Bonus locazione botteghe e negozi: precisazioni dal Fisco


Forniti chiarimenti sulla concessione del credito d’imposta locazione botteghe e negozi, introdotto dall’art. 65 del decreto “Cura Italia” (Agenzia delle Entrate – Risposta 07 settembre 2020, n. 318).

La società istante è conduttrice dell’unità immobiliare, classificata come C1, destinata alla vendita al dettaglio di articoli di pelletteria ed accessori.
L’immobile che viene utilizzato dall’istante è un bene pubblico e il contratto è stato stipulato nella forma di concessione.
In merito a ciò, chiede all’Agenzia delle Entrate se può usufruire del credito d’imposta disciplinato dall’art. 65 del decreto “Cura Italia”.
L’art. 65 del D.L. 18/2020 prevede un credito d’imposta a favore dei soggetti esercenti attività di impresa, pari al 60% delle spese sostenute a marzo 2020 per canoni di locazione purché relativi ad immobili rientranti nella categoria catastale C/1. Per poter beneficiare del credito d’imposta il locatario deve:
– essere titolare di un’attività economica, di vendita di beni e servizi al pubblico, oggetto di sospensione in quanto non rientrante tra quelle identificate come essenziali;
– essere intestatario di un contratto di locazione di immobile rientrante nella categoria catastale C/1.
Con la circolare n. 14/E del 6 giugno 2020, inoltre, sono stati forniti i primi chiarimenti in relazione al credito avente la medesima finalità disciplinato con l’articolo 28 del decreto-legge 19 maggio 2020, n.34 (Credito d’imposta per i canoni di locazione degli immobili a uso non abitativo e affitto d’azienda), nella quale, inoltre, è stato precisato che il legislatore ha assimilato alla locazione, anche l’ipotesi in cui il bene è condotto sulla base di un contratto di leasing operativo, poiché «questo tipo di contratto ha la medesima funzione economica del contratto locazione “tipico”».
Considerata la sostanziale identità delle due agevolazioni, si ritiene che i chiarimenti forniti in relazione al credito d’imposta di cui all’articolo 28 del menzionato Decreto Rilancio, in quanto compatibili, siano riportabili anche in relazione al cd. credito per negozi e botteghe.
Nel caso in oggetto, quindi, a prescindere dalla qualificazione del contratto in essere con il Comune, tenuto conto che la struttura contrattuale rappresentata presenta la medesima funzione economica del contratto locazione “tipico”, l’Agenzia ritiene che l’istante possa fruire del credito d’imposta pari al 60 per cento dei canoni versati relativi di marzo 2020 previsti dal  contratto di concessione stipulato col comune (ferma restando la sussistenza degli ulteriori requisiti previsti per la fruizione del cd. credito d’imposta per negozi e botteghe).
Da ultimo rammenta che, al fine di evitare la sovrapposizione in capo ai medesimi soggetti e per le medesime spese, il comma 8 prevede espressamente il divieto di cumulo con il credito d’imposta previsto dall’articolo 65 del decreto legge 17 marzo 2020, n.18 in relazione ai canoni di locazione pagati relativi al mese di marzo.