Fondo di garanzia PMI: integrate le condizioni di ammissibilità


Approvate le integrazioni delle condizioni di ammissibilità e delle disposizioni di carattere generale del Fondo di garanzia per le PMI in attuazione dell’articolo 56 del Decreto cura Italia, relativo alle misure di sostegno finanziario alle micro, piccole e medie imprese colpite dall’epidemia da COVID-19 (D.M. 9 luglio 2020).

Sono ammessi alla garanzia del Fondo i soggetti beneficiari finali che:


– hanno beneficiato delle misure di accesso al credito previste dal decreto Cura Italia;


– hanno dichiarato al soggetto richiedente, mediante autocertificazione, di aver subito in via temporanea carenze di liquidità quale conseguenza diretta della diffusione dell’epidemia da COVID-19;


– fatta eccezione per i lavoratori autonomi titolari di partita IVA, presentino, alla data della richiesta di adesione alle misure di sostegno finanziario del decreto Cura Italia, i requisiti per la qualifica di PMI;


– non presentino, alla data di pubblicazione del Cura Italia, esposizioni debitorie classificate come esposizioni creditizie deteriorate.


Inoltre, i soggetti beneficiari finali, inoltre, ai fini dell’ammissibilità alla garanzia, alla data di presentazione della domanda di ammissione alla garanzia, non devono:


– essere, alla data del 31 dicembre 2019, tra le “imprese in difficoltà”;


– essere in stato di scioglimento o di liquidazione, ovvero sottoposti a procedure concorsuali per insolvenza o ad accordi stragiudiziali o piani asseverati o ad accordi di ristrutturazione dei debiti.


La garanzia è concessa ai sensi del “Quadro temporaneo per le misure di aiuto di Stato a sostegno dell’economia nell’attuale emergenza del COVID-19”, comunicato dalla Commissione Europea in data 19 marzo 2020. Ha natura sussidiaria ed è concessa a titolo gratuito e senza valutazione del merito di credito del soggetto beneficiario finale, sulle operazioni finanziarie non già garantite dal Fondo che abbiano beneficiato di una delle misure di sostegno di accesso al credito previste Cura Italia.


La garanzia è concessa nella misura del 33%:


– in riferimento alle operazioni finanziarie che hanno beneficiato della misura A, sulla differenza tra l’importo accordato originario e l’importo utilizzato al 17 marzo 2020 (misura A: per le aperture di credito a revoca e per i prestiti accordati a fronte di anticipi su crediti esistenti alla data del 29 febbraio 2020 o, se successivi, al 17 marzo 2020, gli importi accordati, sia per la parte utilizzata sia per quella non ancora utilizzata, non possono essere revocati in tutto o in parte fino al 30 settembre 2020);


– in riferimento alle operazioni finanziarie che hanno beneficiato della misura B, sull’importo dei prestiti non rateali la cui scadenza è stata prorogata (misura B: per i prestiti non rateali con scadenza contrattuale prima del 30 settembre 2020 i contratti sono prorogati, unitamente ai rispettivi elementi accessori e senza alcuna formalità, fino al 30 settembre 2020 alle medesime condizioni);


– in riferimento alle operazioni finanziarie che hanno beneficiato della misura C, sull’importo delle rate dei mutui e degli altri finanziamenti a rimborso rateale o dei canoni di leasing oggetto di sospensione (misura C: per i mutui e gli altri finanziamenti a rimborso rateale, anche perfezionati tramite il rilascio di cambiali agrarie, il pagamento delle rate o dei canoni di leasing in scadenza prima del 30 settembre 2020 è sospeso sino al 30 settembre 2020 e il piano di rimborso delle rate o dei canoni oggetto di sospensione è dilazionato, unitamente agli elementi accessori e senza alcuna formalità, secondo modalità che assicurino l’assenza di nuovi o maggiori oneri per entrambe le parti; è facoltà delle Imprese richiedere di sospendere soltanto i rimborsi in conto capitale).


La garanzia interviene:


– in riferimento alle operazioni finanziarie che hanno beneficiato della misura A, sui maggiori utilizzi, alla data del termine delle misure, rispetto all’importo utilizzato al 17 marzo 2020, comprensivo degli interessi di mora maturati e delle eventuali spese legali sostenute;


– in riferimento alle operazioni finanziarie che hanno beneficiato della misura B, sull’ammontare dell’esposizione per capitale e interessi, contrattuali e di mora, e delle eventuali spese legali sostenute;


– in riferimento alle operazioni finanziarie che hanno beneficiato della misura C, sull’ammontare dell’esposizione per capitale e interessi, contrattuali e di mora, e delle eventuali spese legali sostenute.


I soggetti richiedenti possono inoltrare al Gestore del Fondo le richieste di ammissione alla garanzia non oltre il trentesimo giorno successivo alla Data del termine delle misure, purché non si sia già verificato un inadempimento.


Le richieste di ammissione alla garanzia devono essere inoltrate al Gestore del Fondo attraverso il Portale FdG, anche mediante la trasmissione di un elenco di richieste elaborato in forma digitale (formato elettronico di testo per importazione ed esportazione in formato tabellare) secondo le specifiche tecniche pubblicate dal Gestore del Fondo sul sito del Fondo.


Il Gestore del Fondo assegna alle richieste pervenute un numero di posizione identificativo e comunica ai soggetti richiedenti, mediante Portale FdG, nonché ai oggetti beneficiari finali, mediante PEC, il numero di posizione assegnato e il responsabile dell’unità organizzativa competente per l’istruttoria.


La data considerata ai fini dell’assegnazione del numero di posizione identificativo delle richieste è quella di arrivo al Gestore del Fondo.


In sede di richiesta di ammissione alla garanzia, i soggetti richiedenti devono comunicare tutte le informazioni necessarie all’istruttoria del Gestore del Fondo e, in particolare:


– in riferimento alle operazioni finanziarie che hanno beneficiato della misura A, l’importo utilizzato al 17 marzo 2020 e l’importo accordato originario;


– in riferimento alle operazioni finanziarie che hanno beneficiato della misura B, l’importo dell’operazione finanziaria;


– in riferimento alle operazioni finanziarie che hanno beneficiato della misura C, l’importo delle rate o canoni di leasing oggetto di sospensione;


– in tutti i casi, le informazioni sulle eventuali altre garanzie acquisite sull’operazione finanziaria.


Sono improcedibili e respinte d’ufficio dal Gestore del Fondo le richieste di ammissione alla garanzia presentate:


– attraverso modalità diverse da quelle previste;


– senza indicazione delle informazioni necessarie all’istruttoria del Gestore del Fondo;


– relative a soggetti beneficiari non in possesso dei requisiti di ammissibilità.


In tali casi, il Gestore del Fondo comunica, mediante Portale FdG, al soggetto richiedente e, mediante PEC, al soggetto beneficiario finale i motivi dell’improcedibilità.


Le richieste di ammissione alla garanzia decadono d’ufficio nel caso in cui, i soggetti richiedenti non inviino mediante Portale FdG quanto richiesto dal Gestore del Fondo entro il termine di 3 mesi dalla data di ricezione della richiesta.


Le proposte di ammissione ovvero di non ammissione sono deliberate dal Consiglio di gestione entro 2 mesi dalla data di arrivo o di completamento della richiesta; entro 10 giorni lavorativi dalla data della delibera del Consiglio di gestione, il Gestore del Fondo comunica ai soggetti richiedenti, mediante Portale FdG, nonché ai soggetti beneficiari finali, mediante PEC, l’ammissione alla garanzia ovvero comunica ai soggetti richiedenti e ai soggetti beneficiari finali, mediante PEC, la non ammissione, con le motivazioni che hanno indotto a ritenere inammissibile la richiesta.


La garanzia è cumulabile, sulla stessa operazione finanziaria, con altre garanzie pubbliche già concesse in favore del medesimo soggetto beneficiario finale, fatta eccezione per le altre garanzie del Fondo, e fermo restando i limiti di cumulabilità previsti dalla disciplina specifica delle altre garanzie pubbliche nonché quelli previsti dalla normativa comunitaria.