Rideterminati gli oneri contributivi da versare alla Cassa Edile di Brindisi

Con verbale di accordo territoriale per la provincia di Brindisi, in aderenza a quanto previsto dal CCNL Edili industria, il contributo Cassa Edile è stato ridotto, passando dal 3% al 2,50%

Si riportano i nuovi prospetti con le aliquote contributive da versare alla Cassa Edile della provincia di Brindisi:

 

Contributo

% A carico Impresa

% A carico Lavoratore

% Totale

Cassa Edile 2,08 0,42 2,50
Ente Unico Scuola Edile e C.P.T. 1,00 1,00
A.P.E. 3,50 3,50
Quote Nazionali 0,2222 0,2222 0,4444
Quote Territoriali 0,74 0,74 1,48
Fondo R.L.S.T. 0,01 0,01
Lavori Usuranti 0,10 0,10
TOTALE 7,6522 1,3822 9,0344

 

Modello CSO: termini e modalità per l’invio

L’Agenzia delle entrate con la risoluzione 23 marzo 2016, n. 15/E ha chiarito che a partire dal 23 marzo è possibile trasmettere le comunicazioni CSO. I sostituti d’imposta che non hanno presentato, a partire dal 2011, l’apposito modello CSO e che non hanno trasmesso il quadro CT, devono effettuare la trasmissione della comunicazione CSO entro il 22 aprile 2016.

Per poter effettuare le operazioni di conguaglio, i sostituti d’imposta hanno l’obbligo di ricevere in via telematica i dati contenuti nei modelli 730-4 dei propri dipendenti tramite i servizi telematici dell’Agenzia delle entrate e al tal fine, devono comunicare all’Agenzia delle entrate la sede telematica (propria o di un intermediario) dove ricevere tali risultati contabili (flusso telematico dei modelli 730-4).
Dal 2016, anche i sostituti d’imposta che si avvalgono del Service Personale Tesoro del Ministero dell’economia e delle finanze (NoiPa) sono inclusi, in via sperimentale, nel flusso telematico dei modelli 730-4.
Con la semplificazione fiscale e la dichiarazione precompilata, a partire dall’anno 2015, è stato previsto l’obbligo per i sostituti d’imposta:
– di trasmettere in via telematica all’Agenzia delle entrate, entro il 7 marzo le certificazioni uniche dei redditi erogati nel periodo d’imposta precedente, rilasciate ai percipienti entro il 28 febbraio;
– di comunicare entro il 7 marzo la scelta della sede telematica dove ricevere i modelli 730-4, unitamente alle certificazioni uniche.
All’interno della Certificazione Unica è presente il quadro CT riservato ai sostituti d’imposta che non hanno presentato, a partire dal 2011, l’apposito modello per la “Comunicazione per la ricezione in via telematica dei dati relativi ai modelli 730-4 resi disponibili dall’Agenzia delle Entrate” (modello CSO) e che trasmettono almeno una certificazione di redditi di lavoro dipendente; qualora il sostituto d’imposta effettui più invii contenenti almeno una certificazione di redditi di lavoro dipendente, il quadro CT deve essere compilato per ogni fornitura. In questo caso, ai fini della messa a disposizione dei risultati contabili dei dipendenti, sono acquisiti la sede telematica e gli altri dati presenti nel quadro CT contenuto nell’ultimo invio effettuato. Successivamente al 14 marzo non sarà più possibile inserire all’interno della Certificazione Unica il quadro CT.
A partire dal 23 marzo è possibile trasmettere le comunicazioni CSO. Pertanto, i sostituti d’imposta che non hanno presentato, a partire dal 2011, l’apposito modello CSO e che non hanno trasmesso il quadro CT, devono effettuare la trasmissione della comunicazione CSO entro il 22 aprile 2016.
Le comunicazioni CSO trasmesse successivamente al 22 aprile 2016 saranno acquisite a valere sui modelli 730-4 del 2017. Per le sole comunicazioni di variazione dei dati, si fa presente che le relative informazioni sono prese in considerazione se la comunicazione CSO è trasmessa entro il 27 maggio 2016, altrimenti tali informazioni saranno considerate per i modelli 730-4 del 2017.
Il modello deve essere trasmesso dai sostituti d’imposta mediante i servizi telematici, direttamente o tramite un intermediario incaricato della trasmissione telematica delle dichiarazioni. Lo stesso modello deve essere utilizzato dai sostituti d’imposta che intendono variare i dati già comunicati a partire dal 2011 con il modello CSO ovvero con il quadro CT della Certificazione Unica 2015 o 2016 (ad esempio, variazione dell’intermediario già comunicato).

Nel modello di comunicazione è richiesto, tra l’altro, l’indicazione del numero di protocollo dell’ultimo modello 770 Semplificato presentato dal sostituto nell’anno precedente a quello di inoltro della comunicazione.
In caso di comunicazione di variazione dei dati già inviati con il modello CSO è richiesta l’indicazione del numero di protocollo che è stato attribuito all’ultima comunicazione trasmessa dal sostituto d’imposta, e regolarmente acquisita, che si intende variare.
Diversamente, se si intende variare i dati già trasmessi con il quadro CT è richiesto il numero di protocollo telematico dell’ultimo file contenente il predetto quadro, validamente presentato (composto da 17 caratteri e seguito dal numero convenzionale “999999”).
I citati numeri di protocollo sono rilevabili, oltre che dalle relative ricevute di trasmissione, anche dal cassetto fiscale del sostituto d’imposta.
I predetti dati possono essere richiesti ad un Ufficio dell’Agenzia delle entrate, mediante richiesta sottoscritta dal sostituto d’imposta persona fisica o dal rappresentante legale della società o ente, allegando la fotocopia del documento d’identità del sottoscrittore. Qualora la richiesta sia presentata da un delegato, la stessa deve contenere la delega del sostituto d’imposta, la fotocopia del documento d’identità del delegante, la fotocopia del documento d’identità del delegato.

Dal prossimo 2 maggio le istanze per la “Nuova Sabatini-ter”

Il Ministero dello Sviluppo Economico, con la circolare 23 marzo 2016, n. 26673, ha definito i termini e le modalità di presentazione delle domande per la concessione e l’erogazione del contributo in relazione a finanziamenti bancari per l’acquisto di nuovi macchinari, impianti e attrezzature da parte di piccole e medie imprese, di cui all’art. 6, D.M. 25 gennaio 2016.

Le domande di accesso al contributo possono essere presentate, da parte delle PMI, a partire dal 2 maggio 2016.
La domanda di agevolazione, da presentare in bollo tranne nei casi di PMI appartenenti ai settori agricoli e della pesca, deve essere:
– compilata dall’impresa in formato elettronico e, unitamente alla documentazione allegata, inviata esclusivamente a mezzo posta elettronica certificata (PEC) agli indirizzi di PEC delle banche/intermediari finanziari aderenti alla convenzione;
– sottoscritta, a pena di invalidità, dal legale rappresentante dell’impresa proponente o da un suo procuratore, mediante firma digitale.
Alla domanda di agevolazione deve essere allegata la seguente documentazione:
– copia dell’atto di procura e del documento di identità del soggetto che rilascia la procura, nel caso in cui il modulo di domanda sia sottoscritto dal procuratore dell’impresa;
– prospetto recante i dati per il calcolo della dimensione d’impresa, nel caso in cui l’impresa sia associata/collegata;
– la/e dichiarazione/i in merito ai dati necessari per la richiesta delle informazioni antimafia per i soggetti sottoposti alla verifica, nel caso in cui il contributo sia superiore a 150.000 euro, ossia nel caso in cui il finanziamento superi il limite di 1.900.000 euro.
La domanda di agevolazione e i relativi allegati devono essere compilati utilizzando esclusivamente, pena l’invalidità della domanda, i moduli disponibili nella sezione “BENI STRUMENTALI (NUOVA SABATINI)” del sito internet del Ministero www.mise.gov.it.
La banca o l’intermediario finanziario, ricevuta la domanda di agevolazione dell’impresa e i relativi allegati, ne verifica la regolarità formale, nonché la sussistenza dei requisiti di natura soggettiva relativi alla dimensione di impresa.
Il contributo è erogato dal Ministero secondo il piano temporale riportato nel provvedimento di concessione, che si esaurisce entro il sesto anno dalla data di ultimazione dell’investimento, in quote annuali, in funzione anche delle risorse di bilancio annualmente disponibili.
Le imprese sono tenute a completare l’investimento entro il periodo massimo di dodici mesi dalla data di stipula del contratto di finanziamento, pena la revoca dell’agevolazione.
La richiesta di erogazione della prima quota di contributo è presentata al Ministero entro il termine massimo di centoventi giorni dal termine ultimo previsto per la conclusione dell’investimento, previo pagamento a saldo da parte dell’impresa beneficiaria dei beni oggetto dell’investimento. Il mancato rispetto di tale termine determina la revoca dell’agevolazione.

Aggiornate le Faq sulla nuova procedura di dimissioni online

Formalizzati gli attesi chiarimenti sulla data di decorrenza da indicare nella compilazione del modello di dimissioni online e sul calcolo del preavviso.

La data di decorrenza delle dimissioni da indicare nel modello informatico è quella a partire dalla quale, decorso il periodo di preavviso, il rapporto di lavoro cessa. Pertanto la data da indicare sarà quella del giorno successivo all’ultimo giorno di lavoro.
Nel caso in cui, dopo l’invio della comunicazione, il lavoratore si ammali durante il periodo di preavviso e il datore di lavoro deve rinviare la chiusura del rapporto di lavoro, il lavoratore non deve revocare le dimissioni già comunicate perché la malattia non incide sulla sua manifestazione di volontà. Sarà cura del datore di lavoro indicare l’effettiva data di cessazione nel momento di invio della comunicazione di cessazione del rapporto di lavoro. L’eventuale discordanza tra la data di cessazione comunicata dal lavoratore e quella indicata dal datore di lavoro è del resto comprovata dallo stato di malattia del primo.
Laddove, poi, il lavoratore e il datore di lavoro si accordino per modificare il periodo di preavviso, spostando quindi la data di decorrenza indicata nel modello telematico, il Ministero del lavoro precisa che la procedura online non incide sulle disposizioni relative al preavviso, lasciando alle parti la libertà di raggiungere degli accordi modificativi che spostino la data di decorrenza delle dimissioni o della risoluzione consensuale. Sarà cura del datore di lavoro indicare l’effettiva data di cessazione nel momento di invio della comunicazione di cessazione del rapporto di lavoro, senza che il lavoratore revochi le dimissioni trasmesse telematicamente.
La procedura online interviene sulle modalità di manifestazione della volontà, la quale non viene inficiata da un eventuale errore di calcolo o di imputazione; nell’ipotesi, dunque, in cui la data di decorrenza sia stata inserita dal lavoratore calcolando erroneamente il preavviso, la Comunicazione obbligatoria di cessazione fornisce l’informazione esatta sull’effettiva estinzione del rapporto di lavoro.
Tra i chiarimenti forniti, quello sull’eventuale funzione di convalida da parte del modello telematico delle dimissioni già presentate con altra forma. La procedura online – ribadisce il Ministero – non ha la funzione di convalidare le dimissioni rese in altra forma bensì introduce la “forma tipica” delle stesse che per essere efficaci devono essere presentate secondo le modalità introdotte dall’articolo 26 del Decreto Legislativo n.151/2016.
Come già indicato nella circolare n. 12/2016, infine, si conferma che le dimissioni da rapporto di lavoro a tempo determinato rientrano nel campo di applicazione della nuova procedura e che invece la stessanon trova applicazione se le risoluzioni consensuali sono state raggiunte tramite accordi di conciliazione in sede stragiudiziale (cd. Sedi “protette”),.

Riqualificazione energetica condomìni: approvate le modalità di cessione del bonus per pagare i lavori

Con il Provvedimento n. 43434 del 23 marzo 2016, l’Agenzia delle Entrate ha stabilito le modalità di cessione del credito corrispondente alla detrazione spettante per le spese di riqualificazione energetica di parti condominiali sostenute dal 1° gennaio 2016 al 31 dicembre 2016 (cd. “Bonus riqualificazione energetica condomìni”), da parte dei contribuenti che rientrano nella cd. “no tax area”, in favore dei fornitori che hanno eseguito i lavori o le prestazioni agevolabili.

BONUS RIQUALIFICAZIONE ENERGETICA CONDOMÌNI

Per le spese sostenute dal 1° gennaio 2016 al 31 dicembre 2016 per interventi di riqualificazione energetica di parti comuni degli edifici condominiali è riconosciuta a ciascun condomino, per le spese a proprio carico in base alla tabella millesimale di ripartizione, una detrazione IRPEF pari al 65% delle spese stesse.
La detrazione spettante può essere fruita in 10 quote annuali di pari importo, fino a concorrenza dell’IRPEF dovuta per ciascuna annualità.

CESSIONE DEL BONUS

La Legge di Stabilità 2016 ha previsto la possibilità per alcune categorie di contribuenti di optare per la cessione del credito corrispondente al bonus riqualificazione energetica condomìni 2016, agli stessi fornitori che hanno eseguito i lavori o le prestazioni agevolabili, come parte del pagamento dovuto.
In particolare, la cessione è ammessa con riferimento al bonus spettante per le spese sostenute dal condomino nel 2016, anche se riferite a interventi iniziati in anni precedenti, in base alla tabella millesimale di ripartizione.
Ai fini della validità della cessione, la quota di spese a carico del condòmino non ceduta sotto forma di credito deve essere pagata dallo stesso mediante l’apposito bonifico bancario o postale entro il 31 dicembre 2016.

SOGGETTI BENEFICIARI

Possono optare per la cessione del credito corrispondente al bonus riqualificazione energetica condomìni, i contribuenti che rientrano nella “no tax area” o “incapienti”, con riferimento all’anno d’imposta 2015.
I beneficiari, dunque, sono le persone fisiche che non pagano l’IRPEF per l’anno d’imposta 2015, perché possiedono redditi esenti o perché l’imposta lorda risulta completamente assorbita dalle detrazioni d’imposta per redditi stabilite dal TUIR.

PROCEDURA DI CESSIONE DEL BONUS

Affinché sia valida l’opzione di cessione del bonus, sono richiesti alcuni specifici adempimenti:

– la scelta del singolo condomino di cedere il bonus spettante deve risultare dalla delibera d’assemblea che approva gli interventi di riqualificazione energetica oppure da specifica comunicazione inviata successivamente al condominio;
– il condominio deve comunicare tale volontà ai fornitori che, a loro volta, devono comunicare in forma scritta al condominio di accettare la cessione del credito a titolo di pagamento di parte del corrispettivo per i beni ceduti o i servizi prestati;
– entro il 31 marzo 2017 il condominio deve trasmettere all’Agenzia delle Entrate apposita comunicazione con le informazioni relative al totale delle spese agevolabili sostenute nel 2016, l’elenco dei bonifici effettuati per il pagamento di tali spese, il codice fiscale dei condòmini che hanno ceduto il credito ed il relativo importo ceduto, il codice fiscale dei fornitori cessionari del credito ed il relativo importo del credito attribuito. Tale comunicazione deve essere effettuata esclusivamente in via telematica utilizzando i canali Fisconline o Entratel. La mancata trasmissione della comunicazione all’Agenzia delle Entrate rende inefficace la cessione;
– il condominio deve informare i fornitori che hanno accettato la cessione del credito, dell’avvenuta trasmissione della comunicazione all’Agenzia delle Entrate.

UTILIZZO DEL CREDITO CEDUTO DA PARTE DEI FORNITORI

I fornitori che accettano la cessione del bonus come pagamento del corrispettivo per i lavori o le prestazioni eseguite, possono utilizzarlo in compensazione, esclusivamente mediante modello F24 telematico (F24 Web, F24 Online, F24 cumulativo), in 10 quote annuali di pari importo, a partire dal 10 aprile 2017.
La quota del credito che non utilizzata in compensazione nel periodo di spettanza è riportata nei periodi d’imposta successivi e non può essere chiesta a rimborso.
Il codice tributo da utilizzare sarà istituito dall’Agenzia delle Entrate con risoluzione di prossima emanazione.

CONTROLLI

In caso di accertamento, che il bonus di riqualificazione energetica dei condomìni non spettava, anche parzialmente, l’Agenzia delle Entrate provvede al recupero del relativo importo, oltre interessi e sanzioni nei confronti del condomino.
In caso di accertamento, invece, di indebita fruizione, anche parziale, del credito ceduto, l’Agenzia delle Entrate provvede al recupero del relativo importo, oltre interessi e sanzioni nei confronti del fornitore.