate.
Ai sensi del suindicato decreto interministeriale, i benefici contributivi in misura superiore a quella del 25% possono trovare applicazione solo nelle aree che, anno per anno, sono state individuate – attraverso i dati ISTAT sulla rilevazione delle forze di lavoro media 2008, 2009, 2010 e 2011 – come aventi un tasso di occupazione femminile inferiore almeno di venti punti percentuali di quello maschile o un tasso di disoccupazione femminile superiore di dieci punti percentuali rispetto a quello maschile.
Il riferimento normativo alla residenza della lavoratrice deve essere integrato con quello relativo allo svolgimento dell’attività lavorativa, nel senso che, ai fini della fruizione degli incentivi in misura superiore al 25 per cento, è necessario che le prestazioni lavorative si svolgano all’interno dei territori individuati.
Ciò che rileva ai fini dell’ammissibilità o meno alle agevolazioni in misura superiore al 25% è la data dell’assunzione operata con contratto di inserimento lavorativo.
Inoltre, la fruizione delle agevolazioni contributive nella misura superiore al 25% è subordinata alle seguenti condizioni (rilevanti dalla data del 14 maggio 2011:
– intensità lorda dell’aiuto;
– incremento netto del numero dei dipendenti;
– durata minima del contratto.

Per quanto riguarda la sussistenza della condizione soggettiva – vale a dire lo status di donna priva di un impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi – potrà considerarsi utile per il datore di lavoro – ai fini dell’ammissione ai benefici contributivi – acquisire una dichiarazione di responsabilità da parte della lavoratrice, attestante il possesso dei requisiti di legge; resta ferma la possibilità per l’Istituto di verificare, a campione e nell’ambito delle proprie ordinarie attività amministrative e ispettive, l’effettiva sussistenza di tale requisito.

Per i rapporti ancora in essere, i datori di lavoro, dalla denuncia riferita al periodo di paga “dicembre 2013” e fino alla scadenza del contratto di inserimento, continueranno ad utilizzare i codici Tipo contribuzione già in uso in relazione alla riduzione spettante, tenuto conto delle caratteristiche dell’azienda, della sua dislocazione geografica e conformemente a quanto disposto dal D.M. 10 aprile 2013. Per i periodi antecedenti al periodo di paga dicembre 2013, i datori di lavoro procederanno al recupero o alla restituzione dell’agevolazione come illustrato nei punti successivi.
I datori che – con riferimento alla caratteristica dell’azienda e alla sua dislocazione geografica – hanno fruito nei periodi interessati dal DM 10 aprile 2013, ovvero stanno ancora fruendo, degli incentivi economici nella misura corretta, non devono effettuare alcun adempimento.
Le aziende che, in forza delle previsioni contenute nel DM 10 aprile 2013, abbiano fruito di agevolazioni contributive in misura superiore a quella spettante, dovranno regolarizzare la propria posizione valorizzando all’interno dell’elemento <DenunciaIndividuale>, <DatiRetributivi>, <AltreADebito> il codice “M109 ” avente il significato di “restituzione agevolazione contratti di inserimento” e nell’elemento <ImportoADebito> il relativo importo da restituire.
I dati relativi alla restituzione delle agevolazioni – esposti nell’Uniemens – saranno riportati nel DM2013 Virtuale ricostruito dalla procedura con il corrispondente codice a debito “M109”.