Approvato il nuovo Regolamento dell’Ente Bilaterale Metalmeccanici: prestazioni ampliate e raddoppiate

L’Assemblea EBM ha deliberato la modifica e l’approvazione del nuovo Regolamento dell’Ente Bilaterale Metalmeccanici. Le novità sulle prestazioni, si applicano agli eventi che avvengono a partire dalla data di entrata in vigore del Regolamento, quindi dal 2/10/2015. Resta pertanto invariato il vecchio Regolamento EBM per le prestazioni i cui eventi siano avvenuti fino al 1/10/2015.

Il Regolamento disciplina l’attività dell’E.B.M. sulla base dell’accordo tra UNIONMECCANICA-CONFAPI e FIOM-CGIL del 15/11/2013 e del CCNL del 29/7/2013.
Le attività e le prestazioni previste dall’E.B.M. saranno erogate esclusivamente in favore delle aziende, e dei relativi dipendenti, in regola con il versamento dei contributi, e nelle misure previste dal CCNL del 29/7/2013 e con le modalità previste nell’accordo del 15/11/2013.
Con la piena operatività della convenzione con Inps ed Agenzia delle entrate, i versamenti mensilmente, andranno effettuati esclusivamente attraverso la procedura F24/UNIEMENS, utilizzando il codice EBMC nella sezione INPS.

Si riportano di seguito le novità più rilevanti relative alle Prestazioni dei Fondi, che sono state ampliate e raddoppiate rispetto alle precedenti con decorrenza 2 ottobre 2015:

A) Fondo Sicurezza Metalmeccanici
Sarà gestito da un Organismo Paritetico Nazionale (O.P.N.M.) in base al Regolamento, già definito e al regolamento delle prestazioni da definire entro novembre 2015.

B) Fondo Sviluppo Bilateralità Metalmeccanici
L’E.B.M. verserà alle aziende destinatarie un contributo annuo di 200,00 euro per ogni apprendista per spese di formazione, con l’obbligo da parte delle aziende stesse di corrispondere all’apprendista le spese documentate per trasporti, pasti, ore di viaggio in caso di formazione esterna all’azienda, fino ad un massimo di 100,00 euro annui per lavoratore.

C) Fondo Sostegno al Reddito
Gli interventi a sostegno del reddito riguardano i casi di:

1. Sostegno sia alle imprese sia ai lavoratori, finalizzati alla garanzia della copertura in caso di malattia, compresa la tutela dei lavoratori in caso di malattia di lunga durata:
a) Una tantum a favore delle aziende: Euro 200,00 una tantum al verificarsi del secondo evento di malattia dello stesso dipendente in corso di anno civile (1/1 – 31-12), ogni azienda avrà diritto a due sussidi per ogni 15 dipendenti, e multipli di 15, in forza nell’azienda;
b) Una tantum a favore dei dipendenti: 200,00 euro al mese per un massimo di tre mesi al verificarsi di un evento di malattia continuativa in corso d’anno civile (1/1 – 31-12) che comporti il pagamento da parte dell’azienda del 50% della retribuzione.

2. Sostegno finalizzato ad integrare il reddito delle lavoratrici e dei lavoratori nell’ambito della assistenza alla non autosufficienza, infortuni gravi, diritto allo studio, maternità:
L’Ente Bilaterale Metalmeccanici provvede ad erogare i seguenti sussidi una tantum a favore delle aziende e dei lavoratori nei seguenti casi debitamente certificati:
a. Lavoratrici e lavoratori che usufruiscono dei permessi ex Legge 104/1992,per se stessi, per assistenza a figli, genitori e coniugi e fratelli non autosufficienti: 200,00 euro.
b. Lavoratrici e lavoratori che nel corso dell’anno civile (1/1 – 31/12) abbiano subito un infortunio riconosciuto dall’Inail di durata pari o superiore a quaranta giorni: 200,00 euro.

c. Lavoratrici o lavoratori che iscrivono i propri figli all’asilo nido e/o all’Università: 200,00 euro.
d. Contributo alla nascita di un figlio/a o adozione di un figlio/a: 300,00 euro.

3. Sostegno alla formazione dei delegati sindacali:
Nei limiti di quanto previsto dall’accordo del 15/11/2013 (0,50 euro annui per ogni lavoratore) l’E.B.M., per il sostegno alla formazione dei delegati sindacali delle aziende Unionmeccanica, finanzierà progetti di formazione finalizzati alla gestione contrattuale e alle finalità della bilateralità.

CCNL ESERCIZI CINEMATOGRAFICI: nuova classificazione del personale dipendente dai Multiplex e Megaplex

Firmato, il giorno 3/11/2015, tra AGIS (ANEC – ANEM) e SLC-CGIL, FISTEL-CISL e UILCOM-UIL, l’accordo che definisce un nuovo modello di classificazione del personale dipendente dai Multiplex e Megaplex, allo scopo di individuare nuove figure coerenti con i cambiamenti anche di innovazione tecnologica, intervenuti nel settore degli esercizi cinematografici

Nell’accordo le Parti Stipulanti chiariscono che il nuovo modello di classificazione, così come definito, rappresenta sia il necessario presupposto di fondamentale rilevanza strategica per le esigenze funzionali ed organizzative del settore nel rispetto delle specifiche professionalità del personale dipendente, sia il necessario presupposto per un adeguamento delle professionalità alla fungibilità del personale rispetto ad attività di contenuto omogeneo per continuare ad accompagnare i processi di riorganizzazione in corso.

Tale sistema è articolato in 3 Aree Funzionali ed in 8 livelli professionali/parametrali.

Il Livello A è esterno alle aree Operative
Area 1): Livello B – C – D
Area 2): Livello E – F
Area 3): Livello QB – QA

Sulla base delle nuove modifiche, viene pertanto sostituito l’art. 3 del CCNL avente ad oggetto la classificazione del personale dipendente dai Multiplex e Megaplex.

Si riporta di seguito, a titolo esemplificativo e non esaustivo, la nuova classificazione del personale:

LIVELLO A
– fattorino, addetti di pulizia ivi compresi i servizi igienici

LIVELLO B
– addetti polifunzionali con mansioni di: controllo ingressi e uscite; accompagnamento, informazione e sorveglianza del pubblico; accompagnamento in sala delle persone diversamente abili, controllo sale, foyer, corridoi e bagni; riordino delle sale, corridoi e atri negli intervalli; pulizia dei macchinari; montaggio,allestimento, distribuzione e divulgazione di materiale pubblicitario e promozionale; preparazione e vendita di alimenti e bevande con semilavorazione, anche in sala; prenotazione e vendita di titoli d’ingresso; riscontro e segnalazione di eventuali anomalie nelle proiezioni in sala e segnalazione delle stesse rilevate anche tramite monitor all’interno della struttura; segnalazione delle emergenze; movimentazione merce; manutenzione elementare (sostituzione lampade di illuminazione, sistemazione poltrone, sistemazione segnagradini, sistemazione degli arredi mobili, pulizia dei filtri degli impianti di condizionamento non di centrale o UTA);

– centralinisti e addetti di segreteria.

LIVELLO C
– Addetto polifunzionale che, con responsabilità comportante un rilevante grado di esperienza professionale, svolge, nelle imprese non appartenenti ai gruppi industriali di cui al successivo livello D, compiti di preparazione e gestione delle playlist, gestione delle chiavi di sblocco dei film e predisposizione e controllo di tutte le operazioni necessarie alle proiezioni, gestione di problematiche complesse e delle emergenze con la clientela; riavvio server e computers; inserimento della programmazione e dell’assortimento negli applicativi di vendita.
– Addetto polifunzionale con compiti anche di ricevimento merci.
– Compilazione dei registri HACCP, secondo la normativa vigente.
– Addetto polifunzionale alla prenotazione e vendita di titoli di ingresso anche con compiti di affiancamento formativo del personale inquadrato al livello B e di attività promozionale dell’offerta e dei servizi al cliente.

LIVELLO D
– Addetti polifunzionali con mansioni di coordinatore di reparto in possesso del livello esperienza e professionalità acquisite.
– Addetti alla manutenzione periodica degli impianti di proiezione digitale o degli impianti complessi ed alla gestione del relativo magazzino ricambi, ruolo di norma escluso dalla turnazione in sala.
– Impiegati amministrativi con mansioni di contabilità, risorse umane, marketing, programmazione, sistemi informativi.
– Segretaria amministrativa di multiplex: addetta con compiti gestionali complessi di natura amministrativa; ruolo di norma escluso dalla turnazione in sala.
– Addetti polifunzionali con compiti di preparazione e gestione delle playlist, gestione delle chiavi di sblocco dei film e predisposizione e controllo di tutte le operazioni necessarie alle proiezioni nei gruppi industriali di rilevanza nazionale le cui unità produttive sono ubicate in un numero di regioni tale da coprire ampia parte del territorio nazionale.

– Ipotesi di Area Professionale Omogenea 1
All’interno dell’ “Ipotesi di Area Professionale Omogenea 1” è confermata la mobilità e l’intercambiabilità del personale inquadrato ai livelli B, C e D nel rispetto dei valori professionali individuali prefigurati nel presente schema di classificazione unica nonché in conformità con quanto disposto dall’art. 13 legge 300/1970.
All’interno dell'”Ipotesi di Area Professionale Omogenea 1″ l’adibizione saltuaria e occasionale al complesso di mansioni proprie di figure professionali inquadrate a livello superiore non comporta il riconoscimento del livello superiore. Per i periodi di assegnazione alle mansioni superiori il lavoratore ha diritto al trattamento economico corrispondente.
Laddove tale adibizione assuma invece carattere di prevalenza, il lavoratore ha diritto al riconoscimento del livello superiore e del trattamento economico corrispondente sempreché la somma dei singoli periodi di assegnazione a mansioni superiori raggiunga i sei mesi da calcolarsi in un arco di tempo di dodici mesi.

LIVELLO E
– assistente al vicedirettore di multiplex;
– assistente al direttore di dipartimento.

LIVELLO F
– vicedirettore di multiplex

QUADRO B
– direttore di multiplex, direttore tecnico di circuito, responsabile di funzione centrale.

QUADRO A
– direttore di area, coordinatore di due o più strutture centrali.

Al personale inquadrato nei livelli della presente scala, con esclusione del livello A, è attribuita la qualifica impiegatizia.

Inefficace il ravvedimento operoso parziale

La Corte di Cassazione ha affermato che non può essere riconosciuta efficacia al ravvedimento operoso parziale, per cui si considera comunque tardivo il versamento oltre il termine di parte del debito tributario, ancorché effettuato versando contestualmente gli interessi e la sanzione ridotta in base all’istituto del ravvedimento operoso (Corte di Cassazione – Sentenza n. 19017/2015).

Secondo i giudici della Suprema Corte soltanto con l’integrale, e dunque necessariamente esatta, esecuzione di tutti i pagamenti relativi a imposta, interessi e sanzioni nella misura ivi prevista, può ritenersi perfezionato il ravvedimento operoso e, conseguentemente sanata la violazione.

IL CASO

Nella controversia inerente la cartella di pagamento per omesso – tardivo versamento di tributi risultanti dalla dichiarazione dei redditi, conseguente al controllo automatizzato ex articolo 36-ter del DPR n. 600/1973 della medesima dichiarazione, la Commissione tributaria regionale di Milano ha accolto il ricorso del contribuente, ritenendo valido il ravvedimento operoso parziale eseguito dallo stesso.
Secondo il giudice tributario, ai fini della determinazione della sanzione e degli interessi dovuti per tardivo versamento, doveva essere esclusa dalla base di calcolo, la parte di imposta già versata dal contribuente, contestualmente agli interessi ed alla sanzione in misura ridotta, in base all’istituto del ravvedimento operoso. Per effetto del ravvedimento operoso, dunque, la violazione doveva ritenersi limitata alla differenza tra l’imposta totale e quella versata, con la conseguenza che le sanzioni e gli interessi dovessero essere calcolati soltanto su detta differenza.

L’ORIENTAMENTO DELLA CASSAZIONE

La Corte di Cassazione ha riformato la decisione del giudice tributario ritenendo che questi abbia errato nel riconoscere efficacia al ravvedimento operoso parziale eseguito dal contribuente.
Contrariamente a quanto affermato dal giudice tributario, la Suprema Corte ha evidenziato che la disciplina regolatrice dell’istituto del ravvedimento operoso pone come condizioni di operatività del ravvedimento stesso il versamento integrale tanto del tributo, quanto delle sanzioni (nella prevista misura ridotta) e degli interessi legali.
Dal tenore letterale della norma si evince, infatti, una specifica previsione obbligatoria, a proposito del versamento integrale della sanzione ivi prevista, contestualmente alla regolarizzazione dell’obbligo tributario e al versamento degli interessi di mora.
Il comma 2, dell’articolo 13, del Decreto Legislativo n. 472 del 1997, in particolare, stabilisce che: “il pagamento della sanzione ridotta deve essere eseguito contestualmente alla regolarizzazione del pagamento del tributo o della differenza, quando dovuti, nonché al pagamento degli interessi moratori calcolati al tasso legale con maturazione giorno per giorno“.
Diversamente, precisano i giudici, l’accoglimento della tesi che riconosce efficacia al ravvedimento operoso parziale, si risolverebbe nell’attribuzione di rilevanza ad un pagamento purchessia, ancorché incompleto, della pur ridotta sanzione di legge, in contrasto con la previsione specifica, a tenore della quale il ravvedimento in ogni caso “si perfeziona” con l’esecuzione di tutti pagamenti previsti, salvo il differimento di sessanta giorni laddove la liquidazione debba essere eseguita dall’amministrazione finanziaria.

Nuovi chiarimenti sulle Start-up innovative

Requisiti alternativi, in particolare titolarità dei diritti di privativa industriale, e mutazione degli stessi, sono questi i principali temi trattati dal Ministero dello Sviluppo Economico in relazione alle Start-up innovative (Ministero Sviluppo Economico – pareri nn. 218415, 218430 del 29 ottobre 2015 e n. 222631 del 03 novembre 2015).

Relativamente al possesso di almeno uno dei requisiti alternativi richiesti ai fini della costituzione di una Starp-up innovativa, il Ministero dello Sviluppo Economico si è espresso sulla possibilità che la Start-up sia titolare o depositaria o licenziataria di almeno una privativa industriale relativa a una invenzione industriale, biotecnologica, a una topografia di prodotto a semiconduttori o a una nuova varietà vegetale direttamente afferenti all’oggetto sociale e all’attività di impresa, ovvero sia titolare dei diritti relativi ad un programma per elaboratore originario registrato presso il Registro pubblico speciale per i programmi per elaboratore, chiarendo:
– che poiché il legislatore dispone che la start up possa essere non soltanto titolare o licenziataria ma anche “depositaria” di tale privativa, il suddetto requisito è soddisfatto anche nel caso in cui la start up presenti domanda per la registrazione del brevetto, pur non conoscendone ancora l’esito;
– che il termine “titolare dei diritti” ricomprende oltre all’autore del programma, il soggetto titolare dei diritti esclusivi di sfruttamento economico del software.

In riferimento a tutti i requisiti alternativi ammessi (spese di ricerca e sviluppo uguali o superiori al 15% del maggiore valore fra costo e valore totale della produzione, impiego di dipendenti o collaboratori qualificati in ricerca, diritti di privativa industriale), è inoltre concessa la mutazione degli stessi purché risulti verificata continuativamente, durante la permanenza nella sezione speciale del Registro Imprese, la presenza di almeno uno dei requisiti citati.

Nuove precisazioni Inps sull’esonero contributivo triennale (parte 2°)

Si forniscono ulteriori chiarimenti sulla fruizione dell’esonero contributi triennale per i datori di lavoro iscritti alla gestione dipendenti pubblici ed ai giornalisti iscritti all’INPGI.

Per i dai datori di lavoro tenuti ad assolvere gli obblighi di contribuzione obbligatoria nei confronti dell’INPGI, le domande di autorizzazione alla fruizione dell’esonero contributivo triennale devono essere inoltrate direttamente all’INPGI in relazione alle assunzioni/conversioni a tempo indeterminato operate a partire dal 1° gennaio 2015.
Ai fini dell’individuazione delle forme di contribuzione obbligatoria soggette all’esonero contributivo, in assenza di specifiche previsioni di legge, vanno escluse dall’applicazione dell’esonero medesimo le contribuzioni che non hanno natura previdenziale e quelle concepite allo scopo di apportare elementi di solidarietà alle gestioni previdenziali di riferimento. In tale prospettiva, non sono soggette all’esonero contributivo triennale le seguenti forme di contribuzione, ancorché di natura obbligatoria: il contributo per la garanzia sul finanziamento della Qu.I.R.; il contributo previsto dall’articolo 25, comma 4, della Legge 21 dicembre 1978, n. 845, in misura pari allo 0,30% della retribuzione imponibile, destinato, in relazione ai datori di lavoro che vi aderiscono, al finanziamento dei fondi interprofessionali per la formazione continua; il contributo di solidarietà sui versamenti destinati alla previdenza complementare e/o ai fondi di assistenza sanitaria; il contributo di solidarietà per i lavoratori dello spettacolo; il contributo di solidarietà per gli sportivi professionisti.
Deve precisarsi che, trattandosi di una contribuzione previdenziale a carico del datore di lavoro, il contributo aggiuntivo IVS, destinato al finanziamento dell’incremento delle aliquote contributive del Fondo pensioni dei lavoratori dipendenti in misura pari a 0,50% della retribuzione imponibile, è soggetto all’applicazione dell’esonero contributivo triennale.
Nei casi di trasformazione di rapporti a termine ovvero di stabilizzazione dei medesimi entro sei mesi dalla relativa scadenza, trova applicazione la previsione di cui all’articolo 2, comma 30, della Legge n. 92/2012, che regola, nei predetti casi, la restituzione del contributo addizionale di cui al comma 28 della stessa Legge n. 92. Nei casi di stabilizzazione dei rapporti a termine entro sei mesi dalla relativa scadenza, la restituzione del contributo addizionale opera con l’applicazione delle decurtazioni previste dall’ultimo periodo del citato comma 30: i mesi di restituzione del contributo addizionale sono ridotti sulla base dei mesi intercorsi fra la scadenza del rapporto a termine e l’assunzione con contratto a tempo indeterminato. Pertanto, la restituzione piena del contributo addizionale NASPI ricorre solo nei casi di trasformazione del contratto a termine nonché in quelli di stabilizzazione intervenuta il mese successivo a quello di scadenza del contratto a termine. Negli altri casi opererà la contrazione prevista dall’articolo 2, comma 30, della Legge n. 92/2012.
Poiché l’esonero contributivo opera sulla contribuzione effettivamente dovuta, in caso di applicazione delle misure compensative di cui all’articolo 10, commi 2 e 3, del Decreto Legislativo n. 252/2005 – destinazione del trattamento di fine rapporto ai fondi pensione, al fondo per l’erogazione ai lavoratori dipendenti del settore privato dei trattamenti di fine rapporto di cui all’articolo 2120 del c.c., nonché erogazione in busta paga della Qu.I.R. – l’esonero è calcolato sulla contribuzione previdenziale dovuta, al netto delle riduzioni che scaturiscono dall’applicazione delle predette misure compensative.

Di seguito, si forniscono alcuni casi particolarii per il riconoscimento del diritto all’incentivo:
– l’esistenza di un rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato all’estero nei sei mesi precedenti l’assunzione non consente la fruizione dell’esonero contributivo anche laddove, sulla base della legislazione internazionale, il precedente rapporto di lavoro non contemplasse l’obbligo assicurativo nei confronti di una gestione previdenziale nazionale;
– con riferimento ai rapporti di lavoro part-time a tempo indeterminato, l’esonero spetta anche nei casi in cui il lavoratore sia assunto da due diversi datori di lavoro in relazione ad ambedue i rapporti, purché la data di decorrenza dei predetti rapporti di lavoro sia la medesima. In caso di assunzioni differite, il datore di lavoro perderebbe, infatti, con riguardo al secondo rapporto di lavoro part-time, il requisito legittimante l’ammissione all’agevolazione in oggetto;
– anche laddove il precedente rapporto di lavoro – intercorso nei sei mesi precedenti l’assunzione – sia stata risolto per mancato superamento del periodo di prova ovvero per dimissioni del lavoratore, non si ha diritto alla fruizione dell’esonero. In proposito, si ricorda come l’istituto del periodo di prova abbia lo scopo di consentire al lavoratore di valutare l’esperienza lavorativa offerta e al datore di lavoro di rilevare l’adeguatezza delle competenze e delle effettive capacità del prestatore rispetto alle specifiche esigenze produttive. Ciononostante il rapporto di lavoro, pur sottoposto ad una condizione – il superamento del periodo di prova – deve essere considerato a tempo indeterminato sin dall’origine;
– l’incentivo non spetta qualora i lavoratori già titolari di un rapporto a tempo indeterminato transitino dal cedente al subentrante nei casi di cambi di appalto di servizi, nell’ipotesi in cui la contrattazione collettiva che disciplina tali rapporti, preveda, per i casi di cessazione dell’appalto cui sono adibiti i dipendenti, una procedura idonea a consentire l’assunzione degli stessi alle dipendenze dell’impresa subentrante, mediante la costituzione ex novo di un rapporto di lavoro con un diverso soggetto;
– nelle ipotesi di cessione del contratto a tempo indeterminato con passaggio del dipendente al cessionario, la fruizione del beneficio già riconosciuto al datore di lavoro cedente può essere trasferita al subentrante per il periodo residuo non goduto, in quanto in tal caso si verifica la sola modificazione soggettiva del rapporto già in atto che prosegue con il datore di lavoro cessionario;
– la fruizione dell’esonero è, infine, trasferibile nei confronti del cessionario per il periodo residuo non goduto dal cedente in virtù di quanto disposto dall’articolo 2112 c.c., secondo il quale, in caso di trasferimento di azienda, il rapporto di lavoro prosegue con il cessionario ed il lavoratore conserva tutti i diritti che ne derivano.
Non impedisce, inoltre, l’accesso all’incentivo lo svolgimento nei sei mesi precedenti di prestazioni lavorative in forme giuridiche e contrattuali diverse da quella del contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato, quali, ad esempio, il rapporto di lavoro a termine, il rapporto di collaborazione a progetto, lo svolgimento di attività di natura professionale in forma autonoma, ecc.

Si ricorda che, il beneficio concerne le nuove assunzioni con decorrenza dal 1° gennaio 2015 al 31 dicembre 2015. La sua durata è pari a 36 mesi a partire dalla data di assunzione. In caso di assunzione a tempo indeterminato a scopo di somministrazione, lo sgravio spetta sia per la somministrazione a tempo indeterminato che per la somministrazione a tempo determinato, per la durata complessiva di 36 mesi, compresi gli eventuali periodi in cui il lavoratore rimane in attesa di assegnazione. Il periodo di godimento dell’agevolazione può essere sospeso nei casi di assenza obbligatoria dal lavoro per maternità, consentendo il differimento temporale del periodo di fruizione dei benefici.
L’esonero contributivo triennale non è cumulabile con “altri esoneri o riduzioni delle aliquote di finanziamento previsti dalla normativa vigente” (cfr. circolare n. 17 del 2015).