Invio dei dati rilevanti ai fini dell’addizionale regionale IRPEF

Con decreto 3 aprile 2015, in corso di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale, il direttore generale delle finanze, individua i dati rilevanti per la determinazione dell’addizionale regionale all’IRPEF e le modalità con cui le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano sono tenute ad inviarli al Dipartimento delle finanze entro 15 giorni successivi alla data della pubblicazione in G.U.

Ai fini della semplificazione delle dichiarazioni e delle funzioni dei sostituti d’imposta e dei centri di assistenza fiscale nonché degli altri intermediari, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano inviano i dati rilevanti per la determinazione dell’addizionale regionale all’imposta sul reddito delle persone fisiche (IRPEF) per la pubblicazione nel sito Internet www.finanze.it.
Detti dati sono riportati tramite una “Tabella” e devono essere inseriti utilizzando un foglio di calcolo che rispetti la struttura della tabella stessa.
La trasmissione della “Tabella” va effettuata, entro il 31 gennaio dell’anno a cui l’addizionale si riferisce, esclusivamente in via telematica, mediante posta elettronica certificata, all’indirizzo df.dltff@pce.finanze.it.
Nel caso in cui intervengano successive variazioni dei dati rilevanti ai fini della determinazione dell’addizionale regionale all’IRPEF, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano ritrasmettono la “Tabella”, con l’indicazione delle aliquote complessivamente applicabili, entro 30 giorni dalla data di adozione dei relativi provvedimenti modificativi.
La Direzione legislazione tributaria e federalismo fiscale del Dipartimento delle finanze del Ministero dell’economia e delle finanze provvede alla pubblicazione dei dati trasmessi dalle Regioni e dalle Province autonome di Trento e di Bolzano nel sito www.finanze.it, entro 7 giorni lavorativi successivi alla data di ricezione della Tabella.
La mancata trasmissione dei dati rilevanti ai fini della determinazione dell’addizionale regionale all’IRPEF entro i termini sopra indicati comporta l’inapplicabilità di sanzioni e di interessi.
Nel caso in cui si verifichino le condizioni per l’applicazione degli automatismi fiscali inerenti al settore sanitario, la Regione interessata ritrasmette la “Tabella”, con l’indicazione delle aliquote complessivamente applicabili, entro 30 giorni dalla ricezione del relativo verbale di verifica.
In sede di prima applicazione, i dati rilevanti ai fini della determinazione dell’addizionale regionale all’IRPEF relativi all’anno 2015 sono inviati dalle Regioni e dalle Province autonome di Trento e di Bolzano, entro 15 giorni successivi alla data della pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del presente decreto.

Spesometro – Comunicazione entro il 10 e il 20 aprile

Due termini in scadenza per la la comunicazione polivalente

Il 10 aprile è l’ultimo giorno per l’invio della comunicazione polivalente da parte dei contribuenti Iva mensili, per gli altri soggetti passivi, invece, la comunicazione va effettuata entro il 20 aprile.
I soggetti passivi Iva che effettuano la liquidazione mensile ai fini dell’imposta entro il 10 aprile dovranno effettuare la comunicazione delle cessioni di beni e delle prestazioni di servizio rese e ricevute nel 2014.
Per le operazioni per le quali non è previsto l’obbligo di emissione della fattura, la comunicazione va effettuata se l’importo non è inferiore a 3.600 euro, comprensivo di Iva.
L’invio della comunicazione deve essere effettuato esclusivamente per via telematica utilizzando il prodotto software messo a disposizione dall’Agenzia delle Entrate.
Con provvedimento del 31 marzo 2015, l’Agenzia delle entrate per il 2014 ha esonerato dall’adempimento le amministrazioni pubbliche e ha escluso i commercianti al minuto (e assimilati) e le agenzie di viaggio e turismo dalla comunicazione delle operazioni attive di importo unitario inferiore a 3.000 euro, al netto dell’Iva.

Indennità di disoccupazione agricola e congedo del padre lavoratore

I giorni già indennizzati a titolo di congedo obbligatorio e facoltativo del padre lavoratore, operaio agricolo, poiché incumulabili con le altre prestazioni a sostegno del reddito, devono essere considerati non indennizzabili ai fini del computo della prestazione di disoccupazione agricola.

 

Come noto, l’art. 4, co. 24, lett. a), L. n. 92/2012 ha disposto che, in via sperimentale per il triennio 2013-2015, il padre lavoratore dipendente possa godere di un congedo obbligatorio (un giorno) e un congedo facoltativo (due giorni in alternativa al congedo di maternità della madre), da fruire entro e non oltre il quinto mese di vita del figlio.
Con apposita circolare (n. 40/2013) sono state impartite le disposizioni attuative della predetta norma e con successivi messaggi (n. 12129/2013 e n. 12443/2013) sono state fornite le istruzioni procedurali e contabili relativamente ai congedi, le cui indennità debbono essere corrisposte direttamente dall’Istituto.
In particolare, è stato precisato che le indennità per i congedi in argomento prevalgono sulle prestazioni a sostegno del reddito e, dunque, non sono cumulabili con queste ultime.

A tal proposito, con riferimento agli operai agricoli, l’Inps (Messaggio Inps n. 2335/2015) precisa che i giorni già indennizzati a titolo di congedo obbligatorio e facoltativo del padre lavoratore, poiché incumulabili con le altre prestazioni a sostegno del reddito, devono essere considerati non indennizzabili ai fini del computo della prestazione di disoccupazione agricola.
Il pagamento delle indennità relative ai congedi viene effettuato tramite la procedura “Pagamenti vari” che non colloquia in modo automatizzato con la procedura di “Liquidazione delle domande di disoccupazione e ANF ai lavoratori agricoli dipendenti”, quindi, tutte le volte in cui viene emesso un pagamento relativo alle indennità in argomento, deve esserne data immediata comunicazione agli operatori incaricati della liquidazione delle prestazioni di disoccupazione agricola, al fine di verificare la presenza di una domanda di prestazione di disoccupazione agricola da definire o già definita per il medesimo periodo interessato dal congedo indennizzato.
Nel primo caso, in sede di gestione di una nuova domanda di disoccupazione agricola, le giornate corrispondenti al periodo di congedo in argomento (1, massimo 2) dovranno essere inserite nel campo “Altre giornate non indennizzabili” presente nella sezione “Giornate già indennizzate”.
Nel caso, invece, in cui la domanda di prestazione di disoccupazione agricola sia stata già definita con accoglimento, la stessa dovrà essere riesaminata d’ufficio per la rideterminazione sia delle giornate da indennizzare a titolo di disoccupazione e ANF sia dell’accredito figurativo spettante, con la stessa modalità sopra descritta.

Contratti di solidarietà e riduzione contributiva

Diffuse le disposizioni operative per la fruizione delle riduzioni contributive previste per i contratti di solidarietà, accompagnati da Cigs, stipulati esclusivamente nel periodo dal 01.01.2006 al 30.06.2008 e i cui benefici contributivi, sotto il profilo della competenza, si collocano nell’ambito del predetto periodo.

 

L’art. 6, comma 4, del DL 1/10/1996 n. 510 prevede, come noto, una riduzione contributiva inerente ai contratti di solidarietà difensivi stipulati successivamente al 14/6/1995. Il Ministero del lavoro ha recentemente autorizzato il finanziamento degli sgravi contributivi per i contratti di solidarietà, stipulati successivamente al 31/12/2005 ed entro il 30/06/2008.

La riduzione è prevista per la durata del contratto con il limite massimo di 24 mesi e compete per ogni lavoratore interessato dall’abbattimento di orario in misura superiore al 20 per cento con erogazione dell’integrazione salariale straordinaria. La misura della riduzione della contribuzione previdenziale ed assistenziale è del 25 per cento ed è elevata al 35 per cento nel caso in cui l’accordo disponga una riduzione dell’orario superiore al 30 per cento.
Conseguentemente, per ogni mese, i datori di lavoro hanno diritto alla riduzione del 25 per cento ovvero del 35 per cento sulla parte dei contributi a loro carico per ogni lavoratore che, in detto periodo, abbia avuto un orario ridotto rispettivamente più del 20 per cento ovvero del 30 per cento rispetto a quello contrattuale. Eventuali erogazioni ultramensili, a carico del datore di lavoro, seguiranno la sorte contributiva legata all’orario di lavoro effettuato nel mese di corresponsione di dette competenze secondo previsione contrattuale.
Per le imprese operanti nella aree individuate per l’Italia dalla CEE, al fine di promuovere lo sviluppo e l’adeguamento strutturale delle regioni che presentano ritardi nello sviluppo, le percentuali del beneficio sono elevate rispettivamente al 30 per cento e 40 per cento.

Restano estranei al beneficio i contratti di solidarietà di tipo b), cui possono accedere le aziende che non rientrano nel campo di applicazione della Cigs.
Essendo la riduzione alternativa a qualsiasi forma di beneficio contributivo previsto, a qualunque altro titolo, dall’ordinamento, non potranno fruire dello sgravio i lavoratori per i quali i datori di lavoro hanno già goduto di altre agevolazioni contributive (ad es. lavoratori assunti dalle liste di mobilità; disoccupati da oltre 24 mesi, etc.).

La procedura per il conseguimento della riduzione contributiva deve essere attivata ad iniziativa dei datori di lavoro interessati. La Sede competente – accertata sulla base della documentazione in proprio possesso, integrata da quella fornita dall’impresa, la sussistenza dei presupposti per il riconoscimento della riduzione contributiva nel rispetto dei criteri previsti – provvederà ad attribuire alla posizione aziendale il previsto codice di autorizzazione “7K” avente il significato di “Azienda che ha stipulato contratti di solidarietà dal 31.12.2005 al 30.06.2008, accompagnati da Cigs, ammessa al conguaglio delle riduzioni contributive di cui all’art. 6, c. 4, della L. 28 novembre 1996, n. 608”.
Tale codice sarà attribuito limitatamente al periodo di paga cui si riferiscono i flussi UniEmens con i quali viene operato il conguaglio. Detto periodo è comunque limitato alle denunce contributive aventi scadenza di pagamento il giorno 16 del terzo mese successivo a quello di emanazione della presente circolare. Nel caso di imprese cessate ovvero laddove il periodo sopra indicato non risulti sufficiente a favorire le operazioni di conguaglio, il recupero sarà effettuato attraverso la procedura delle regolarizzazioni contributive (cfr.
Inps, circolare n. 70/2015).

Ai fini della compilazione del flusso UniEmens, le imprese interessate inseriranno nell’elemento <DenunciaAziendale>, <AltrePartiteACredito>, <CausaleACredito> il nuovo codice “L900” e le relative <SommeACredito> (che rappresentano l’importo delle riduzioni contributive spettanti).

 

Raggiunto l’accordo nel settore dei servizi postali privati

Firmato, il 2/4/2015, tra FISE-ARE, SLC-CGIL e UIL-POST, l’accordo di rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro per le imprese private operanti nel settore della distribuzione, recapito e servizi postali dell’8/5/2011.

L’accordo decorre dall’1/1/2013 e scade il 31/12/2015.

Le Parti concordano inoltre un aumento del minimo tabellare per il livello 5° super pari a € 17,00 con relativa riparametrazione sugli altri livelli di inquadramento, da erogare con la retribuzione del mese di luglio 2015, secondo la tabella seguente.

Liv. Par. Aumento economico Luglio 2015 Retribuzione tabellare Luglio 2015 Indennità di contingenza Retribuzione base Luglio 2015
200 29,57 1.466,23 532,19 1.998,42
175 25,87 1.282,96 525,98 1.808,94
3°S 150 22,17 1.099,70 522,03 1.621,73
138 20,40 1.011,68 519,61 1.531,29
128 18,92 938,37 517,92 1.456,29
5°S 115 17,00 843,05 516,65 1.359,70
110 16,26 806,47 515,89 1.322,36
100 14,78 733,11 513,76 1.246,87

A far data dall’1/1/2016, il punto percentuale di riferimento ai fini del rinnovo del presente c.c.n.l. è ulteriormente rivalutato sulla base degli indici inflazionistici definiti per il biennio 2013/2014 dairiSTAT.

Una tantum
Ai lavoratori in forza alla data di sottoscrizione del presente accordo è erogato un importo “una tantum” per il livello 5° super pari a € 250,00 lordi, riparametrato nella misura di cui alla tabella che segue, corrisposto pro-quota con riferimento a tante quote mensili quanti sono i mesi di servizio effettivo prestati nel periodo 1 gennaio 2013 – 30 aprile 2015 in cui è stato applicato al rapporto di lavoro il presente c.c.n.l..
L’importo sarà corrisposto, quanto a € 150,00 con la retribuzione del mese di giugno 2015 e quanto a € 100,00 con la retribuzione del mese di novembre 2015; l’importo sarà erogato ai lavoratori in forza alla data di erogazione di ciascuna tranche. L’importo è escluso dalla base di calcolo del t.f.r. ed è stato quantificato considerando in esso anche i riflessi sugli istituti di retribuzione diretta ed indiretta, di/0^gine legale e controllale, ed è quindi comprensivo degli stessi.

Liv. GIUGNO 2015 NOVEMBRE 2015 TOTALE
173,80 260,80  434,60
 152,08  228,20 380,28
3° s, 130,35 195,60 325,95
120,00 179,96 299,96
111,30 166,96 278,26
5° s, 100,00 150,00 250,00
 95,65  143,48 239,13
 86,96 130,40 217,36

Per le imprese che applicano il presente c.c.n.l. successivamente al 6/12/2013, l’importo complessivo una tantum di cui sopra, riparametrato ed erogato alle medesime condizioni e modalità, è pari a € 150,00 complessivi, divisi in due tranches di pari entità nei mesi di giugno 2015 e novembre 2015.

Elemento di garanzia
Le Parti concordano altresì che l’elemento di garanzia di cui all’articolo 1 del c.c.n.l. 8 febbraio 2011 sarà erogato alle stesse condizioni e con le stesse modalità di cui alla norma citata, a partire dalla retribuzione del mese di dicembre 2015.

Lavoro a tempo determinato
È consentita l’apposizione di un termine al contratto di lavoro subordinato, di durata non superiore a trentasei mesi.
Non trovano applicazione gli intervalli di legge nei seguenti casi di assunzione a tempo determinato:
– sostituzione di lavoratori assenti con diritto alla conservazione del posto;
– temporanei incrementi dell’attività, previa comunicazione alle r.s.a. / r.s.u.;
– copertura di posizioni non ancora stabilizzate nelle fasi di avvio di nuove attività, considerate tali fino ad un massimo di dodici mesi;
– lavorazioni a carattere eccezionale che richiedono personale avente specializzazioni diverse da quelle presenti in azienda.
Non possono essere assunti lavoratori a tempo determinato in misura superiore al 20%, fatte salve le esclusioni di legge, del numero dei lavoratori a tempo indeterminato in forza al 1° gennaio dell’anno di assunzione, con un arrotondamento del decimale all’unità superiore qualora esso sia eguale o superiore a 0,5. In caso di inizio dell’attività nel corso dell’anno, il limite percentuale si computa sul numero dei lavoratori a tempo indeterminato in forza al momento dell’assunzione. Nel caso in cui il rapporto percentuale dia un numero inferiore a 10, resta ferma la possibilità di costituire fino a 10 contratti a tempo determinato.
I lavoratori a tempo parziale sono sempre computati ai sensi dell’articolo 6 del d. lgs. n. 61/2000.