Contratto di inserimento: indicazioni sui benefici contributivi

In tema di contratto di inserimento, l’Inps fornisce indicazioni operative per le aziende ai fini del recupero o della restituzione delle connesse agevolazioni contributive.

Nello specifico, il D.M. del 10 aprile 2013 individua le aree geografiche di cui all’articolo 54, comma 1, lettera e), del Decreto Legislativo. n. 276/2003, consentendo di dare concreta applicazione alle agevolazioni contributive previste dalla legge, in riferimento alle assunzioni operate, nel periodo complessivo 1 gennaio 2009 – 31 dicembre 2012 con le donne ivi indicate.
Ai sensi del suindicato decreto interministeriale, i benefici contributivi in misura superiore a quella del 25% possono trovare applicazione solo nelle aree che, anno per anno, sono state individuate – attraverso i dati ISTAT sulla rilevazione delle forze di lavoro media 2008, 2009, 2010 e 2011 – come aventi un tasso di occupazione femminile inferiore almeno di venti punti percentuali di quello maschile o un tasso di disoccupazione femminile superiore di dieci punti percentuali rispetto a quello maschile.
Il riferimento normativo alla residenza della lavoratrice deve essere integrato con quello relativo allo svolgimento dell’attività lavorativa, nel senso che, ai fini della fruizione degli incentivi in misura superiore al 25 per cento, è necessario che le prestazioni lavorative si svolgano all’interno dei territori individuati.
Ciò che rileva ai fini dell’ammissibilità o meno alle agevolazioni in misura superiore al 25% è la data dell’assunzione operata con contratto di inserimento lavorativo.
Inoltre, la fruizione delle agevolazioni contributive nella misura superiore al 25% è subordinata alle seguenti condizioni (rilevanti dalla data del 14 maggio 2011:
– intensità lorda dell’aiuto;
– incremento netto del numero dei dipendenti;
– durata minima del contratto.

Per quanto riguarda la sussistenza della condizione soggettiva – vale a dire lo status di donna priva di un impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi – potrà considerarsi utile per il datore di lavoro – ai fini dell’ammissione ai benefici contributivi – acquisire una dichiarazione di responsabilità da parte della lavoratrice, attestante il possesso dei requisiti di legge; resta ferma la possibilità per l’Istituto di verificare, a campione e nell’ambito delle proprie ordinarie attività amministrative e ispettive, l’effettiva sussistenza di tale requisito.

Per i rapporti ancora in essere, i datori di lavoro, dalla denuncia riferita al periodo di paga “dicembre 2013” e fino alla scadenza del contratto di inserimento, continueranno ad utilizzare i codici Tipo contribuzione già in uso in relazione alla riduzione spettante, tenuto conto delle caratteristiche dell’azienda, della sua dislocazione geografica e conformemente a quanto disposto dal D.M. 10 aprile 2013. Per i periodi antecedenti al periodo di paga dicembre 2013, i datori di lavoro procederanno al recupero o alla restituzione dell’agevolazione come illustrato nei punti successivi.
I datori che – con riferimento alla caratteristica dell’azienda e alla sua dislocazione geografica – hanno fruito nei periodi interessati dal DM 10 aprile 2013, ovvero stanno ancora fruendo, degli incentivi economici nella misura corretta, non devono effettuare alcun adempimento.
Le aziende che, in forza delle previsioni contenute nel DM 10 aprile 2013, abbiano fruito di agevolazioni contributive in misura superiore a quella spettante, dovranno regolarizzare la propria posizione valorizzando all’interno dell’elemento <DenunciaIndividuale>, <DatiRetributivi>, <AltreADebito> il codice “M109 ” avente il significato di “restituzione agevolazione contratti di inserimento” e nell’elemento <ImportoADebito> il relativo importo da restituire.
I dati relativi alla restituzione delle agevolazioni – esposti nell’Uniemens – saranno riportati nel DM2013 Virtuale ricostruito dalla procedura con il corrispondente codice a debito “M109”.