Bancari: raggiunta l’ipotesi di accordo

Firmata, il 31/3/2015, tra ABI e DIRCREDITO-FD, FABI, FIBA-CISL, FISAC-CGIL, SINFUB, UGL CREDITO, UILCA, UNISIN, l’ipotesi di accordo per il rinnovo del CCNL 19/1/2012 per i quadri direttivi e per il personale delle aree professionali dipendenti dalle imprese creditizie, finanziarie e strumentali.

L’intesa raggiunta, rappresenta un’importante tappa al fine di arrivare all’applicazione di un accordo per il settore che da anni versa in una difficile situazione.Come risaputo, infatti, l’ABI, con lettera 17/12/2014, aveva dato disdetta al CCNL 19/1/2012, con l’obiettivo di disporre di un congruo lasso temporale per favorire il confronto a tutto campo tra le Partì finalizzato alla stipulazione del nuovo CCNL, il quale, nel caso in cui non fosse stato raggiunto, avrebbe portato la disapplicazione dello stesso a far data dal 1/4/2015.
L’accordo, quindi, come comunicato dalle stesse Parti, è stato sottoscritto con una firma tecnica per certificare le intese raggiunte e dovrà, pertanto, essere sottoposto ora all’approvazione sia del Direttivo Abi sia delle Assemblee dei lavoratori che si terranno sul territorio nazionale.

Seguono i punti più importanti.

Trattamento economico
La voce stipendio è incrementata di euro 85,00 mensili (per 13 mensilità) per il lavoratore inquadrato nella 3.a area professionale, 4° livello retributivo.
Detto incremento verrà parametrato – anche per i destinatari del livello retributivo di inserimento professionale – e corrisposto suddividendolo in tre tranches:
– euro 25,00 dall’1/10/2016;
– euro 30,00 dall’1/10/2017;
– euro 30,00 dall’1/10/2018.

Incremento del livello retributivo di inserimento professionale
Ai lavoratori destinatari del livello retributivo di inserimento professionale, assunti a far tempo dalla data di stipulazione del presente accordo, è attribuito uno stipendio nella misura mensile di euro 1.969,54, riferito alle tabelle in vigore dall’1/1/2015, per quattro anni dalla data di assunzione, fermo restando, nei confronti degli stessa iscritti a forme di previdenza complementare aziendale, una contribuzione datoriale del 4% per 4 anni dalla data di assunzione, in considerazione della minor retribuzione e conseguente minor contribuzione obbligatoria.

Fondo per l’occupazione (F.O.C.)
Considerati i positivi risultati ottenuti dal Fondo per l’occupazione, l’operatività dello stesso è prorogata sino al 31 dicembre 2018, fermo, comunque, l’espletamento delle residue attività connesse all’operatività del Fondo.
Si confermano le attuali modalità di funzionamento e le misure di finanziamento.
Si conviene che l’utilizzo del F.O.C. possa essere implementato, anche in sinergia con il “Fondo di solidarietà per la riconversione e riqualificazione professionale, per il sostegno dell’occupazione e del reddito del personale del credito”, di cui al D.M. 28/7/2014, n. 83486, con misure di sostegno:
– alla rioccupazione dei lavoratori destinatari della Sezione emergenziale e di quelli licenziati per motivi economici;
– alla solidarietà espansiva;
– alla riconversione e riqualificazione professionale, finalizzata a fronteggiare possibili eccedenze di personale dovute a mutamenti nell’organizzazione del lavoro;
– ad iniziative mirate ad agevolare l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro.

Ricollocazione del personale
Le aziende, in caso di nuove assunzioni, valuteranno prioritariamente le “posizioni” dei lavoratori collocati nella Sezione emergenziale del “Fondo di solidarietà per la riconversione e riqualificazione professionale, per il sostegno dell’occupazione e del reddito del personale del credito” nonché dei lavoratori licenziati per motivi economici, i cui requisiti professionali coincidano con quelli ricercati dall’azienda.

Trattamento di fine rapporto
Nel periodo dall’1/1/2015 al 31/12/2018 il trattamento di fine rapporto è calcolato esclusivamente sulle voci tabellari stipendio, scatti di anzianità ed importo ex ristrutturazione tabellare.

Inquadramento del personale
Per il periodo di vigenza del presente contratto si conferma la piena fungibilità nell’ambito della categoria dei quadri direttivi, dal 1° al 4° livello retributivo.
È istituito, inoltre, fra le Parti un Cantiere di lavoro per la definizione di un nuovo sistema di classificazione del personale, delle connesse declaratorie e degli eventuali profili professionali esemplificativi, allo scopo di rendere più flessibile !a disciplina attualmente contenuta nel CCNL 19/1/2012, adeguandola ai mutati assetti tecnici, organizzativi e produttivi delle imprese del settore. I lavori dovranno concludersi entro 12 mesi dalla data di stipulazione del presente accordo, ai fini del successivo rinnovo contrattuale.
Le Parti concordano che, su iniziativa dell’azienda o della capogruppo, possono essere definite intese in materia di inquadramenti del personale per rispondere a specifiche esigenze organizzative e/o produttive e/o ai fine di realizzare gli opportuni adattamenti a diversi contesti di impresa.

Individuati gli importi destinati alla contrattazione aziendale nell’industria tessile

 

 

Il contratto collettivo nazionale di lavoro dell’industria tessile abbigliamento moda 2014 ha previsto due importi, pari a 280,00 euro lordi per ciascuno degli anni 2014 e 2015, destinati alla contrattazione aziendale.

Il CCNL in oggetto ha previsto al Capitolo VI, lettera B, che tali importi fanno parte integrante dei costi del rinnovo del contratto nazionale e che sono stati ricavati dalle parti contraenti tramite una corrispondente temporanea riduzione del valore degli incrementi dei minimi contrattuali.
Solo nel caso in cui gli importi destinati dal CCNL alla contrattazione aziendale non siano utilizzati dalla contrattazione aziendale stessa entro il 31 marzo 2015, per il primo importo, ed entro il 31 marzo 2016, per il secondo importo, tali somme saranno corrisposte unitamente alla retribuzione a tutti i lavoratori rispettivamente nei mesi di aprile 2015 e aprile 2016.
Tale importo, uguale per tutti i livelli, si intende omnicomprensivo di ogni incidenza sugli istituti legali e contrattuali, compreso il TFR. Verrà assoggettato ai normali regimi fiscali e previdenziali. Per i lavoratori part-time verrà ridotto in proporzione al minor orario contrattuale.
Oltre ai casi di rapporto lavorativo iniziato o risolto nel periodo compreso tra aprile 2014/2015 e marzo 2015/2016, gli importi sono riducibili con lo stesso criterio proporzionale anche nei seguenti casi di assenza, verificatisi nello stesso periodo:
– servizio militare
– aspettativa
– congedo parentale
– cassa integrazione guadagni con sospensione a zero ore settimanali.

Lavoratori a domicilio
Per i lavoranti a domicilio, le condizioni per il diritto sono le seguenti:
– risultare in forza il 1° aprile 2015/16;
– avere avuto commesse retribuibili nel periodo 1.4.2014-31.03.2015 e nel periodo 1.4.2015-31.3.2016.
L’importo dovuto, per tali lavoratori, sarà calcolato moltiplicando la percentuale dell’1,47% per l’importo delle commesse maturato nel 2014/2015; il calcolo va effettuato solo sulle tariffe di cottimo pieno e non anche sulle percentuali di maggiorazione per le retribuzioni differite (ferie, festività, tredicesima, trattamento di fine rapporto, indennità forfettaria per i periodi di incapacità lavorativa). Per il periodo 2015/2016 la percentuale sarà dell’ 1,41%.
L’importo per i lavoratori a domicilio deve essere calcolato per ogni singolo mese del periodo aprile-marzo; in ciascuno dei mesi la quota lorda maturata non potrà risultare superiore a 23,33 Euro lordi, poiché l’importo massimo erogabile anche ai lavoratori a domicilio non può superare 280,00 Euro.

Spesometro: ecco gli esoneri del Fisco

In un’ottica di progressiva semplificazione degli adempimenti tributari, anche per quest’anno, è prevista per le amministrazioni pubbliche e autonome una esenzione totale dall’obbligo di comunicazione delle operazioni rilevanti ai fini Iva e per i commercianti al dettaglio e tour operator una esenzione parziale della comunicazione delle operazioni attive (Agenzia entrate – provvedimento n. 44922/2015).

Per quest’anno, per le pubbliche amministrazioni e per le amministrazioni autonome l’esonero dalla comunicazione delle operazioni rilevanti ai fini Iva relative al 2014 ha due motivi in più. Infatti, non tiene conto solo del processo di semplificazione degli adempimenti tributari ma anche del carico di lavoro di tali strutture impegnate con i nuovi obblighi in materia di emissione, trasmissione e ricevimento della fatturazione elettronica e di scissione dei pagamenti (split payment) che prevede l’onere di versare direttamente all’erario l’imposta che in fattura viene addebitata loro dai fornitori.

L’esonero parziale previsto per i dettaglianti e per i tour operator che non prevede l’obbligo di comunicazione delle operazioni attive di importo unitario inferiore a 3 mila euro, al netto dell’Iva, è invece, come per gli anni precedenti, legato ad una riduzione e semplificazione degli adempimenti a fronte delle difficoltà segnalate per il tramite delle associazioni di categoria.
Come già specificato, per tali soggetti, l’esonero non è totale: superato il citato limite, scatta l’obbligo di comunicazione.

Black list, firmato il nuovo elenco

2 APR 2015 In attuazione alle disposizioni contenute nella Legge di stabilità 2015, sono stati firmati due decreti ministeriali che modificano le black list sulla “indeducibilità dei costi” e sulle “Controlled Foreign Companies (CFC)” (Ministero dell’Economia e delle Finanze – Comunicato 1° aprile 2015, n. 77).

In materia di indeducibilità dei costi relativi a transazioni effettuate con giurisdizioni estere, l’unico criterio rilevante ai fini della black list è la mancanza di un adeguato scambio di informazioni con l’Italia. È stato eliminato il criterio relativo al livello adeguato di tassazione.
In relazione a ciò, dall’elenco sono stati cancellati dalla black list 21 Paesi e giurisdizioni con i quali è in vigore un accordo bilaterale (Convenzione contro le doppie imposizioni oppure TIEA – Tax Information Exchange Agreement) o multilaterale (Convenzione multilaterale sulla mutua assistenza amministrativa in materia fiscale OCSE/Consiglio d’Europa) che consente lo scambio di informazioni in materia fiscale: Alderney (Isole del Canale), Anguilla, ex Antille Olandesi, Aruba, Belize, Bermuda, Costarica, Emirati Arabi Uniti, Filippine, Gibilterra, Guernsey (Isole del Canale), Herm (Isole del Canale), Isola di Man, Isole Cayman, Isole Turks e Caicos, Isole Vergini britanniche, Jersey (Isole del Canale), Malesia, Mauritius, Montserrat, Singapore.
In materia di Controlled Foreign Companies (CFC), l’elaborazione della black list delle giurisdizioni estere è basata sui due criteri dello scambio di informazioni e dell’adeguato livello di tassazione delle imprese controllate estere. Un livello di tassazione nel Paese estero inferiore al 50 per cento di quello italiano è considerato sensibilmente inferiore a quello applicato in Italia.
Di conseguenza, sono stati eliminati dalla “black list CFC” quei Paesi che, oltre ad avere un accordo con l’Italia sullo scambio di informazioni, applicano un regime generale di imposizione non inferiore al 50% di quello applicato in Italia: Filippine, Malesia e Singapore.
Con provvedimento dell’Agenzia delle Entrate, verrà fornito un elenco dei regimi fiscali speciali che prevedono un livello di tassazione inferiore al 50% di quello previsto in Italia, anche se applicati da un Paese con regime di tassazione generale non inferiore al 50% di quello italiano.

Le ispezioni per gli enti cooperativi

Si forniscono indicazioni in ordine alle modalità, ai tempi ed ai contenuti delle ispezioni straordinarie svolte nei confronti degli enti cooperativi.

In particolare, le ispezioni straordinarie, disposte dal Ministero dello sviluppo economico sulla base di programmati accertamenti a campione, di esigenze di approfondimento derivanti dalle revisioni cooperative ed ogni qualvolta se ne ravvisi l’opportunità, sono eseguite dai funzionari che transitano nei ruoli del Ministero appartenenti all’apposito profilo professionale previsto dall’art. 15, co. 6, della L. 31 gennaio 1992, n. 59.
Nell’attribuzione degli incarichi, la Direzione Generale del Ministero si attiene a criteri di rotazione di territorialità e di professionalità, tenendo conto della tempestività e della qualità dimostrata nella esecuzione di precedenti incarichi.
Al momento dell’accettazione dell’incarico, l’ispettore deve dichiarare di non trovarsi, per quanto a sua conoscenza, in una situazione di conflitto di interessi e deve impegnarsi altresì a segnalare ogni sopravvenuta situazione di conflitto, anche potenziale.
Le ispezioni sono svolte da due o più ispettori appositamente incaricati dalla menzionata Direzione generale. L’ispezione si svolge, per quanto ritenuto utile dagli ispettori e qualora ciò sia compatibile con le finalità dell’accertamento ispettivo, alla presenza del legale rappresentante dell’ente cooperativo o di un suo delegato.
Preliminarmente all’inizio delle verifiche, gli ispettori sono tenuti a qualificarsi, ad esibire la lettera di incarico e a identificare i propri interlocutori.

Gli stessi ispettori, di regola, consentono che il rappresentante della cooperativa venga assistito da soci o dipendenti o da professionisti di fiducia. Le ragioni dell’eccezione devono essere adeguatamente rappresentate in sede di verbalizzazione. Gli amministratori ed i sindaci devono intervenire nell’ispezione ogni qualvolta ciò sia richiesto dagli ispettori.
Gli enti cooperativi assoggettati ad ispezione mettono a disposizione degli ispettori incaricati tutti i libri, i registri ed i documenti ed hanno l’obbligo di fornire i dati, le informazioni ed i chiarimenti loro richiesti. La mancata esibizione è rilevata nel verbale ed è comunicata dalla Direzione generale alle Amministrazioni competenti in materia contributiva retributiva e fiscale.

L’ispezione viene svolta presso la sede sociale ed in tutti gli altri luoghi, anche presso terzi, dove svolge l’attività sociale; gli ispettori possono convocare, sentire informalmente ed acquisire le dichiarazioni di tutti i soggetti coinvolti nell’attività, comprese quelle di terzi.
Previa autorizzazione dei responsabili degli uffici pubblici presso i quali gli ispettori prestano servizio, la raccolta delle dichiarazioni dei soggetti coinvolti nell’attività e l’esame della documentazione può essere svolta anche presso gli uffici del personale ispettivo; in caso di svolgimento di tale attività in altro luogo idoneo concordato, l’ispettore deve indicarne la motivazione nei verbali.
Le eventuali dichiarazioni ricevute dai soggetti interessati, preventivamente ammoniti sulle responsabilità per false dichiarazioni rese a pubblico ufficiale, devono essere raccolte in un apposito processo verbale redatto dagli ispettori e sottoscritto dal soggetto che le rilascia. Tali dichiarazioni possono essere anche rese in forma libera con atto scritto sottoscritto dall’ interessato. A conclusione delle verifiche, dette dichiarazioni devono essere trasmesse dagli ispettori all’Amministrazione, in allegato al verbale ispettivo.

I funzionari di vigilanza rilevano le informazioni e gli elementi necessari alla compilazione dell’apposita modulistica. L’acquisizione di ulteriori e specifici elementi conoscitivi può essere richiesta dalla Direzione generale agli ispettori con lettera di incarico ovvero tramite il sistema informatico del Ministero dello sviluppo economico.
Al termine delle verifiche gli ispettori hanno l’obbligo di trasmettere, attraverso il sistema informatico del Ministero dello sviluppo economico, il verbale di ispezione completo degli allegati e firmato digitalmente. Nel caso l’ispezione sia stata eseguita alla presenza del legale rappresentante o del suo delegato e non sia stato possibile acquisirne la firma digitale, una copia degli originali cartacei, con la eventuale sottoscrizione del rappresentante della cooperativa, viene consegnata allo stesso. Gli altri originali cartacei vengono conservati dagli ispettori, unitamente alle dichiarazioni ed ai documenti acquisiti.
In caso di rifiuto od impossibilità alla sottoscrizione da parte del rappresentante della cooperativa o del suo delegato, il verbale deve essere notificato alla cooperativa, a cura degli ispettori, a mezzo posta certificata all’indirizzo risultante presso il Registro delle Imprese.
Qualora al termine degli accertamenti gli ispettori abbiano rilevato irregolarità sanabili, gli stessi provvedono ad irrogare la diffida di cui agli articoli 5 e 10 del Decreto Legislativo n. 220 del 2002, concedendo per la regolarizzazione della posizione dell’ente un lasso di tempo non inferiore a 15 giorni e non superiore a 90 giorni. Trascorso il termine assegnato, gli ispettori provvedono alla redazione, trasmissione, notifica e conservazione della sezione accertamento del verbale di ispezione.
Nel caso di inadempienze funzionali degli organi sociali ritenute non suscettibili di sanatoria, ovvero in caso di esigenze cautelari, la sola sezione Rilevazione del verbale contenente la proposta di provvedimento è trasmessa, per via telematica, alla Direzione generale per i successivi adempimenti.
Tale Direzione verifica la completezza del verbale e dell’eventuale accertamento e se la relativa diffida o i provvedimenti proposti siano coerenti con le risultanze dell’attività ispettiva. In caso di ravvisata manifesta infondatezza della proposta, la Direzione Generale conclude il procedimento con un provvedimento redatto in forma semplificata, comunicandolo all’ente cooperativo.
La medesima Direzione generale avvia il procedimento per l’adozione del provvedimento proposto ovvero, al ricorrere dei presupposti, di un diverso provvedimento disponendo se necessario ulteriori approfondimenti, sia attraverso la richiesta di integrazioni al verbale sia attraverso il conferimento di un nuovo incarico.

Fermi i tempi procedimentali di cui ai D.P.C.M. nn. 272 e 273 del 22 dicembre 2010 – recanti l’individuazione dei termini per la conclusione dei procedimenti amministrativi di competenza del Ministero dello sviluppo economico – l’attività ispettiva deve essere avviata entro 15 giorni dal conferimento dell’incarico ed entro i successivi 3 giorni deve esserne data comunicazione alla Direzione Generale. Lo stesso incarico deve essere completato entro i successivi 60 giorni con la redazione del verbale e l’irrogazione dell’eventuale diffida, che deve contenere il termine entro il quale deve essere adempiuta.