In G.U. la conversione del DL Semplificazioni:le misure per le imprese e professionisti


Nella G.U. n.228 del 14 settembre 2020, è stata pubblicata la legge 11 settembre 2020, n. 120, di conversione, con modificazioni, del decreto-legge 16 luglio 2020, n. 76, recante misure urgenti per la semplificazione e l’innovazione digitale. Il presente provvedimento entra in vigore dal 15 settembre 2020. Si riportano le misure sull’utilizzo della posta elettronica certificata dalle imprese e professionisti e alcune delle semplificazioni in materia di attività di impresa.

Utilizzo della posta elettronica certificata tra Amministrazione, imprese e professionisti (art. 37)


Sono state apportate modifiche all’art. 16, D.L. n. n. 185/2008, che reca norme volte alla riduzione dei costi amministrativi a carico delle imprese, al fine di favorire il percorso di semplificazione delle comunicazioni telematiche tra imprese, professionisti e pubbliche amministrazioni.
In particolare le modifiche prevedono:
– l’obbligo per le imprese costituite in forma societaria di indicare il proprio domicilio digitale, il quale va comunicato entro il 1° ottobre 2020 al registro delle imprese, se non già comunicato in precedenza (comma 1, lett. a));
– che le imprese costituite in forma societaria che non hanno indicato il proprio domicilio digitale entro il 1° ottobre 2020, o il cui domicilio digitale è stato cancellato dall’ufficio del registro delle imprese siano sottoposte alla sanzione prevista dall’articolo 2630 del codice civile, in misura raddoppiata (si tratta della sanzione amministrativa pecuniaria per l’omessa esecuzione di denunce, comunicazioni e depositi). L’ufficio del registro delle imprese, contestualmente all’erogazione della sanzione, assegna d’ufficio un nuovo e diverso domicilio digitale presso il cassetto digitale dell’imprenditore disponibile per ogni impresa all’indirizzo impresa.italia.it, valido solamente per il ricevimento di comunicazioni e notifiche, accessibile tramite identità digitale, erogato dal gestore del sistema informativo nazionale delle camere di commercio (comma 1, lett. b) modificato dalla legge di conversione n. 120/2020);
– che i professionisti debbano comunicare il proprio domicilio digitale all’albo o elenco istituito con legge al Collegio o Ordine di appartenenza che devono obbligatoriamente curare il corretto aggiornamento e la disponibilità per le amministrazioni pubbliche dell’elenco riservato di tali domicili (comma 1, lett. e) modificato dalla legge di conversione n. 120/2020).
È stato riformulato l’art. 5, co. 2, D.L. n.179/2012 (Posta elettronica certificata – indice nazionale degli indirizzi delle imprese e dei professionisti), al fine di prevedere che anche le imprese (non solo quelle in forma societaria) indichino il proprio domicilio fiscale all’ufficio del registro delle imprese entro il 1° ottobre 2020. Sono previste sanzioni in caso di inadempienza e procedure volte all’attribuzione d’ufficio di un domicilio digitale analoghe a quelle previste per le imprese costituite in forma societaria. Nello specifico, l’ufficio del registro delle imprese, contestualmente all’irrogazione della sanzione, assegna d’ufficio un nuovo e diverso domicilio digitale presso il cassetto digitale dell’imprenditore disponibile per ogni impresa all’indirizzo impresa.italia.it, valido solamente per il ricevimento di comunicazioni e notifiche, accessibile tramite identità digitale, erogato dal gestore del sistema informativo nazionale delle Camere di commercio (comma 2, modificato dalla legge di conversione n. 120/2020).


Nuova Sabatini (art. 39)


Con la modifica all’art. 2, co. 4, DL n. 69/2013, è stata innalzata da 100.000 a 200.000 euro la soglia di importo dei finanziamenti, introdotta dal DL n. 34 del 2019, che consente l’erogazione in un’unica quota (in luogo delle sei erogazioni ordinariamente previste).
È stato integrato il comma 226 dell’articolo 1 della legge n. 160 del 2019, al fine di prevedere che i contributi, già stabiliti nel limite complessivo di 60 milioni di euro in favore degli investimenti innovativi realizzati dalle micro e piccole imprese nel Mezzogiorno, siano erogati alle imprese beneficiarie in un’unica soluzione, con modalità procedurali stabilite con decreto ministeriale. In aggiunta al predetto stanziamento di 60 milioni di euro, l’intervento può essere cofinanziato con risorse rivenienti da fondi strutturali e di investimento europei, anche per sostenere investimenti aventi caratteristiche diverse da quelle di cui all’articolo 1, comma 55, della legge n. 232 del 2016 (c.d. investimenti 4.0).
Con la legge di conversione n. 120/2020, è stato introdotto il comma 2-bis all’art. 39 in questione. Nello specifico, si prevede che, tra i programmi di investimento nelle aree di crisi industriali agevolati ai sensi del DL n. 120 del 1989, sia aggiunta, limitatamente ai programmi di investimento per la tutela ambientale, la fabbricazione di gas industriali, in conformità e alle condizioni di cui agli articoli 36 e 37 del Regolamento n. 651/2014/UE della Commissione, del 17 giugno 2014.

Cancellazione dal registro delle imprese e dall’albo degli enti cooperativi (art. 40)


La norma reca misure semplificative delle procedure di cancellazione dal registro delle imprese e dall’albo degli enti cooperativi. In particolare, si stabilisce che il provvedimento conclusivo delle procedure d’ufficio disciplinate dal D.P.R. n. 247 del 2004, dall’articolo 2490, sesto comma, del codice civile, nonché ogni altra iscrizione o cancellazione d’ufficio conseguente alla mancata registrazione obbligatoria a domanda di parte nel registro imprese, sia disposto con determinazione del conservatore (senza intervento del giudice del registro). Viene qualificata come causa di scioglimento senza liquidazione per le società di capitali l’omesso deposito dei bilanci di esercizio per cinque anni consecutivi o il mancato compimento di atti di gestione, ove l’inattività e l’omissione si verifichino in concorrenza di specifiche circostanze indicate dalla norma.
Sono altresì apportate modifiche alle procedure di cancellazione dalla sezione speciale delle start up innovative e delle piccole e medie imprese innovative.
Inoltre, ai fini dello scioglimento e cancellazione dall’albo delle cooperative che non hanno presentato il bilancio d’esercizio da oltre 5 anni, l’ente di cui all’articolo 7 della legge n. 580 del 1993 (ovvero l’Unione italiana delle CCIAA), trasmette all’autorità di vigilanza, alla chiusura di ogni semestre solare, l’elenco degli enti cooperativi, anche in liquidazione ordinaria, che non hanno depositato i bilanci di esercizio da oltre cinque anni.
L’autorità di vigilanza verifica l’assenza di valori patrimoniali immobiliari mediante apposita indagine massiva nei pubblici registri.
L’autorità di vigilanza trasmette il decreto di cancellazione all’indirizzo di posta elettronica certificata della conservatoria competente per territorio che provvede, senza indugio, alla cancellazione dei gravami, delle trascrizioni e delle domande in quello indicate.
Con la legge di conversione n. 120/2020, sono stati aggiunti i commi 12-bis e 12-ter. Nello specifico, viene fissato al 30 novembre 2020 (in luogo di sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del DL 14 agosto 2020, n. 104) entro il quale si concludono i procedimenti di accorpamento delle Camere di commercio disciplinati dal decreto legislativo 25 novembre 2016, n. 219, pendenti alla data di entrata in vigore del predetto decreto, con l’insediamento degli organi della nuova camera di commercio. Sono state, inoltre, apportate modifiche agli artt. 2492 e 2495 del codice civile. In particolare è disposto quanto segue:
– in materia di bilancio finale di liquidazione, entro i cinque giorni successivi alla presentazione del reclamo, il cancelliere comunica la notizia in via telematica, ai fini dell’annotazione, al competente ufficio del registro delle imprese. Un estratto della sentenza definitiva che decide sul reclamo è trasmesso, entro cinque giorni, dal cancelliere al competente ufficio del registro delle imprese per la relativa annotazione;
– in materia di cancellazione della società, decorsi cinque giorni dalla scadenza dei novanta giorni successivi all’iscrizionedell’avvenuto deposito, il conservatore del registro delle imprese iscrive la cancellazione della società qualora non riceva notizia della presentazione di reclami da parte del cancelliere.

Misure a favore degli aumenti di capitale (art. 44)


La norma, sostituita dalla legge di conversione n. 120/2020, modifica la disciplina in materia di aumenti di capitale. In particolare, dispone che in deroga agli articoli 2368, secondo comma, e 2369, terzo e settimo comma, del codice civile, fino alla data del 30 giugno 2021, a condizione che sia rappresentata almeno la metà del capitale sociale, sono approvate con il voto favorevole della maggioranza del capitale rappresentato in assemblea, anche qualora lo statuto preveda maggioranze più elevate, le deliberazioni aventi ad oggetto:
– gli aumenti del capitale sociale mediante nuovi conferimenti;
– l’introduzione nello statuto della delega agli amministratori ad aumentare il capitale sociale, ai sensi dell’articolo 2443 del codice civile, per aumenti di capitale da deliberarsi fino al 30 giugno 2021.
Le suddette disposizioni si applicano anche alle società a responsabilità limitata, ai sensi degli articoli 2480, 2481 e 2481-bis del codice civile.
È consentito, inoltre, che sino alla data del 30 giugno 2021 alle società con azioni quotate in mercati regolamentati o in sistemi multilaterali di negoziazione di deliberare aumenti del capitale sociale con nuovi conferimenti, con esclusione del diritto di opzione, ai sensi dell’articolo 2441, quarto comma, secondo periodo, del codice civile, anche in mancanza di espressa previsione statutaria, nei limiti del 20% del capitale sociale preesistente.
Inoltre, sono state apportate modifiche all’articolo 2441 del codice civile. Nello specifico:
– per l’esercizio del diritto di opzione deve essere concesso un termine non inferiore a quattordici giorni dalla pubblicazione dell’offerta nel sito internet della società con le modalità sopra descritte, o, in mancanza, dall’iscrizione dell’offerta nel registro delle imprese;
– se le azioni sono quotate in mercati regolamentati o negoziate in sistemi multilaterali di negoziazione, i diritti di opzione non esercitati devono essere offerti nel mercato regolamentato o nel sistema multilaterale di negoziazione dagli amministratori, per conto della società, entro il mese successivo alla scadenza del termine stabilito a norma del secondo comma, per almeno due sedute (e non più cinque sedute), salvo che i diritti di opzione siano già stati integralmente venduti;
– le ragioni dell’esclusione o della limitazione nonché i criteri adottati per la determinazione del prezzo di emissione devono risultare da apposita relazione degli amministratori, depositata presso la sede sociale e pubblicata nel sito internet della società entro il termine della convocazione dell’assemblea, salvo quanto previsto dalle leggi speciali.

Criteri per la qualificazione delle PMI quotate (art. 44-bis)


La norma, introdotta dalla legge di conversione n. 120/2020, modifica i criteri per determinare l’elenco delle PMI quotate, di cui all’art. 1, co. 1, lett. w-quater.1), del D.Lgs. n. 58/1998. In particolare, viene eliminato per le PMI il requisito che prevede che il fatturato, anche anteriormente all’ammissione alla negoziazione delle proprie azioni, sia inferiore a 300 milioni di euro.